Sonata d'inverno
Narrativa
Fazi Editore
27 gennaio 2022
cartaceo, ebook
176
In un piccolo villaggio della campagna inglese che sa di Jane Austen quanto di Cechov, mentre l'inverno imbianca il paesaggio si dipanano le vicende sentimentali e sociali di una piccola comunità: due sorelle corteggiate a intermittenza, un cugino che non sa cosa fare di sé, una ragazzina ribelle che cerca di evadere da un contesto familiare soffocante, e il forestiero Arnold Nettle, giovane e cagionevole musicista trasferitosi in campagna per fuggire l'inverno cittadino. Le lunghe serate trascorrono tra goffe conversazioni ed esibizioni musicali che sono le sole ad animare la calma che avvolge il paese.
Tutti, in cuor loro, aspirano a qualche indefinito mutamento, sperano in un attimo epifanico che possa imprimere alla vita un corso più deciso, ma la voce dei protagonisti rimane in gola, così come il rumore dei passi si perde nel silenzio ovattato dell'inverno.
“Beh, l’amore fa soffrire molto e quando le persone soffrono sono più interessanti” – Sonata d’inverno di Dorothy Edwards
In una piccola comunità appartenente alle campagne inglesi, la vita si svolge lenta e modesta. Le uniche occasioni di socializzazione consistono nelle celebrazioni domenicali in Chiesa e in qualche piccolo ricevimento nella casa della famiglia più abbiente del circondario. Ci si limita ad un the per pochi, allietato dalla voce di qualche giovane intonata, accompagnata dalle note del pianoforte. Eppure ogni compassato componente di quel contesto possiede un fuoco dentro. Esso arde sotto le ceneri ma nessuno osa lasciarlo divampare. Tutti si consumano nella propria solitudine, tra le frustrazioni delle cose taciute e la monotonia dei giorni sempre uguali.
“C’è qualcosa di molto bello per l’anima nel vedere come gli alberi e le cose siano felici di continuare con la stessa routine anno dopo anno, mettere le foglie e fare frutti e poi perderli un’altra volta”
Arnold Nettle è un giovane timido e cagionevole, trasferitosi in campagna per motivi di salute. Lavora nell’ufficio postale del paese e alloggia in una stanza in affitto. È un ragazzo di poche parole, schivo, ermetico ed insicuro. Sogna di poter attirare l’attenzione della bella Olivia, altrettanto timida e dolce. Lei è ben diversa dalla sorella Eleanor, avvenente, dal temperamento vivace ma contenuto, come si conviene ad una signorina della buona società. Le due ragazze sono orfane e vivono con la zia ed il cugino George, colto, ben educato ma inconcludente.
Di tutt’altra estrazione sociale è la giovanissima Pauline, figlia del popolo e della donna che ha affittato la stanza ad Arnold Nettle. È graziosa ma sfacciata, desiderosa di libertà e con la pessima fama di “una che si farà mettere nei guai“, come le dice sempre la madre tra un ceffone e l’altro. Pur giocando a far conquiste tra i ragazzi del posto, è del tutto indifferente al delicato Arnold e al ricco George. È attratta da un amico di quest’ultimo, mister Premiss. Egli è un uomo di mondo, esperto corteggiatore in grado di sconvolgere i cuori e la routine delle tre giovani protagoniste.
“L’uomo ambizioso deve rimanere ancorato alla realtà”. “No” disse Nettle all’improvviso, e con fermezza sorprendente, “Non alla realtà, solo al mondo materiale” – Sonata d’inverno
Il linguaggio narrativo è delicato, scorrevole, nonostante il suo carattere fortemente introspettivo e descrittivo. Il ritmo, pur essendo pacato, è in continuo devolvere. Non è scandito da grandi eventi o colpi di scena, bensì da pensieri e sentimenti dei protagonisti che sono incessantemente in movimento. Sembrano vivere di vita propria.
“Sonata d’inverno” è il racconto di una quotidianità resa incolore da piccole ma solidissime gabbie che imprigionano i pensieri e le aspirazioni dei personaggi. Questi ci vengono presentati come esseri frenati ed insoddisfatti, in netto contrasto con i loro mondi interiori, che danzano appassionatamente nello spazio delimitato dalle inibizioni imposte dall’educazione dell’epoca. Essi appaiono credibili e rispecchiano perfettamente il carattere del periodo del contesto nel quale vivono.
“C’è, inoltre, qualcosa di piuttosto sgradevole nell’inverno; è freddo e gelido e tutto pare immobile, e tuttavia si ha l’impressione che nulla resti quieto”
Questo di Dorothy Edwards è il racconto realistico di una vecchia società, legata a determinate idee e antiche concezioni. Lascia tuttavia presagire un cambiamento, ancora lontano ma latente. Lo si legge tra le righe, attraverso la metafora della primavera che si fa strada timidamente con i suoi germogli, sul finire dell’inverno non ancora pronto a cedere il passo.
Quando ci si approccia ad una lettura di questo tipo, consiglio molta attenzione e rispetto verso i tempi ed il contesto d’ambientazione. Il rischio è sempre quello di tenervi un piede dentro ed uno fuori (uno nell’epoca in cui si svolge la trama, l’altro nel 2022), in modo tale da apprezzare il romanzo solo a metà e, credetemi, sarebbe un vero peccato. Così facendo, si apprezza la bella scrittura dal carattere classico, ma poi magari si prova perplessità nei confronti dei personaggi senza comprenderne il comportamento.
Si tratta invece di una lettura da assaporare, pagina dopo pagina. Sa di legna che brucia nei caminetti e di quella polvere di ireos che le nonne usavano per profumarsi. Una lettura interessante, e, nonostante sia priva di tensione, mai piatta e coinvolgente.
Voi riuscite sempre ad approcciarvi ad una lettura calandovi completamente nell’epoca nella quale si svolge?