Solo scherzetti, niente dolcetti!
Ragazzi
Delrai edizioni
25 settembre 2026
Digitale e cartaceo
152
Il dolcetto è finito. Lo scherzetto è appena cominciato. Halloween non è mai stato così spaventoso… e così divertente!
Tra zucche dispettose, case scricchiolanti, mostriciattoli curiosi, ombre birichine e misteri da risolvere al chiaro di luna, ogni storia regala un piccolo brivido… ma anche un sorriso. Un libro perfetto per chi ama le atmosfere paurose, gli scherzi inattesi e le avventure un po' stregate, senza dimenticare che, a volte, la paura più divertente è quella che fa ridere subito dopo. Solo per i piccoli più coraggiosi!
Ci sono libri su Halloween che cercano di spaventare e altri che prendono tutto ciò che appartiene a questa festa, streghe, fantasmi, scheletri, zucche e superstizioni, e lo trasformano in qualcosa di divertente e fantasioso.
“Solo scherzetti, niente dolcetti!” di Erika Franceschini appartiene decisamente alla seconda categoria.
Questa volta, la mia esperienza di lettura è stata diversa dal solito, perché non ho letto questo libro da sola, ma insieme a mio figlio, per questo non abbiamo aspettato il 31 ottobre.
E credo che sia proprio questo ad avermi fatto apprezzare ancora di più alcune caratteristiche della raccolta.
La prima cosa che mi ha colpita è stata infatti la sua struttura. Non abbiamo un’unica storia con gli stessi protagonisti, ma diversi racconti legati da un grande filo conduttore: Halloween.
Cambiano personaggi, situazioni e ambientazioni, ma rimangono sempre quella leggerezza, quell’ironia e quel pizzico di mistero necessari per entrare completamente nell’atmosfera del 31 ottobre.
🏚️ LE AMBIENTAZIONI
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente sono proprio le ambientazioni, perché ogni racconto sembra aprire la porta verso un piccolo mondo diverso.
Ci ritroviamo nel paese di Dolcetto, dove vengono inventati i dolci e dove vive la Strega Nera. Entriamo nel Villaggio delle Zucche, incontriamo boschi e strade immerse nel buio, case misteriose e naturalmente non poteva mancare il cimitero.
Ci sono tutti gli elementi che ci aspetteremmo da una storia di Halloween, lapidi, scheletri, fantasmi, streghe, pipistrelli, gatti neri e zucche. Eppure l’atmosfera non diventa mai realmente angosciante.
Il libro prende elementi che associamo alla paura e li trasforma attraverso l’ironia e la fantasia, rendendoli adatti anche ai lettori più giovani.
Persino un cimitero può diventare il luogo in cui incontrare personaggi decisamente particolari, come Gregor e Wilson, e sorridere davanti ai piccoli problemi della loro “non-vita”. 😂
Ed è proprio questo contrasto tra macabro e divertente che secondo me funziona molto bene.
👻 I PERSONAGGI di “Solo scherzetti, niente dolcetti!”
Essendo una raccolta, non abbiamo un unico protagonista e questo permette di incontrare personaggi completamente diversi tra loro.
Ci sono bambini, genitori, animali, streghe, fantasmi, scheletri e creature fantastiche, ognuno protagonista della propria piccola avventura.
Tra quelli che mi hanno incuriosita di più c’è Achille, il gatto nero protagonista di “Achille, palla di pelo”. Consapevole delle superstizioni che gli esseri umani hanno nei confronti dei gatti neri, lo sfrutta in maniera molto simpatica. Intorno a lui troviamo inoltre un gruppo decisamente improbabile, composto anche da un topo e un coniglio.
Poi abbiamo Alia, che possiede probabilmente uno dei poteri più strani che abbia mai incontrato: riesce a teletrasportarsi mentre russa. 😂
Una trovata assurda e divertente che la porterà addirittura nel Magico Mondo di Halloween.
E poi c’è lei: la Strega Nera.
Vive nel paese di Dolcetto e ha una capacità decisamente particolare: può trasformare le persone in dolci differenti in base a quanto riescano a farla arrabbiare.
Insomma, essere trasformati in un bignè perché una strega si è svegliata con la luna storta non è esattamente il destino che mi sarei aspettata. 😂
🎃 NON SOLO STORIE DI PAURA
C’è spazio per raccontare qualcosa sulle origini e sulle tradizioni della festa.
