Sangue agli dei
Thriller
Bertoni
1 giugno 2023
cartaceo, ebook
204
Hastiin Roanhorse è il tenente della polizia a Navajo Nation, la riserva Navaho. Da alcuni mesi, nei luoghi sacri della sua terra, un serial killer sta uccidendo delle ragazze con dei riti esecrabili. Roanhorse non ha i mezzi e nemmeno l'esperienza di investigare, così deve rivolgersi al dipartimento di polizia di Albuquerque. Il capitano Bently gli fornisce una squadra investigativa guidata dal detective Susan Nelson.
Tra Hastiin Roanhorse e Susan Nelson c'è da subito uno scontro territoriale, ideologico e etnico. La detective Susan Nelson non si lascia sopraffare dall'inospitalità del popolo Navajo, che non vede di buon occhio la squadra arrivata dalla città e non si fa intimorire dalla durezza di Hastiin, il quale cerca in tutti i modi di renderle il lavoro ancora più difficile.
L'assassino è sempre in agguato e si diverte a saggiare le capacità investigative della donna, tenendola sempre in tensione. La bravura dell'assassino e l'ottima conoscenza dei luoghi dove commettere gli omicidi, fanno capire a Susan che potrebbe essere uno del posto.
Questo pensiero è subito contrastato da Hastiin che difende la sua gente a spada tratta...
“Non c’era droga più potente del piacere a tutti. Era una sensazione in grado di cambiare la vita tanto quanto il dolore di non esser apprezzati da nessuno” – da “Sangue agli dei” di Stefania Nosnan, edito Bertoni.
In una riserva Navajo, un serial killer rapisce alcune giovani donne per poi ucciderle, seguendo un macabro rituale. Il tenente Roanhorse non può credere che un uomo della sua gente si possa macchiare di una simile crudeltà, eppure sembra doversi arrendere all’evidenza. Poiché non ha gli strumenti per portare avanti l’indagine, viene affiancato dalla polizia di Albuquerque. Gli scontri tra lui e la detective inviata dal dipartimento, Susan Nelson, non tardano a manifestarsi. I due dovranno metter da parte le loro divergenze e collaborare per salvare la vita all’ultima giovane donna rapita.
“Qui la vita è sempre stata tranquilla e trovarci con questi omicidi ha stravolto le nostre abitudini e le nostre certezze”
Hastiin Roanhorse è un detective della polizia della riserva Navaho ed ex militare. È un nativo Navajo ed è molto legato alle tradizioni della sua gente, nonché alla sua terra, che per lui non ha segreti. La riserva è un piccolo mondo dove tutti si conoscono e si stimano e lui è tenuto in alta considerazione. Pur essendo giovane, è piuttosto conservatore e tradizionalista. Non ha una compagna, ma desidererebbe avere accanto una donna del suo stesso ambiente, una di quelle giovani che sognano il focolare domestico e una famiglia numerosa. Un tipo di ragazza che, negli ultimi periodi, corre forti rischi.
Un serial killer sembra aver preso di mira molte giovani appartenenti a famiglie della zona, ragazze perbene dai modesti sogni e dalla vita lineare.
Hastiin è profondamente avvilito. Ha molta fiducia nella sua gente e questo sembra ostacolare l’indagine. Inoltre, sembra non avere la giusta preparazione per risolvere il caso, quindi viene affiancato dalla polizia di Alberquerque e dalla sua squadra speciale, guidata dal detective Susan Nelson.
Susan è nativa americana da parte del padre. Suo nonno era Choctaw, ma la donna ha ereditato la carnagione e i capelli chiari dalla madre. È una donna molto bella, che non passa certo inosservata, e Hastiin, dopo gli iniziali contrasti, sembra sensibile al suo fascino. Anche Susan prova una forte attrazione per quell’uomo dalla bellezza quasi selvaggia e dalle idee conservatrici, quasi retrograde. Lei è il tipo di donna che uno come Hastiin non avrebbe mai immaginato di trovare interessante. Riveste un ruolo professionale tipicamente maschile ed è anche molto brava. È sicura di sé, quasi altera e la carriera riveste un ruolo fondamentale nella sua vita.
Tuttavia, anche le persone dall’apparenza granitica possono nascondere un trauma trascorso, che ha generato insicurezze e timori ben celati agli occhi altrui.
“Ho poche sicurezze ma mi vanto di quelle che possiedo” – Sangue agli dei
Lo stile di Stefania Nosnan è sempre molto accattivante. Il linguaggio è semplice ma incisivo, molto lineare e poco digressivo. Questo rende la lettura scorrevole e il ritmo vivace.
Si tratta di un romanzo diverso dai precedenti, per genere e ambientazione. L’autrice si sposta dalle sue montagne del Friuli e ci conduce verso una meta lontana, totalmente differente, ma altrettanto affascinante. Una riserva indiana degli Stati Uniti. Lo fa con grande competenza e dimostra conoscenza e rispetto verso quest’antica cultura e la sua gente. Nella pagina finale, dedicata ai ringraziamenti, inserisce alcune nozioni e curiosità sulle credenze del popolo Navajo, qualche nota storica e geografica.
A fine romanzo è riportata una preghiera Navajo, usata probabilmente per congedarsi dai defunti, dove, anche in questo frangente, la natura e i suoi elementi rivestono un ruolo di grande importanza.
La trama è quella tipica del thriller. Diversi ritrovamenti di corpi senza vita, un’indagine che si complica per l’intervento di altre forze di polizia, un luogo suggestivo e quasi magico che contrasta con la brutalità degli omicidi. Una comunità chiusa con le sue sicurezze, riposte in alcune figure di spicco. E alla fine, il colpo di scena che non guasta mai.
La storia è ben articolata, ambientata perfettamente e caratterizzata da una certa suspense. I personaggi sono credibili, sebbene non del tutto indenni da qualche cliché.
“Per uno straniero era un semplice deserto roccioso, ma per lui e la sua gente rappresentava la vita e la storia e qualcuno le aveva contaminate con la crudeltà e la morte”
“Sangue agli dei” è un bel thriller, ambientato in un luogo che ho sempre trovato affascinante, ma del quale non si sa molto: le attuali riserve indiane. È stato, ancora una volta, un piacere leggere un romanzo di Stefania Nosnan, che ha dimostrato di essere una brava autrice, approcciandosi ad un genere diverso dal suo. Le atmosfere da lei create hanno dato colore alla storia, rivestendola di una tinta diversa dal nero.
Nonostante la brutalità degli omicidi, emerge un amore viscerale dei protagonisti per la propria terra ed origini. Il rispetto della saggezza, delle opinioni dei così detti “anziani”, fondamentali per il mantenimento dell’armonia all’interno della comunità. Lo scontro tra la tradizione della riserva e tutto quello che sta al di fuori, e il coraggio della mediazione tra i due mondi. Esso comporta l’inizio di un cambiamento che spaventa e sbalordisce.
Una storia avvincente e interessante. Siete pronti per entrare nella riserva indiana e fare la conoscenza di Hastiin Roanhorse e Susan Nelson? Potrebbero stupirvi!
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