Saluterò di nuovo il sole
romanzo contemporaneo
NN Editore
23 febbraio 2024
cartaceo, ebook
224
K ha nove anni e vive a Los Angeles con i genitori iraniani e i due fratelli maggiori, Shawn e Justin. Desidera solo diventare un vero american boy, con un nome facile da pronunciare e i vestiti giusti, mentre suo padre, Baba, non ha un lavoro, sperpera il denaro che la moglie porta a casa e accusa i figli di rinnegare il paese d’origine – un paese che loro non conoscono.
Nonostante i limiti imposti da Baba, K è un figlio obbediente, eppure si sente sbagliato: vorrebbe essere forte e sicuro come Shawn e Justin, ma quando scopre di provare dei sentimenti per il suo amico Johnny non riesce a confidarsi nemmeno con loro.
Finché un giorno tutto precipita: Baba rapisce i figli e li porta in Iran, e il viaggio è un’esperienza sconvolgente di cui K subisce le drammatiche conseguenze.
Tornati a casa, K e i suoi fratelli crescono lontano dal padre in un’America che dopo l’11 settembre è sempre meno accogliente, e imparano cosa significa diventare uomini seguendo le proprie aspirazioni.
Saluterò di nuovo il sole è un romanzo di padri, figli e fratelli al cospetto di debolezze, modelli e desideri. L’esordio di Khabushani è un coming of age disarmante, al tempo stesso intimo e collettivo, che racconta con candore la paura e il coraggio di chi sceglie di definire liberamente la propria identità e costruirsi una vita fedele ai propri sentimenti.
Questo libro è per chi passa interi pomeriggi in sella alla bicicletta, per chi ha sognato insieme ai Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O’Neal, per chi riconosce l’odore di casa quando torna dopo un lungo viaggio, e per chi ha smesso di avere paura di essere se stesso, e si muove nella vita seguendo il turbinio variopinto dei sogni.
È una poesia dell’autrice iraniana Forough Farrokhzad a dare il titolo a questo romanzo di Khashayar J. Khabushani, scrittore di origini iraniane ma nato in America.
“Facendo scorrere le dita su una pagina aperta, una bella sceneggiatura di vortici e puntini, Maman ha letto per me:
Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva in petto… arrivo, arrivo, arrivo e la soglia trabocca d’amore.
Erano i suoni di qualcosa di puro, i desideri di Forough erano forti come la fame che io sento dentro, mi promettono sempre di più, più calore a mano a mano che si avvicina la luce, la sento, mi spinge in avanti”
“Saluterò di nuovo il sole” è una storia di formazione, un percorso di crescita, intimo e toccante, di un giovanissimo, K, che deve affrontare un viaggio all’interno di se stesso e uno effettivo per poter capire chi è davvero, per riuscire ad affermare al mondo chi è davvero. L’autore ha scelto di renderci spettatori in tempo reale della vita del suo protagonista e questo ce lo rende ancora più vicino perché è come vedere attraverso i suoi occhi, sentire attraverso la sua pelle tutte le sensazioni che prova, che passano dalla tenerezza alla paura, dai primi timidi innamoramenti al senso di smarrimento, all’affetto puro per i fratelli e la madre. Sentiamo, grazie alle sue parole, il profumo di cardamomo, il sentore dell’acqua, così presente in molti momenti importanti della storia. Ci arrivano polvere, suoni, musica e rumori. Ogni cosa la percepiamo senza alcun filtro emozionale, ma tangibile e concreto.
E così, l’empatia per K è travolgente. L’affetto per questo bambino, poi ragazzo, è profondo e vorremmo raggiungerlo per proteggerlo e abbracciarlo, asciugargli le lacrime per poi correre a perdifiato, liberi di ridere e vivere.
Khashayar J. Khabushani ha intessuto con le parole un racconto delicato e commovente, capace di farci intraprendere un percorso di conoscenza e crescita grazie a un ragazzino musulmano, queer, figlio di immigrati, che riesce a spalancarci gli occhi, con il suo candore, su argomenti importanti, sui tanti interrogativi di chi deve crescere in un mondo in cambiamento.
