Sinnada
Narrativa contemporanea
Feltrinelli
17 marzo 2026
cartaceo, ebook
274
Sardegna, anni cinquanta. In un entroterra rurale dove il tempo si misura per avvenimenti e per stagioni, una bambina, di nome Lellena, cresce ignorata dalla madre e senza un padre. Ultima di sette fratelli, sognatrice, sembra a tutti priva di voce: nulla ha da chiedere, nulla ha da spiegare. Un giorno si marchia una stella sulla fronte, come quella del cavallo che ama di più. Nel paese la cicatrice diventa non una stella ma una croce col potere della guarigione. La voce si diffonde, Lellena è una “sinnada”, una predestinata. La venerano e la temono, è santa ed è strega, intrappolata in un ruolo che non ha scelto. Tutto cambia con l’arrivo del capitano di marina Gualtiero De Simone, ufficiale in convalescenza, uomo gentile e affettuoso, il cui sguardo paterno riconosce in Lellena non un prodigio ma una persona. Per la prima volta qualcuno nota in lei curiosità e intelligenza, il desiderio di conoscere acceso dalla necessità di evadere. Con lui Lellena impara a leggere, a scrutare il mondo nella sua complessità e bellezza. Accolti nella casa di Bastiana, locatrice casuale, che inizia a provare sentimenti taciuti per Gualtiero e una gelosia silenziosa per la ragazzina, i loro equilibri si fanno fragili. E proprio quando, ormai adolescente, Lellena ha gli strumenti per liberarsi da una sorte che sembrava segnata, una tragedia inattesa stravolge tutto. Solo con la nostalgia per il suo vecchio mondo e l’amore salvifico per la lettura riuscirà a superare le avversità e a costruirsi la vita desiderata. Sospeso tra incanto e realismo, Maria Spissu Nilson tesse un romanzo di formazione visionario, in cui la fame di sapere e il coraggio di esistere diventano strumenti di riscatto. Sinnada è la storia di una bambina, poi donna, che nonostante l’asprezza delle condizioni riesce a far brillare quanto di ancestrale e indomabile vive nella sua anima superando confini e paure, aprendosi a orizzonti che prima poteva soltanto fantasticare.
È terra di voci poetiche e potenti la Sardegna, quel narrare che ha il sapore di rocce e mare, aspro e incantevole, porta sempre tesori da scoprire, e Maria Spissu Nilson con il suo “Sinnada”, edizioni Feltrinelli, mi ha sedotto e incantato. L’autrice usa le parole con grazia e armonia, racconta con voce limpida e pacata, arriva al lettore, si insidia nell’anima, e ci lascia un germoglio: Lellena.
“Peccato” dicono, “è bella, con gli occhi di cielo e i capelli di sole, A chi somiglia però? Troppo bella per questo paese, di sicuro avrà vita breve.”
Lellena, ottava figlia, non voluta, non degna neppure dello sforzo di un nome che le dà la levatrice; anni dopo, uno straniero, le darà un’altra identità, Lena, finalmente vista, finalmente guardata con tenerezza. Le parole fanno fatica, si fermano sulla lingua, hanno un suono strano, e pure quelle sarà lo straniero a tirarle fuori. Per alcuni è la “santa”, per altri “sa sinnada” la marchiata, per una cicatrice sulla fronte che è stella o croce, e che la fa apparire strana, diversa, portatrice di guarigioni o di sventura. È il capitano che arriva da lontano, Gualtiero, a donarle la gioia del sapere, a farle imparare lettere e numeri, per poter usare la conoscenza come ali di libertà.
“Il capitano si è impietosito dello stato di miseria di una bambina, lo hanno conquistato gli occhi segnati dalla solitudine. Lo hanno incuriosito quella selvatichezza, intravista educabile, migliorabile.”
L’autrice, con prosa elegante e scorrevole, mescolando qualche parola in sardo, mai eccessive, mai superflue, ma solo per rimarcare la presenza viva dei luoghi che racconta, ci porta in una terra suggestiva, negli anni cinquanta del novecento, in luoghi in cui tradizioni antiche e antico sapere, scandiscono ancora i confini tra bene e male. Capitoli che si susseguono veloci, ma da assaporare con la calma delle storie che toccano l’anima, una scrittura che si fa sussurro, che ipnotizza per il narrare che oscilla tra incanto e realtà, tra crudeltà e gentilezza.
Cresce Lellena, tra il freddo di una madre estranea e fratelli distanti, in un paese che prende e poi sottrae, c’è solo il calore di Nenna, la gentilezza del capitano e la simbiosi delicata con Elias.
“Quelle persone che dormono con lei sotto lo stesso tetto e si chiamano madre e fratelli non fanno parte della sua vita, sono lontani da lei come i monti attorno e più. Cammina verso la saggezza leggera come una foglia.”
Lellena, Lena, sinnada, è una bambina che diventa giovane donna, che riesce a brillare nonostante le avversità, le sventure, le maldicenze di chi vede diverso e addita come malvagio.
È una Sardegna aspra, di terre interne dipinte di ginestre e lentisco, dove soffia il maestrale, quel vento che porta Gualtiero a essere Ro, la speranza, il futuro e la salvezza per Lellena.
È un racconto di donne soprattutto, alleate ma più spesso rivali, braccia che scaldano e accudiscono o porte sbattute in faccia. Legami che il sangue non salda ma l’amore sì, profumo di pane che si fa casa, carezza di donna che si riscopre madre, senza cordone ombelicale.
“Sinnada” è poesia che carezza, racconto che fa soffrire, baratro che si apre all’azzurro. Mescola colori e emozioni l’autrice sarda dall’anima sensibile, e ci lascia il ritratto di una ragazza indimenticabile, che nonostante gli inciampi e la malvagità, le perdite e le sofferenze, brilla di luce propria e si insinua nel cuore dei lettori.
“Sinnada” è racconto di destini avversi, di vite segnate in tutti i modi possibili, di incontri che portano salvezza, cambiamento o forse altro dolore, chissà cosa la vita può riservare a Lellena, certo è che il suo spirito indomito, la sua fame di vita e tenerezza, saranno peso e carezza da portare addosso.
“Le vengono incontro intrecciandosi per strada il caso e il destino, la trovano scalza e in preda alla fame atavica che mai l’abbandona, si dicono che vale la pena aiutarla ancora, come avevano già fatto indirizzando verso casa sua un ignaro capitano.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.