Rose di sale
Narrativa contemporanea
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18 agosto 2025
cartaceo, ebook
206
Siete mai stati davvero persi? Immergetevi in "Rose di Sale", un romanzo intenso e commovente che vi condurrà nel cuore di Ezra, un giovane uomo alla ricerca di un senso in un mondo che spesso sembra volerlo sopraffare. Tra fragilità e speranza, il suo percorso esplora le profondità della depressione, l'importanza salvifica delle relazioni e la forza dirompente della scoperta di sé. Un racconto autentico e potente che vi accompagnerà attraverso paesaggi interiori inesplorati, offrendovi uno sguardo onesto e profondamente umano sulla lotta per la felicità e la resilienza. "Rose di Sale" è una storia che parla al cuore, che commuove e che lascia un segno indelebile.
È un romanzo doloroso e commovente “Rose di sale” dalla penna di Gaia Greco, una di quelle storie che non lasciano indifferenti. Nella prefazione, l’autrice ci racconta l’esigenza che ha fatto sbocciare l’ispirazione per questo racconto, la preponderante urgenza con cui ha voluto dare voce a chi ha problemi di salute mentale, un argomento che è ancora, troppo spesso, un tabù da tenere segreto. Chi ne soffre non ha voce, si rintana in sé stesso, per paura del giudizio altrui, ma anche perché a quel disagio, a volte non si riesce a dare un nome.
“E siamo fragili come rose di sale che si dissolvono nell’oceano, petali effimeri, sogni di vetro, sciolti nel battito muto dell’onda.”
Gaia Greco ritrae un protagonista, Ezra, imperfetto come lo siamo tutti. Ha solamente vent’anni e si ritrova a brancolare nel buio, perso in una nebbia così fitta da cui è difficile districarsi. Introverso, solitario, sperduto, si è fatto sopraffare dalla depressione e non riesce a venirne fuori, nonostante la terapia e l’affetto della famiglia.
“Se questi pensieri ai quali non vuole nemmeno dare un nome dovrebbero tornargli ad affollare la testa, allora sarebbe finita. L’ansia si impossessa di lui, il battito del cuore accelera, sente un macigno schiacciargli il petto. Non può muoversi, non può respirare. L’unica cosa che può fare è piangere.”
Anche la narrazione è ansiosa, claustrofobica quasi, nella prima parte, in cui non possiamo fare altro che seguire la disperazione silenziosa di Ezra, il suo annullarsi nella nebbia. È ancora più emozionante quindi, nella seconda parte, vederlo cambiare a poco a poco, uscire dal guscio, guardarsi intorno e lasciare che gli altri lo guardino per davvero. Da Londra a Genova, Ezra sembra cambiare pelle, sbocciare e inizia a prendere più consapevolezza di sé, di chi è davvero, della propria vita e della sua sessualità.
Gaia Greco è stata molto brava a delineare il malessere mentale, quel sentirsi minuscoli, fuori posto, persino con sé stessi, non abbastanza per essere amati, quel sentirsi in una gabbia di cui si è persa la chiave, voler cambiare per integrarsi, anche se sembra impossibile essere in grado di farlo.
“Rose di sale” è un romanzo profondo, intimo, ci parla di dolore e salvezza e di quel filo sottilissimo a cui si aggrappa chi è perso in sé stesso ma non vuole arrendersi. Gaia Greco ci racconta di vite in bilico, di quanta sia lieve la distanza che separare l’orlo di un baratro dalla salvezza, la felicità dalla depressione. Non c’è solo Ezra, ma anche Jamie, la sua migliore amica, Luca, che sembra proprio il sole di cui Ezra aveva bisogno per dissipare la nebbia che lo avvolge. Ma è lui il protagonista, è lui che deve trovare il coraggio di salvare se stesso e deve farlo con le sue forze.
Dal punto di vista stilistico non amo che i dialoghi non virgolettati ma siano un discorso diretto libero, credo tolgano dinamicità alla narrazione e al contempo la privino delle giuste pause.
Un lunghissimo capitolo è composto solamente dai messaggi che il protagonista scambia con un servizio telefonico di ascolto: è un modo originale per carpire i reali sentimenti e stati d’animo di Ezra, che non riesce ad aprirsi con nessun altro. Mi è parso un po’ ripetitivo, magari sarebbe stato preferibile inserirli nel racconto e non in un capitolo così lungo. Qualche errore di editing non pregiudica la lettura, mentre la scrittura dell’autrice è intensa, dolorosamente spiazzante, ci racconta il dolore quasi sussurrando ma al tempo stesso senza filtri, senza edulcorare o romanticizzare la depressione.
“Rose di sale” è un romanzo che scava a fondo nella sofferenza, che ci racconta argomenti delicati come autolesionismo, tentativo di suicidio, violenza sessuale e revenge porn, e tutto è trattato con sensibilità e tatto.
“Ma resta, se puoi, un istante soltanto, tra il battito e il pianto, tra il vuoto e la luce, prima che il sale ci riporti il mare.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.