Il racconto iniziale, All Hallows’ Eve, la vigilia di Ognissanti, parte da una situazione molto semplice: Rachele vorrebbe festeggiare Halloween, mentre suo padre sostiene che non appartenga alla tradizione italiana. Da questa discussione nasce l’occasione per parlare della festa e delle sue origini.
Troviamo anche la leggenda di Jack O’Lantern, quindi accanto alla fantasia e agli scherzi vengono introdotte curiosità legate ad alcuni dei simboli che ormai associamo immediatamente ad Halloween.
Questa alternanza mi è piaciuta perché rende la raccolta più varia e impedisce che diventi semplicemente una sequenza di racconti con fantasmi e zucche.
🎨 LE ILLUSTRAZIONI
Un discorso a parte lo farei sulle illustrazioni, perché in “Solo scherzetti, niente dolcetti!” la parte grafica è una componente importante dell’esperienza di lettura. Ogni racconto ha una propria identità visiva e le immagini contribuiscono tantissimo a costruire l’atmosfera.
Io, ho letto il libro in formato digitale e devo ammettere che secondo me le illustrazioni in questo modo perdono un po’ del loro fascino e soprattutto del loro impatto. Non è un difetto delle immagini, anzi è proprio vedendone l’importanza che mi è venuta voglia di sfogliare il libro fisicamente.
Credo infatti che la versione cartacea riesca a valorizzare maggiormente tutto il lavoro grafico, soprattutto per un bambino che può osservare le illustrazioni mentre ascolta o legge la storia.
Nonostante questo, anche in digitale le immagini riescono ad accompagnare bene i racconti e aiutano a mantenere quel delicato equilibrio tra qualcosa di apparentemente spaventoso e qualcosa che, un secondo dopo, riesce invece a strapparti un sorriso.
✍🏻 LO STILE
La scrittura di “Solo scherzetti, niente dolcetti!” è semplice, immediata e molto dialogata. Non troviamo descrizioni eccessivamente lunghe e i racconti entrano abbastanza velocemente nel vivo della situazione.
È proprio questa semplicità a rendere il libro particolarmente adatto anche a una lettura condivisa tra adulto e bambino.
Leggerlo insieme a mio figlio mi ha permesso di viverlo in maniera diversa rispetto ai libri che leggo per conto mio. Ci siamo ritrovati a commentare quello che accadeva, a sorridere davanti ad alcune situazioni e ad aspettare insieme di scoprire quale sarebbe stata la storia successiva.
La lunghezza dei racconti aiuta molto: se si vuole, se ne può leggere tranquillamente uno alla volta, magari prima di andare a dormire, senza essere costretti a interrompere una storia a metà.
Allo stesso tempo, però, la varietà fa venire voglia di dire: “Dai, leggiamone ancora uno!”.
E con un bambino credo che questo sia uno dei complimenti migliori che si possano fare a un libro.
🧡 COSA MI È PIACIUTO DI PIÙ
La cosa che mi ha convinta maggiormente in “Solo scherzetti, niente dolcetti!” è la capacità di raccontare Halloween senza scegliere una sola sfumatura.
C’è un po’ di paura, ma mai troppa.
C’è il mistero.
C’è la magia.
C’è soprattutto tanta fantasia.
È un immaginario completamente libero e proprio questa libertà rende ogni racconto una piccola sorpresa. Mi è sembrata una grande festa di Halloween trasformata in un libro, in cui dietro ogni porta può nascondersi qualcosa di diverso.
🎃 IN CONCLUSIONE
“Solo scherzetti, niente dolcetti!” è stata una lettura leggera, colorata e fantasiosa, capace di utilizzare Halloween per raccontare paure, leggende, amicizia, curiosità e naturalmente tanti scherzi.
La consiglierei soprattutto ai giovani lettori che vogliono avvicinarsi alle storie “da brivido” senza trovarsi davanti a qualcosa di realmente spaventoso, ma credo sia particolarmente carina anche come lettura da condividere in famiglia nel periodo di Halloween.
E posso dirlo proprio perché io l’ho vissuta così.
Tra streghe, gatti neri, fantasmi, scheletri, cimiteri e zucche, il ricordo più bello che mi lascia questo libro è infatti molto più semplice: averlo letto insieme a mio figlio.
Perché questa volta non ho soltanto letto delle storie per poi raccontarvi cosa ne penso. Ho potuto commentarle con lui, vedere le sue reazioni, sorridere insieme davanti alle situazioni più buffe e condividere un piccolo momento tutto nostro.
E forse, alla fine, il “dolcetto” che il titolo sembra negarci è proprio questo. 🎃🧡
