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Recensione: “Soltanto mia” di Lorenzo Puglisi e Elena Giulia Montorsi, Mondadori

Soltanto mia Book Cover Soltanto mia
Lorenzo Puglisi, Elena Giulia Montorsi
Narrativa
Mondadori
1 settembre 2020
cartaceo, ebook
229

Gabriele e Federica si frequentano da poco: un incontro in treno, un caffè insieme e un'attrazione fisica reciproca. Entrambi hanno figli piccoli, un matrimonio fallito alle spalle e tanta voglia di rifarsi. A Federica piace quest'uomo apparentemente galante e pieno di attenzioni. A Gabriele piace questa donna apparentemente fragile, che ispira un senso di protezione.

Lui la cerca sui social, commenta le sue fotografie con ammiccante dolcezza, e intanto fruga tra i profili degli uomini che compongono la cerchia delle sue amicizie. Lei è lusingata dal corteggiamento, si sente al centro del mondo, di nuovo protagonista della propria vita. Gabriele comincia a pensare a Federica con insistenza, trascura il lavoro. Intanto Milano si svuota, è agosto, Federica raggiunge i figli al mare e lui si sente sempre più solo.

Giorno dopo giorno - complici la lusinghiera e mai autentica rappresentazione che ciascuno offre di sé tramite i social e i fraintendimenti della comunicazione virtuale - le aspettative reciproche divergono sempre di più: Federica vuole concentrarsi sui figli, sulla sua nuova attività, non vuole impegnarsi in una relazione ufficiale. Gabriele non capisce e avanza pretese di esclusività.

Lorenzo Puglisi, avvocato esperto di diritto di famiglia, ed Elena Giulia Montorsi, psicoterapeuta che spesso assiste donne vittime di stalking, incrociano le loro esperienze professionali creando un intreccio di eventi e riflessioni in cui il lettore si trova sempre più coinvolto. E danno vita a un romanzo intenso e perturbante, che ci consente di affrontare un argomento di stringente attualità come solo la narrativa può fare: mettendoci a parte dei pensieri, delle emozioni e dei tormenti dei protagonisti, facendoci ascoltare direttamente le loro voci in un avvincente gioco di capitoli alternati.

Pagina dopo pagina la tensione cresce, e quando Federica giungerà ad avere paura di Gabriele, insieme a lei ci scopriremo a domandarci: "Ma come siamo arrivati a questo punto?".

“Maurizio mi lancia uno sguardo disilluso. L’amore, lui, l’ha ucciso a badilate e, anche se non si ricorda niente perché era ubriaco fradicio, dice che è stata legittima difesa. «Io non lo so, Gabriele, ma le donne portano solo problemi»”

 

Soltanto mia” è un libro intenso, che ti lacera e ti costringe a riflettere. Una storia d’amore “malata” che ti porta inizialmente a fare il tifo per un personaggio ma che ad un tratto si ribalta completamente.

Il femminicidio è un problema grave. Al 31 agosto 2020 sono state uccise 62 donne da mariti o da compagni respinti,  con una media di un’uccisione ogni tre giorni.

Ognuno dei due protagonisti parla in prima persona e l’alternarsi dei POV ci permette di entrare in empatia con loro in modo più profondo.

La scrittura ti coinvolge, è viva, e racconta nei minimi dettagli i rapporti tra i vari personaggi. Da segnalare che Gabriele narra la propria storia al passato, mentre Federica scrive al presente.

Gabriele, orfano di madre e con un padre mai presente, gestisce con fatica una pasticceria a Milano. Si dimostra fragile, timido e il lettore prova quasi tenerezza nei suoi confronti.

Federica, dolce, sottomessa al marito. Dedita completamente alla casa e ai due figli, inizialmente non ispira molta simpatia ma, molto presto, le cose cambiano.

“Soltanto gli stronzi arroganti pensano che a loro non potrà mai capitare di perdere il controllo e uscire in curva, si permettono di giudicare e ti guardano come se la tua situazione fosse il finale logico di una vita di merda. Ma se Dio esiste prima o poi si accanirà anche su di loro, oppure no, perché l’ho capito da un pezzo che a questo mondo non siamo tutti uguali davanti alla sfiga”.

Il primo incontro tra i due, avviene in occasione di un’uscita con amici in comune, e soprattutto con i rispettivi coniugi: Anna e Davide. Nonostante il reciproco interesse, non accade nulla. Si perdono di vista; passano gli anni; poi, casualmente, si ritrovano su un treno di ritorno dalla Liguria.

Gabriele si è separato, vede i figli solo in presenza degli assistenti sociali e con la sua ex moglie, Anna, è una continua battaglia legale.

Il matrimonio di Federica è agli sgoccioli, e Il loro incontro sembra essere l’inizio di qualcosa di importante.

Federica è decisa a vivere la sua vita, a gustarsi la sua ritrovata libertà ma Gabriele ben presto si rivelerà in tutti i suoi difetti e la rinascita di Federica si trasformerà in un incubo.

Elena Giulia Montorsi e Lorenzo Puglisi utilizzando il doppio POV ci trasportano attraverso le paure, i dolori e l’angoscia di Federica a comprendere meglio cosa accade a una vittima di stalking.

Un romanzo vero, crudo, e non semplice da leggere; è una denuncia secca, che cerca di far aprire gli occhi su un dramma che può colpire persone, soprattutto donne, che vivono accanto a noi, ma che, nella maggior parte delle volte, si sentono responsabili di quanto sta accadendo loro e che, per questo, fanno un’immensa fatica a chiedere aiuto.

Man mano che procedevo nella lettura, il mio odio verso Gabriele cresceva esponenzialmente e nel contempo avrei voluto prendere Federica e scrollarla, incalzarla a prendere una decisione. Io al suo posto avrei troncato prima, lo avrei denunciato e avrei cercato di cambiare abitudini per non rischiare di trovarmelo davanti; ma vivere questo dramma da spettatore non è paragonabile a viverlo sulla propria pelle.

E voi cosa avreste fatto? Ritenete che sia un dramma prettamente femminile o può essere anche maschile?

 

“Adesso Maurizio e Tarek conoscono la mia storia. L’hanno ascoltata senza compatirmi e senza disprezzarmi. Lo sanno che basta un niente per cadere in fondo al burrone e che forse un’altra vita non basta per risalire in superficie. «E se tornassi indietro?» mi fa Maurizio, chiedendolo soprattutto a sé stesso. Non riesco a rispondere, sto piangendo”.

 

 

Gli autori

Lorenzo Puglisi è un avvocato iscritto all’Ordine di Milano, specializzato in diritto di famiglia e diritto minorile. Nel 2009, dopo alcuni anni come associato presso la law firm americana Baker&McKenzie, fonda il proprio studio inaugurando il primo sportello telematico italiano SOS Stalking, fornendo assistenza legale e psicologica alle vittime di atti persecutori. Nel 2012 è promotore di FamilyLegal, associazione con la quale opera nel settore del diritto di famiglia sia a livello nazionale che internazionale.

Elena Giorgia Montorsi è una psicoterapeuta che spesso segue vittime di stalking. Dal 2009 collabora con SOS Stalking, supportando le vittime di abusi e molestie. È anche specializzata in Psicologia dello Sport e Performance Coaching. Ha uno studio sia a Milano che Roma oltre che online. Insieme hanno pubblicato nel 2013 Con te ho chiuso per Feltrinelli. Nel 2020 Soltanto mia edito da Mondadori.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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