Viviamo, attraverso di lui, l’inizio del nuovo millennio, l’attentato alle Torri Gemelle, la paura e poi la violenza contro chi è diverso, ha lineamenti e colori differenti, un’altra religione, senza soffermarsi a pensare che la paura è un sentimento universale, non ha colore di pelle o credo religioso.
All’inizio della storia, incontriamo K che ha appena compiuto nove anni, ha due fratelli più grandi, con cui condivide scherzi e giochi, un padre che impone i suoi dogmi con piglio severo e una madre dolce e protettiva. La prima parte del romanzo si svolge negli Stati Uniti, a Los Angeles, dove il nostro protagonista e voce narrante cerca di assaporare le gioie di essere americano, nonostante il suo nome impronunciabile, che è diventato semplicemente “K”, nonostante le origini iraniane. Lui è nato in America, si sente americano, vuole essere considerato americano. K sogna di essere visto per quello che è: un bambino come gli altri che, da grande, indosserà occhiali da sole, avrà tatuaggi sulla pelle, potrà bere birra con indosso una casacca dei Dodgers, non uno straniero, un nemico quasi.
Nella seconda parte, lo scenario cambia. K e i suoi fratelli vengono portati in Iran dal padre e qui già l’aria è diversa. Densa e polverosa, riempie la bocca e le narici. C’è confusione di voci sconosciute, volti differenti, colori differenti. Un altro mondo, un’altra vita, a cui si aggiunge il dolore e l’umiliazione più feroce, che arriva a squarciare l’anima di K, costretto a lacrime silenziose. Il basket scandisce i giorni di K, dei fratelli e degli amici, negli Stati Uniti, che accolgono l’ultima parte di questo percorso. Ci sono giorni felici, altri dolori, e poi sempre quella oscurità che, una volta calata sul cuore, è impossibile da mandare via.
“Il viso di Maman è coperto da un velo di tristezza, la vedo accartocciarsi su se stessa. Mi mostra il suo dolore, lo sento vicino come non mai… Non può fare nulla per compensare ciò che mi è stato tolto, o quello che ho perso. C’è ancora molto che mi aspetta, certo che c’è, ma non qui” – Khashayar J. Khabushani
Si sogna con i Lakers, si impara ad amare, ad accettare quell’essere diverso che per K non è un dramma, ma solamente una parte della sua identità. E quel timido incontro di mani con colui che ama da sempre sarà emozione, tenerezza, sospirato rifugio e temporanea salvezza. Le confidenze tra fratelli, gli abbracci della mamma, quel non detto che lacera l’anima. Ogni sentimento è così palpabile da rendere questo romanzo un prezioso scrigno, un ritratto struggente di un bambino che sognava di essere solamente un american boy, come tutti gli altri, ma ha dovuto affrontare il dolore più grande, soffocandolo nel petto prima di rinascere e ricominciare a guardare al sole.
“Adesso, ogni volta che mi chiedono da dove vengo, mi ricordo la sensazione che avevo provato quella volta, io e i miei fratelli potevamo finalmente dire di venire da lì; potevamo raccontare ai nostri amici della Valley da dove vengono i nostri genitori, il dolore che hanno dovuto seppellire nella terra del proprio paese. E come tutto questo fa parte di ciò che siamo. Ci portiamo dentro non solo la lunga storia ricca di bellezza e arte dell’Iran, ma anche i suoi momenti bui”
Il giallo è il colore perfetto per la cover di questo romanzo, perché giallo è il sole, simbolo di speranza, di nuovo inizio, illusione e rinascita; gialli sono i fiori di dente di leone, che uno dei fratelli di K raccoglie per avere qualcosa di bello nella loro camera.
“Saluterò di nuovo il sole” mi ha scavato una voragine nel cuore. L’autore l’ha poi riempita, parola dopo parola, emozione dopo emozioni, fino a colmarla con la bellezza della speranza e dei nuovi inizi. Consigliatissimo.
Amate le storie di formazione in cui i protagonisti ci raccontano il loro percorso di crescita?
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.
