Senza dire addio
Noir
Longanesi
19 maggio 2026
cartaceo e-book
400
Maggie McCabe ha realizzato il suo sogno. È una chirurga militare di grande fama, ambiziosa e determinata, che ha salvato tantissime vite grazie al sangue freddo e alla preparazione, ed è fiera di poter fare la differenza sul campo. Finché il sogno non si dissolve, all’improvviso. Una serie di circostanze tragiche e misteriose culminano nella sua rovina: dopo la revoca della licenza medica, senza più l’amato lavoro, precipita nel baratro.
Nel momento più buio qualcuno le offre un appiglio per riemergere dalla disperazione, con una proposta allettante ma non del tutto limpida. Maggie sa di cosa, o meglio di chi, deve occuparsi: è una clientela facoltosa che pretende le migliori e più costose cure e una discrezione assoluta.
Per Maggie è impossibile rifiutare. La promessa di una straordinaria ricompensa le fa superare ogni remora e nel giro di poche ore si ritrova in Russia, nella lussuosa dimora di uno degli uomini più enigmatici del pianeta, reclutata per un’operazione chirurgica decisamente insolita.
In quella reggia, dove ogni gesto e ogni parola sono spiati per mezzo della tecnologia più sofisticata, il paziente scompare improvvisamente, confermando le paure di Maggie e trascinandola nel terrore. Isolata e immersa in un’atmosfera surreale, dovrà trovare il modo di scappare. Prima che sia lei, la prossima a sparire.
“La vita non permette di stare fermi. O si sale o si scende. E siamo tutti disposti a fare qualcosa pur di non scendere” da “Senza dire addio” di Reese Witherspoon e Harlan Coben
“Senza dire addio” di Reese Witherspoon e Harlan Coben (Longanesi editore) è una storia incredibile, surreale dai risvolti paradossalmente realistici. Maggie McCabe, chirurgo plastico di fama mondiale, rinuncia ai favolosi compensi derivanti dalla sua professione per metterla al servizio dei bisognosi. Lavora in zone di guerra con il marito Marc, chirurgo come lei. Poi Maggie commette un grave errore che le costa la sospensione dal lavoro, come se non bastasse la sua famiglia è piena di debiti. Quando riceve una proposta di lavoro sin troppo vantaggiosa, accetta senza pensarci più di quel tanto. Attorno a questo compito vige un clima di segretezza e lei si ritrova in Russia, in un lussuoso palazzo di un oligarca in mezzo al nulla. Dovrà operare lui e la sua amante Nadia. Mentre opera la opera, il telo che le copre le gambe scivola via e Maggie nota il tatuaggio della donna: è lo stesso di suo marito Marc. È sbigottita e ha bisogno di risposte. Nel frattempo, l’uomo che le ha
commissionato il lavoro è scomparso. Maggie è in pericolo e deve trovare il modo di fuggire.
“Lei, mia cara. è appena entrata nella ristretta cerchia degli illuminati”
Maggie McCabe è un chirurgo plastico. Non è solo una donna bella e intelligente, è una professionista appassionata. Anziché ricchi insoddisfatti del loro corpo, si dedica ai più sfortunati. Crede così tanto nel suo lavoro da sfidare i pericoli delle zone di guerra per aiutare abitanti dei villaggi devastati dai conflitti. Persone gravemente ustionate, vittime di esplosioni o menomate dai colpi di machete. La vera fortuna di Maggie è quella di aver trovato l’anima gemella in Marc, suo marito chirurgo come lei, con il quale condivide la medesima dedizione alla professione e il rischio che ne deriva. Si completano a vicenda, il loro era stato un colpo di fulmine, tra loro c’è passione e sintonia.
Porkchop è suo suocero. Il suo soprannome significa “braciola di maiale”. È un anziano ma gagliardo motociclista piuttosto in forma che ha allevato suo figlio Marc da solo in un’atmosfera bohémien, per lui farebbe qualsiasi cosa. Lo ama più di ogni altra persona al mondo ed è molto legato anche a Maggie. Astuto, protettivo e temerario, è per loro una sorta di angelo custode.
Oleg Ragoravich e la sua amante Nadia sono i due pazienti di Maggie che potrebbero farla tornare in sala operatoria dopo la sua sospensione e risolvere i problemi economici della sua famiglia. Lui è un oligarca russo non più giovane ma esageratamente ricco. Ha la prepotenza di tutti i potenti, il sarcasmo di chi non teme giudizio alcuno. Vive in un’atmosfera di totale isolamento, lusso e segretezza massima. Nadia è una bellissima giovane che si sottoporrà ad una mastoplastica additiva solo per accontentare l’amante, appare fredda e imperturbabile ma nei suoi occhi Maggie coglie sgomento. Nadia ha un passato di povertà che l’ha resa amara e scaltra ma lei intuisce che la ragazza non ha avuto altra scelta quindi desidererebbe aiutarla.
“Modellare, riaggiustare, ripristinare. È scienza. È arte”
Questo romanzo è un mistery dal ritmo serrato. La trama è accattivante ed è sviluppata dagli autori con grande abilità narrativa. L’atmosfera è densa di tensione. Un palazzo da “Le mille e una notte” che potrebbe essere lo scenario di una fiaba se non sprigionasse ambiguità da ogni angolo. Quadri d’autore che potrebbero essere autentici, corridoi labirintici dove per non perdercisi occorre un ottimo senso dell’orientamento, anche se tutto sembra predisposto affinché lo si smarrisca. E che dire della landa desolata nel quale è ubicato? Una zona in qualche area sperduta della Russia nel pieno di una nevicata con temperature abbondantemente sotto lo zero.
Una storia criptica scritta a quattro mani ma in perfetta sintonia. Lo stile è il medesimo, fluido ed essenziale. La trama è chiara e il linguaggio accessibile. Il ritmo è rapido non solo per merito della costanza della suspense, ma anche grazie alla dinamicità quasi avventurosa di tutta la vicenda. A tratti il percorso diventa simile ad un giro sulle montagne russe! La tematica riguarda la scelta tra il bene e il male, quando i casi della vita portano al compromesso. Sono tuttavia certa che la decisione della protagonista non sia dipesa dai problemi economici ma dal grande desiderio di tornare a fare quello per la quale era nata: operare. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, alcuni sono decisamente singolari ma proprio per questo maggiormente apprezzabili, Porckchop è sicuramente in cima alla lista delle mie simpatie così come suo figlio Marc.
Una domanda che sorge spontanea e che in molti si saranno già fatti altre volte: il fine può giustificare i mezzi?