Sarà come morire
noir
Mursia
23 febbraio 2026
ebook, cartaceo
256
Sanremo, luglio 1994. Arturo Ferretti, giornalista in crisi, torna nella sua città per fuggire da un lavoro che odia e da una vita che gli va stretta. L’estate è esplosa: sole a picco, spiagge affollate, feste in riva al mare. Ma Ferretti sa che dietro quella facciata scintillante si nasconde ben altro. Quando tre ragazzi della “Sanremo bene” vengono trucidati al Paraiso, la discoteca più esclusiva della Riviera, la città mostra il suo vero volto. L’unico sopravvissuto alla strage è il fratello di Laura, la sola donna che Arturo abbia mai amato. E che forse ama ancora. Di fronte a una Polizia in cerca di facili colpevoli, Ferretti decide di indagare, scontrandosi con una realtà in cui il denaro copre ogni peccato. Un noir luminoso e spietato, dove la verità è un privilegio e l’amore un crimine da scontare.
Il romanzo “Sarà come morire” di Adriano Morosetti, Mursia, è un noir intrigante, intenso e introspettivo.
Il protagonista è il giornalista caduto in disgrazia Arturo Ferretti. Dopo una brillante carriera come giornalista d’inchiesta, è passato a scrivere trafiletti su una testata di gossip nella sua Sanremo. Il lavoro non lo rende fiero, ma almeno gli permette di sopravvivere. Durante una calda serata estiva, tre ragazzi della “Sanremo bene” vengono uccisi in una discoteca mentre un quarto ragazzo si salva miracolosamente. Arturo prende a cuore la questione e, guidato dal suo spirito ribelle e non convenzionale, comincia ad indagare sugli omicidi. Tanto più che il ragazzo sopravvissuto è il fratello di Laura, il suo unico amore. Arturo scava a fondo per cercare la verità, e più scava più quello che trova puzza di marcio e di fasullo. Riuscirà a trovare il colpevole
e a redimersi?
Un romanzo noir molto intenso e introspettivo. “Sarà come morire” ci presenta un personaggio che è il classico anti eroe. Arturo è ribelle, anticonformista, non rispetta le convenzioni. Spesso ubriaco, a volte in preda a qualche sostanza, ma con uno spiccato senso della giustizia e della verità. Mi piace soprattutto perchè nonostante la sua vita sia andata completamente a rotoli e abbia perso tutto ciò che gli era più caro, non si è lasciato andare. Rimane un personaggio fragile, combattuto, ma non per questo rinuncia a lottare per ciò in cui crede.
L’autore punta la sua narrazione sul raccontare il dolore senza retorica. Evita eccessi drammatici e sceglie di concentrarsi maggiormente sui sentimenti, gli stati d’animo, e su come appunto il dolore possa cambiare le persone in modo permanente. I dialoghi sono spesso lasciati in sospeso, proprio per dare al lettore questa idea di non detto che aleggia sempre nell’aria, come se tutti sappiano la verità ma nessuno osi esprimerla.
Il libro è ambientato negli anni novanta a Sanremo, e ci presenta due facce della città. La prima è la facciata splendente, fatta di spiagge assolate, club nautici e ville sontuose dove la crema della società si riunisce per portare a termine i propri affari, non sempre leciti. Poi abbiamo la faccia scura della città, dove il sole fatica ad arrivare e dove la gente si arrabatta come può, in mezzo a piazze di spaccio e persone indigenti.
L’autore usa una scrittura breve e diretta, senza tanti fronzoli. Le frasi sono tenute corte, per dare alla lettura quel ritmo incalzante che ci si aspetta da un giallo. I colpi di scena ci sono e lasciano sorpreso il lettore, che pagina dopo pagina si trova sempre più immerso nella narrazione.
In conclusione, trovo che questo romanzo sia intenso e riflessivo, adatto a chi ama le storie introspettive e le atmosfere emotive. Un noir a tutti gli effetti, con un personaggio interessante e a tratti disturbante, ma per cui farete sicuramente il tifo.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.