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Recensione: “Sapiens. La nascita dell’umanità” di Yuval Noah Harari, Bompiani

Sapiens. La nascita dell'umanità Book Cover Sapiens. La nascita dell'umanità
Yuval Noah Harari, David Vandermeulen, Daniel Casanave
Graphic novel, saggio
Bompiani
7 ottobre 2020
cartaceo
248

In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti la lucidità è potere. Ma come si fa a cogliere il quadro generale senza perdersi in un'infinità di rivoli e dettagli? Facciamo un passo indietro e guardiamo davvero al quadro generale: la storia della specie umana. Sapiens. La nascita dell'umanità è la storia di come una scimmia insignificante divenne la signora della Terra, capace di scindere il nucleo di un atomo, volare sulla Luna e manipolare il codice genetico della vita. Una squadra di ricercatori – Prehistorik Bill, Dr. Fiction, la detective Lopez – capitanati da Yuval Noah Harari in persona guida il lettore a esplorare il lato selvaggio della storia.

L'evoluzione umana viene reinventata come un reality show televisivo; il primo incontro tra Sapiens e Neanderthal è raffigurato attraverso i capolavori dell'arte moderna; l'estinzione dei mammut e delle tigri dai denti a sciabola è raccontata come un giallo.

L'adattamento di Sapiens. Da animali a dèi in forma di graphic novel è una rivisitazione radicale e profondamente divertente della storia dell'umanità a partire dal longseller internazionale che ha venduto 16 milioni di copie in 60 lingue. Il tono umoristico è pensato per catturare l'interesse di chi finora ha preferito tenersi alla larga da scienza e storia. Ecco l'occasione giusta per cambiare idea.

“Quindi, sì, signori e signore della giuria, i miei clienti sono membri del clan dei Sapiens, ma devo ricordarvi che Sapiens siamo tutti noi! Siamo tutti colpevoli!”

 

Proprio a questa consapevolezza umanitaria intende approdare lo storico israelita Yuval Noah Harari nella sua nuova avventura editoriale, in cui decide di imbarcarsi insieme ai due illustratori David Vandermeulen e Daniel Casanave per conferire al longseller Sapiens. Dagli animali agli dei, edito nel 2014, una nuova veste, quella del grafich novel.

Una maniera più ricreativa e meno dogmatica, più agevole e meno faticosa per ripercorrere i tratti salienti dell’evoluzione umana dall’età della pietra fino alla rivoluzione agricola.

Non è un libro per bambini, anzi, al contrario si confà alla curiosità di grandi e piccini insieme, magari ravvicinati in una lettura collettiva.

Le illustrazioni incarnano a colpi di grandi panoramiche paesaggistiche e beffarde caricature una narrazione che è scoperta o riscoperta dell’essere uomo, Homo Sapiens per l’esattezza.

Quell’Homo che prima di essere l’unico dominus del pianeta Terra era la schiappa della savana e paradossalmente la sua fortuna fu la costante paura di essere spodestato.

In sostanza fu un dittatore.

Quell’Homo che prima di essere Sapiens fu un Neanderthal, un Pigmei e un Denisova sparsi su tutto il globo finché i Sapiens non li “sostituirono”, migrando dall’Africa per occupare l’Eurasia fino all’Australia e alle Americhe.

L’Homo che fu un raccoglitore-cacciatore dagli usi e costumi impensabili -la poligamia, le società matriarcali e i rapporti omosessuali- che se esistevano già 11 000 anni fa combatterli oggi è mera ottusità.

Infine quell’Homo che fu un animale sociale dedito ai pettegolezzi e su ciò costruì grandi miti in grado di far cooperare l’umanità su larga scala, impresa che a nessun altro animale riuscì. D’altronde, tutto ciò che abbiamo oggi – stati, sistemi giuridici, religioni – è frutto di finizioni, senza le quali avremmo potuto parlare solo di ciò che esiste non avendo la forza comunicativa necessaria ad assoldare migliaia di sconosciuti sotto la bandiera di un’idea. Ma attenzione!

“I Sapiens non dovrebbero mai dimenticare che le finzioni sono solo strumenti! Li abbiamo immaginati perché ci tornassero utili! Non dobbiamo diventare schiavi dei nostri stessi strumenti!”

A narrare le gesta di quell’Homo il dottor Yuval, curiosamente tratteggiato dagli illustratori nei lineamenti di un occhialuto ricercatore che chiacchiera affabile ora con la nipote, ora con la professoressa Saraswati e ora col dottor Dumbar. Lo scambio di battute tra i vari personaggi, che si avvicendano nel corso delle vignette, alcuni verosimili mentre altri simpaticamente fittizi, simula il dibattito scientifico, che per affermare una tesi necessita di una teoria opposta da confutare.

Al lettore va la possibilità di costruirsi un proprio pensiero critico, vagliando le varie ipotesi, a eccezione di una. Che tutti noi, figli del XXI secolo, siamo gli stessi Sapiens di allora, con un’aggravante: la coscienza. La consapevolezza che se 12.000 anni fa la rivoluzione agricola causò l’estinzione di piante e animali a nostra incoscienza, la devastazione degli oceani e di chi li abita oggi potrebbe essere sventata. Eppure è sotto gli occhi di tutti e non si fa nulla per invertire la rotta catastrofica.

Tali questioni fanno capolino tra le varie disquisizioni scientifiche in spunti di riflessione, a cui volutamente l’autore Yuval non concede risposta. Ho apprezzato in particolare l’attualità del testo affrontata con la delicatezza dell’ironia: da Marx a Einstein, dal tema dell’aborto al problema immigrazione fino all’eutanasia. Per non parlare dell’umorismo dei dialoghi che non annoiano mai, passando dallo show televisivo  al format giallo poliziesco con la detective Lopez .

Spesso scappa un sorriso, perché è proprio vero che l’Homo Sapiens di danni ne ha fatti parecchi e non impara mai.

Forse, solo prendendoci gioco di noi riusciremo a prendere atto della gravità delle conseguenze delle nostre azioni.

Tuttavia, saremo mai capaci di assumerci le nostre responsabilità? O continueremo a colpevolizzare il sistema pur di uscirne puliti, noi Sapiens? Voi cosa ne dite?

 

L’autore                    

Yuval Noah Harari Storico e scrittore israeliano. È laureato in Storia al Jesus College dell’Università di Oxford. Dal 2005 insegna all’Università Ebraica di Gerusalemme. Dal 2012 è membro della Accademia israeliana delle scienze e delle lettere. È noto soprattutto per aver pubblicato nel 2011 il best seller internazionale From Animals into Gods: A Brief History of Humankind (Da animali a dèi. Breve storia del genere umano, Bompiani 2014)

Amo la lettura praticamente da sempre, amo i suoni che produce, le storie che crea e le emozioni che evoca. Non posso fare a meno di scrivere che è il mio pane quotidiano e adoro correre. Non faccio maratone ma mi deletto con lo squash e nel tempo libero sforno crostate. Che altro dire? La Bottega dei libri è una delle cose belle capitate negli ultimi tempi.

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