Spariam bene
Giallo
Giraldi Editore
23 febbraio 2021
Cartaceo
210
Amareno Fabbri, commissario capo della Questura di Bologna, è alle prese con un caso difficile, deve scoprire chi è l’assassino seriale dalla mira infallibile che uccide le sue vittime da lontano, con un solo colpo al cuore. Come sempre, gli autori Zap e Ida non si limitano a descrivere le indagini che incollano il lettore al libro fino all’ultima pagina. I due, nel contempo, hanno la capacità di mettere a nudo vizi e virtù di una città solo apparentemente opulenta e felice. Anche Spariam bene si presenta come “film su carta”. La scrittura visiva che caratterizza gli autori trasmette le immagini nel lettore dandogli l’impressione di trovarsi comodamente seduto sulla poltroncina di una sala cinematografica. Leggere per credere. Le quattro stagioni del commissario Amareno Fabbri: con Spariam bene si chiude la quadrilogia che vede protagonista, con la sua squadra, il commissario della Questura di Bologna dottor Amareno Fabbri. Il primo romanzo, Passi, è ambientato in inverno, il secondo Amareno Fabbri, in primavera, il terzo Amareno e il caso P.P.F. in estate e Spariam bene in autunno. A richiesta, possiamo prevedere le mezze stagioni...
“In autunno Bologna affascina più che nelle altre stagioni. Lasciata alle spalle la calura estiva, già a metà settembre ti rendi conto che qualcosa nell’aria è cambiato. Assieme la temperatura cala dagli alberi un tappeto magico fatto di sfumature che vanno dal giallo al marrone, purtroppo regolarmente rimosso dagli addetti alle pulizie alle prime luci del giorno.”
“Spariam bene” di Zap & Ida edito da Giraldi Editore è un giallo con una tensione costante, che cresce pagina dopo pagina. È un romanzo che parla di un’indagine con un’occhio particolare al contesto umano che la circonda, senza giudicare, ma osservandolo.
Ho già avuto il piacere di leggere i precedenti volumi dedicati al commissario Fabbri. Anche in questo caso, fin dalle prime pagine, non l’ho letto come un semplice giallo, ma come un nuovo incontro con un personaggio che ormai conoscevo. Dopo averlo visto muoversi, sbagliare, reggere botte e accettare compromessi, ma nel senso buono del termine, qui mi è sembrato diverso, più stanco, più chiuso, forse più consapevole della realtà.
La trama prende avvio da una serie di eventi inquietanti legati ad alcuni omicidi. Come sempre gli autori non utilizzano una violenza “urlata” o spettacolarizzata: la narrazione degli eventi è misurata, fredda. Ogni sparo sembra aprire una “crepa” e costringe chi indaga a interrogarsi non solo sul colpevole, ma sul perché di quel gesto, sui modi e sulle tempistiche.
“Oggi, al numero 13 di via Solferino, abitano Marisa e il commissario Fabbri. Considerata la maestria nell’arte amatoria della donna e la sua abilità in cucina con le tagliatelle al ragù qualcuno potrebbe pensare che il rappresentante della legge sia con lei per convenienza. Niente di più falso, Amareno è legato a Marisa anche per la sua bellezza e in modo particolare perché spesso una donna, molto intelligente, lo aiuta a risolvere i casi difficili.”
Ho apprezzato molto il modo in cui Zap & Ida costruiscono l’indagine: con calma, non tralasciando nulla. Il commissario Fabbri procede tra intuizioni, dubbi, routine e piccoli fallimenti quotidiani. È un poliziotto credibile, umano, spesso più stanco che brillante, e proprio per questo funziona. La storia non si regge su colpi di genio improvvisi, ma su un lavoro lento, fatto di osservazione e pazienza.
Nei primi libri della serie c’era una spinta più evidente verso l’intreccio, verso il meccanismo del caso da risolvere. Qui, invece, Fabbri non è più solo il commissario che indaga, ma l’uomo che si porta dietro tutto quello che ha già visto. Le sue reazioni sono meno istintive, più lente, e spesso attraversate da un dubbio che nei volumi precedenti affiorava solo a tratti.
Sullo sfondo c’è una città che viveon, Non è solo il luogo in cui avvengono i fatti, ma uno spazio che influisce sui personaggi, sul loro modo di pensare e di muoversi. Le descrizioni di Bologna sono vivide, quasi fotografiche. La città sembra quasi essere uno dei personaggi della storia al punto che tali accadimenti sembrano essere parte integrante del luogo se pertanto sarebbe impossibile che accadessero in un’altra città.
Dal punto di vista dello stile, la scrittura è asciutta, senza inutili virtuosismi. Zap & Ida sembrano sapere esattamente quando fermarsi, cosa mostrare e cosa lasciare sottinteso. Questo rende la lettura fluida, ma mai superficiale. Ci sono momenti in cui la tensione è tutta interna, psicologica e altri in cui emerge con più forza, ma sempre senza perdere equilibrio.
Il tempo che passa
Ho avuto la sensazione che “Spariam bene” parli anche del tempo che passa, di cosa resta dopo anni passati a guardare il lato peggiore delle persone. Alcuni personaggi secondari, già incontrati nei libri precedenti, tornano con una familiarità che non viene spiegata ma data per acquisita.
Ho trovato “Spariam bene” un giallo solido, che usa la trama per parlare di responsabilità, di scelte e delle conseguenze che spesso arrivano molto dopo il gesto iniziale. È uno di quei libri che non chiudi con l’adrenalina addosso, ma con una sensazione più sottile: quella di aver attraversato una storia che ha rispetto per i suoi personaggi e per chi legge.
Ringrazio Giraldi Editore per avermi permesso di “conoscere” il commissario Amareno Fabbri e di “visitare” una città interessante come Bologna con le sue innumerevoli torri e soprattutto con una cucina molto golosa. Spero in un prossimo futuro, di poterla visitare e ripercorre le strade e le piazze in cui questi romanzi sono stati ambientati.
“Spariam bene” è una lettura che consiglio a chi ama i gialli che sanno prendersi il loro tempo, che non sparano a raffica ma “mirano” con attenzione. E quando colpiscono, lo fanno lasciando il segno.
Buona lettura!
Le quattro stagioni del commissario Amareno Fabbri:
con “Spariam bene” si chiude la quadrilogia (di cui 3 editi da Giraldi Editore) che vede protagonista, con la sua squadra, il commissario della Questura di Bologna dottor Amareno Fabbri. Il primo romanzo, “Passi”, è ambientato in inverno, il secondo “Amareno Fabbri”, in primavera, il terzo “Amareno e il caso P.P.F.”in estate e “Spariam bene” in autunno. A richiesta, possiamo prevedere le mezze stagioni…

Zap & Ida?
Zap & Ida, associazione a delinquere di stampo umoristico, prima di cimentarsi in romanzi polizieschi con le indagini di Amareno Fabbri, commissario capo della Questura di Bologna, loro ultima creatura, hanno dato alla luce in otto lustri una quarantina di titoli, alcuni dei quali hanno fatto storia. Da poco è in libreria il Wikibonario, vaccabolario illustrato della lingua italiana e il romanzo “L’uomo del Fiume”. Autori di 12 diari scolastici, di campagne pubblicitarie in chiave umoristica per grandi aziende, collaboratori di quotidiani e periodici. Docenti di umorismo con più di 1.500 interventi in scuole di ogni ordine e grado.
Hanno fatto loro un famoso detto di Canergie: “Un sorriso non impoverisce chi lo dà ma arricchisce chi lo riceve“.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.