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RECENSIONE: “Shampoo, siamo ed eravamo nuvole di vapore” di James Marchiori

Shampoo: siamo ed eravamo nuvole di vapore Book Cover Shampoo: siamo ed eravamo nuvole di vapore
James Marchiori
biografia
self
21 giugno 2018
ebook e cartaceo
186

James ha solo nove anni quando vince il suo primo premio letterario, il suo racconto inizia verso la fine degli anni 80', accompagnando il lettore fra luci e tenebre del suo privato. Non segue un ordine cronologico, si lascia guidare dai ricordi per condurci fino ad oggi, all'uomo che è diventato. Racconta l'ascesa professionale nell'hairdressing e le difficoltà in quella che sembra essere la sua vera passione, o per meglio dire le SUE vere passioni. Scrittura e musica non mancano mai all'appello e si riveleranno essere compagne inseparabili che tuttavia non lo porteranno al successo planetario che probabilmente si meriterebbe.

James Marchiori, una penna che verga premi letterari fin da giovanissimo, decide di scrivere un’auto biografia: un poeta sceglie di raccontare di se.

Ripete numerose volte che lo fa assolutamente controvoglia e che mai più lo rifarà. Sbatte letteralmente il lettore nella sua vita a suon di tecnicismi da coiffeur, a ritmo psichedelico.
Dopo le prime tre pagine inizi a chiederti se non sia meglio leggerlo con wikipedia aperto, poi comprendi che ti servirà anche la Treccani e forse il dizionario.

Ti fa sentire persuaso del fatto che la tua parrucchiera sia laureata al Politecnico e tu… superficialotto … non lo sospettavi!
Resta il fatto che per una buona metà del libro il 90% di chi legge ci avrà capito poco meno di niente.

All’apparenza.
L’apparenza è appunto il tema principale di questa prima parte, raccontata con una prosa ricca di storia e personaggi, una poesia talmente fitta da far girare la testa.
E ad un certo punto ti vien da domandarti se il problema sia tuo o se ci sia un salto generazionale troppo grande per poter conoscere e comprendere quel concentrato di cultura, non solo “sciampistica”, ma anche musicale, letteraria e filosofica.

Talentuoso ed impopolare, mi hanno definito più di una volta, […] non esiste nessun talento […] sono balle inventate da chi non sa che etichetta appiccicarti, perché sei una cazzo di sedia scomoda

James inizia a fare capolino.

In fin dei conti, se scrivi la tua autobiografia, vuol dire che vuoi raccontare qualcosa di te e mandare un preciso messaggio.
Un’anima scissa si mostra pur continuando a celarsi dietro ad una perifrasi costante.

Eccoli lì i Dioscuri, Castore e Polluce, uno così terreno e l’altro vicino a Dio, chiusi dentro ad un corpo solo, in perenne lotta.

La serata fu un flop. Ero stato ancora una volta troppo elitario“.

Lui stesso confessa il suo modo di approcciarsi al mondo, “elitario” esatto, sebbene da principio l’impressione sia quella di un uomo alla costante ricerca di qualcosa che gli sfugge, una conoscenza costruita nel tempo e immensa come il cielo fa da abito troppo pesante a chi si percepisce poco più di uno scheletro.

E leggendomi spero voi stiate pensando che sto scrivendo di niente, perché avrò vinto...”

Eh no, James, puoi farla in barba a chi non conosce i tormenti di un’anima misantropa mascherata ad arte con un perenne sentimento di inferiorità, ma che inferiorità non è…

E’ solo la costante sensazione di provenire da un altro pianeta ed essere troppo distante per esser compreso, e tu sei stato un maestro nel piazzare anni luce fra te e chi ti legge.
Cattive notizie, hai perso.

Perché dovrei consigliare questa lettura?
Il messaggio che vuol passare è nascosto e trovarlo sarà una caccia al tesoro, io scelgo di non rivelarlo, lasciandovi modo e tempo di leggerci quel che vi pare, perché son certa che l’intento fosse questo.

Squisitamente audace, ti mette alla prova, a tratti ti emoziona con tinte grigie per poi bruciarti la retina con le luci della ribalta.

 

James Marchiori

Dice di lui: La mia ‘carriera’ letteraria si apre all’età di nove anni con il conseguimento del primo premio poesia e disegno del consiglio di quartiere Piave della città di Mestre (Ve), da allora l’attività non si è mai interrotta approdando all’età di tredici anni alla collaborazione con l’Associazione culturale di Venezia “Le Colonete”, dove mi sono distinto in parecchie occasioni con il conseguimento di primi premi per la poesia in seno al concorso di poesia e pittura organizzato dall’Associazione culturale.Notato da Mario Stefani, Ugo Stefanutti ed “Il mentore” Bruno Rosada, vengo invitato a partecipare al premio di Poesia Cosmica tenuto dal Prof. Stefanutti al Canaro di Rovigo classificandomi fra i primi posti per due anni consecutivi. Nel frattempo proseguono corsi di approfondimento e specializzazione sul tema della “Poesia e Narrativa Gotica e Romantica” e approfondimenti su “Edgar Allan Poe e la letteratura neo-gotica e poliziesca” tenuti a Ferrara e Urbino, lo studio approfondito di Antonin Artaud e la scrittura teatrale e saggistica, Andrè Breton ed il panorama Surrealista. All’età di vent’anni pubblico sulla rivista “Stella del Nord” (rivista locale gestita da un circolo artistico) un saggio su Tristan Tzara ed il movimento Dada.

Non amo darmi titoli ma ne ho conseguito uno: dottoressa. Il che implica che io abbia una laurea; una soltanto, anche se i miei interessi spaziano in un territorio vastissimo che definirei " Al di là del deserto", (citando il titolo di un libro di uno dei più grandi filosofi contemporanei, a mio avviso... s'intende!!). Potrei dirvi che SONO una dottoressa, ma non lo farò, perché ESSERE qualcosa o qualcuno significa chiudersi in uno spazio troppo piccolo e privo di possibilità. Somiglio ad una cellula staminale, sono totipotente e VIVA! "So essere anche": Una leader eccellente, Moglie mai (se non per burocrazia), compagna di vita di Marco sempre, mamma, Amica, dottoressa, lettrice, studiosa, scienziata, ricercatrice, comica, autrice, artista, pessima bugiarda, Apple addicted, pasticciera, antropologa, curiosa, innovativa, testarda ....  E questa descrizione ovviamente non mi soddisfa ma: La modificherò secondo le necessità.

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