Sonata in do minore
Romanzo storico
Setart Edizioni
31 luglio 2023
Cartaceo
164
Nell'Austria–Ungheria di fine '800, tra Rauris e Salisburgo si consumano storie d'amore impossibili. Un insegnante di pianoforte, una distinta ragazza di buona famiglia, un facoltoso imprenditore, un irreprensibile notaio, un campanaro curioso, un premuroso bibliotecario; e a Berlino una sorridente cartomante. Sette vite che si incrociano solo per travolgerne altre: difficile uscirne indenni.
“Andando avanti di questo passo, signori, a qualcuno potrà venire in mente, un giorno, di sostituire le campane con un grammofono… e come faremo allora, come faremo senza il suono delle campane… signori!”
“Sonata in do minore” di Roberto De Rosa, edito da Setart Edizioni, è un romanzo storico dove il destino, il peso delle convenzioni sociali e le passioni umane si scontrano.
L’atmosfera tardo ottocentesca tra Rauris e Salisburgo è ricostruita con cura e delicatezza, offrendo un perfetto sfondo per gli amori impossibili e i drammi personali che travolgono i protagonisti.
Al centro della vicenda non c’è un unico protagonista, ma un “legame invisibile” che unisce ben sette vite.
De Rosa è bravissimo a catapultare il lettore nei salotti e nelle strade dell’epoca. Tutta la narrazione ruota intorno a una serie di storie d’amore impossibili, dove gli ostacoli in comune sono il ceto sociale e i segreti del passato.
Le lezioni di un insegnante di pianoforte diventano il pretesto per l’incontro con una distinta ragazza di buona famiglia, ma questo sentimento finisce per intromettersi con gli interessi di un facoltoso imprenditore e i doveri di un notaio. A fare da “collegamento” ci sono un campanaro curioso, che dall’alto della sua torre vede tutto, e un solerte bibliotecario. Mentre in lontananza, a Berlino, una strana cartomante sembra quasi decidere il destino dei personaggi attraverso i suoi tarocchi.
Ogni azione di un protagonista scatena una reazione a catena che finisce per travolgere le vite di tutti gli altri.
Se da un lato la varietà dei personaggi arricchisce il romanzo, dall’altro la brevità dello stesso non permette al lettore di entrare in empatia con gli stessi.
“Il cielo si era coperto, una nebbiolina aveva avvolto il sentiero. Dalle vette che lo circondavano sentiva boati che coprivano ogni altro suono.
Non quello di una campana tibetana.
Continuò a salire.
Ne era sicuro questa volta.
Sarebbe bastato seguire il suono lontano di un gong che neppure il frastuono di una valanga riusciva a coprire.”
De Rosa utilizza un lessico ricercato, formale. Gestire sette punti di vista diversi è una sfida ambiziosa. Nella parte centrale del romanzo, la narrazione salta da un personaggio all’altro. Questa tecnica crea una forte suspense, ma spezza continuamente il ritmo, richiedendo al lettore un’attenzione costante per non perdere il filo (cosa che mi è capitata spesso).
“Sonata in do maggiore” è una lettura piacevole per gli amanti del romanzo storico. Ha un’ottima premessa e l’intreccio è stimolante, ma la gestione di così tante storie rende la lettura complessa. Consigliato a chi cerca una storia di passioni d’altri tempi e di destini che si incrociano.
Buona lettura!
“Lui gli avrebbe sorriso, poi sarebbe fatto silenzio in quella bettola di Salisburgo, e sarebbero rimasti ad ascoltare, a guardare un vecchio notaio battere un vaso di latta.un colpo solo.”
Roberto De Rosa è triestino. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche. Combinando lavoro e studio si è laureato in Medicina.
Ha in famiglia storie di emigrazione negli Stati Uniti, dove ha lavorato e vissuto per lunghi periodi, in particolare a Chester (Connecticut) e a New York.
Nel corso degli anni ha pubblicato racconti e romanzi e ha ricevuto numerosi riconoscimenti in ambito narrativo.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.