Sottobosco
Thriller
Fazi editore
2025
digitale
395
Vera Bergström è un'ex giornalista cinquantenne in piena crisi di mezza età. Dopo trent'anni di lavoro al «Jämtlandsposten» e una lunga convivenza con il compagno Levan, si ritrova di punto in bianco senza più certezze, licenziata dal giornale in seguito alla crisi della carta stampata e lasciata dal partner per una ragazza più giovane. Costretta a reinventarsi una vita, torna nella sua regione natia nel Nordovest della Svezia cercando faticosamente di riconquistare un equilibrio. Il ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata in una radura nelle foreste circostanti la riporta sul terreno che predilige: quello del giornalismo d'inchiesta. Contattata dal suo ex caporedattore, viene incaricata di seguire il caso per conto della sua vecchia testata. Ben presto Vera si accorge che le dinamiche del delitto non sono chiare come vorrebbe la polizia...
“Sottobosco” di Sara Stromberg è un thriller giornalistico pubblicato nel 2025, come romanzo autoconclusivo ma che dovrebbe costituire il primo di una serie con la stessa protagonista.
Vera Bergstrom è un’ex giornalista cinquantenne, in crisi di mezza età. Vera sta cercando di far ripartire una vita che sembra essersi arrestata da quando anche la sua lunga relazione con Levan si è bruscamente rotta.
“Mi trasferii nella stazione la stessa settimana in cui vuotai i cassetti della scrivania della redazione e lo stesso giorno in cui Levan si trasferì da un’altra donna. Si poteva dire che tre anni fa la mia vita aveva subito un’avaria.”
L’occasione per ripartire arriva quando, nel paesino di Ann, nel cuore della Svezia, una donna, Isabella, viene trovata morta nel bel mezzo del sottobosco svedese. Ecco che Vera ha un nuovo scopo: scoprire la cruda verità su quella lucubre vicenda.
Personaggi
La protagonista, Vera, è ben caratterizzata. Di lei pian piano conosciamo il suo presente e il suo passato. Vera sta cercando di ricostruirsi; la sua vita è arrivata ad un “turning point”. Tuttavia, durante la storia non riesco a dire che ci sia una vera e propria evoluzione del personaggio (lei non mi sembra cambiare più di tanto alla fine del libro), piuttosto, abbiamo una donna che riacquista ciò che le piace veramente fare nella vita: la giornalista. In effetti, il suo scopo fin dall’inizio dell’indagine che seguirà, è quello di riavere un posto nel giornale in cui aveva lavorato per tantissimi anni.
Per quanto riguarda i personaggi secondari, la loro utilità nell’indagine di Vera è evidente, ma troppo casuale. Mi spiego meglio: ci sono più parti in cui l’ex giornalista parlando con alcuni di queste persone in situazioni non relative all’indagine, in modo aleatorio, rivelano alcune cose che le fatto continuare le ricerche. Fin troppo palese che queste parti sono state messe dall’autrice per far andare avanti la storia, che altrimenti si sarebbe arenata. Onestamente, mi è sembrato ad un certo punto che l’indagine continuasse più per queste rivelazioni casuali che per le capacità indagatorie di Vera. Per cui, sì, vari personaggi secondari sono anche rilevanti ma in modo troppo casuale a mio avviso.
Linguaggio e stile
Il linguaggio e semplice e la lettura risulta molto scorrevole. Il ritmo non l’ho trovato particolarmente incalzante nè veloce. La trama si prende il suo tempo per sviscerarsi.
Conclusione
Arriviamo al finale. Non mi ha soddisfatto per niente. L’ho trovato abbastanza scontato (secondo me ci sono elementi che fanno intuire il possibile colpevole, per movente palese e caratteristiche di personalità), oltre che frettoloso nella sua stessa conclusione (termina veramente in poche righe). Anche qui la soluzione del caso arriva a Vera da un altro personaggio che dandogli un’informazione, le fa capire chi è il colpevole. Da un thriller mi aspetto qualcosa di più.
Tematiche e messaggi
Il romanzo affronta le tematiche dell’abbandono e della responsabilità di essere genitori. L’autrice butta in faccia al lettore le conseguenze negative, nel lungo periodo, che una genitorialià assente, abusante possa avere su un figlio.