Rompi le scatole! Idee e storie per fare a pezzi stereotipi e pregiudizi
fumetto
Settenove Edizioni
novembre 2025
cartaceo, ebook
160
Come funzionano stereotipi e pregiudizi? Che effetti producono sulla vita delle persone? Come possiamo decostruirli e cambiare il nostro modo di pensare?
Conoscere il funzionamento della mente di fronte alle diversità può permettere di modificare azioni e comportamenti che sono alla base delle discriminazioni.
Tuttavia, la nostra mente non agisce in un laboratorio asettico ma in una società che ha costruito poteri e gerarchie tra gruppi e persone che influenza anche i modi di pensare.
Con un testo agile e immagini a fumetti, il libro ripercorre il modo in cui le scienze sociali hanno spiegato gli stereotipi e i pregiudizi, la loro resistenza ai cambiamenti, le strategie per decostruirli.
Il volume affronta stereotipi e pregiudizi in vari ambiti: corpo, genere, educazione, immigrazione, religioni, identità, sessualità, età e nuove tecnologie.
Per modificare idee, azioni e sistemi che producono discriminazioni non basta cambiare il modo di pensare, né argomentare e fornire dati. C'è bisogno di incontrare persone che raccontino una storia che fuoriesca dallo schema in cui la società le rappresenta.
Per questo il libro dà spazio a storie di persone dal passato e dal presente che hanno sfidato pregiudizi e infranto stereotipi. Esistenze attraversate da desideri, volontà, lotte e cambiamenti per comporre un mosaico di possibilità e di vivere e stare al mondo che possa contribuire ad ampliare l'immaginario delle persone giovani a cui questo libro è indirizzato.
Ultimamente, sto apprezzando molto le letture animate sia nella struttura che nel ritmo. “Rompi le scatole! Idee e storie per fare a pezzi stereotipi e pregiudizi” di Pina Caporaso, illustrato da Cristina Portolano, edito Settenove, è una di queste.
Voglio abbandonare lo stile dei miei amati romanzi classici? Giammai! Ma, in questo marasma letterario, dove nascono generi su generi, quello fumettistico “impegnato” lo sto apprezzando molto per svariati motivi, che passerò in rassegna del seguente commento al libro.
“Rompi le scatole!”, come dicevo, è un testo strutturato in prosa e vignette, che rappresentano vicende, situazioni, aspetti della realtà che ci circonda. Non della realtà bella, ma di quella grigia e pesante, rappresentata dagli stereotipi e dai pregiudizi, come si evince anche dal sottotitolo. Si trovano, quindi, rappresentate vicende legate ai pregiudizi di genere, anagrafici, religiosi, sulla sessualità. Insomma, tutto ciò per cui, molte volte, anche senza rendercene conto, ci rende “carnefice” o “vittima”.
Temi, questi, che potrebbero risultare banali, se non addirittura noiosi. Eppure, raccontati con semplicità e freschezza e illustrati con fumetti, vi assicuro che sono non solo piacevoli alla lettura, ma anche più incisivi nella riflessione che mirano a indurre. Cito, fra tutti, l’episodio relativo alla nota Margaret Mead, giovane studiosa che si inserì in un team di ricerca, completamente maschile, alla fine degli anni Venti, dimostrando come popolazioni più culturalmente arretrate della propria limitavano di meno le giovani adolescenti.
Le illustrazioni sono immediate alla comprensione, come ogni disegno dovrebbe essere; i dialoghi sono diretti, con linguaggio semplice e altrettanto immediato. L’immediatezza è proprio la parola chiave di “Rompi le scatole!”, nei contenuti e nel rapporto con il lettore.
Un libro che va dritto dove deve arrivare e che non si limita solo a rappresentare il pregiudizio. Bensì va a cogliere l’intero processo mentale che porta al pregiudizio stesso, ben incanalato, d’altronde, nel contesto storico e sociale di riferimento. Penso, ad esempio, alla riflessione che viene fatta sull’idea di normalità e su come una cosa diventa o meno normale a seconda del tempo e del luogo in cui ci si trova prima di raccontare l’aneddoto relativo alle misurazioni del torace dei soldati scozzesi.
Complimenti all’idea delle autrici. Acculturano il lettore sotto ogni punto di vista.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.