Music romance,  Recensioni

Recensione: “Rockstar si diventa” di Lauren Rowe, Newton Compton

Rockstar si diventa Book Cover Rockstar si diventa
Morgan Brothers #5
Lauren Rowe
romanzo rosa
Newton Compton
14 settembre 2020
ebook
357

Quando ho visto Violet Rhodes a una festa è stata musica a prima vista. Era fatta di luce e oscurità unite insieme. Melodia in movimento. Il tutto con l’aria indifferente di chi non si cura dello sguardo altrui. Non potevo offrirle altro che una notte di passione.

Volevo crogiolarmi nella mia ultima serata di anonimato prima del mio esordio in tour. Ma niente è andato secondo i piani. In una notte, Violet mi è entrata sotto pelle e nel sangue. Ha tatuato il suo nome sul mio petto. È diventata la mia musa. E poi se n’è andata.

Ora, mesi dopo, rieccola. Intensa come un raggio ultravioletto. Una luce bellissima ed eterea che porta con sé la promessa di danno e distruzione. La testa mi dice di fuggire lontano da questa ragazza, ma il mio cuore non può fare a meno di sentire che potrebbe essere l’unica… il tipo che si incontra una volta sola nella vita. 

 

“«Quella canzone conta fino a un certo punto, tesoro», spiega Kat. «È bellissima, ma dire a una ragazza che è un fiore e che ti fa sentire le lucciole non è come dirle: “Ti amo, Violet”. Sono sicura che è rimasta senza parole quando ha sentito la tua canzone in quel momento. Ma poi, quando i suoi sentimenti sono andati ben oltre le lucciole, aveva bisogno di capire se anche per te era la stessa cosa. Aveva bisogno di essere rassicurata, e tu non l’hai fatto. Fidati di me, quando ami qualcuno e non vieni ricambiato con un sentimento altrettanto intenso, ti senti rifiutato e soffri terribilmente»”

 

Questa citazione spiega precisamente tutti i contorti pensieri di noi donne nell’attimo in cui ci troviamo dinanzi ad un bivio: abbandonarsi all’amore che proviamo e che forse prova chi ci è di fronte o scappare, perché stare lontani dal fuoco è molto meglio che bruciarsi. Questo è uno dei problemi di Violet, la co-protagonista di Rockstar si diventa di Lauren Rowe. Il romanzo è l’ultimo capitolo della serie Morgan Brothers, che, devo premettere, non ho letto. Per fortuna che gli autori, spesso, decidono di rendere i loro volumi autoconclusivi, seppur collegati tra loro nella trama generale.

Dicevo, Violet non è la sola protagonista: insieme a lei c’è Dax, il piccolo di famiglia, che rincorre il sogno di diventare una rockstar con il suo gruppo 22 Goats. Direi, anzi, che il volume ruota soprattutto intorno a lui. Per gran parte del romanzo si assiste all’incontro tra lui e Violet: un colpo di fulmine! Un colpo di fulmine che, però, sfocia per entrambi in amore, nonostante le ritrosie ad ammetterlo. Devo dire che le pagine relative alla loro “storia d’amore” non mi hanno presa molto. A tratti, le vicende mi sono risultate banali, scontate e, forse, ripetitive. Diversamente, ci sono stati alcuni aspetti che mi hanno colpita e ve li indicherò.

Il primo è il concetto di famiglia: non so se nei precedenti volumi è stato lo stesso, ma l’autrice è stata molto brava nell’impregnare le pagine del senso di famiglia. Vero è che Dax è il riccone, di famiglia benestante; un ragazzo a cui, si potrebbe dire, non manchi nulla… ma nel periodo di buio più totale, dovuto anche alla mancanza della sua Violet (perché si, come ogni storia d’amore che si rispetti, il periodo di allontanamento non poteva mancare), sarà circondato dall’amore della sua famiglia, soprattutto dei fratelli (per non parlare della complicità della mamma, che è davvero frizzante). Il secondo è la forza: Violet, a mio parere, ne è il simbolo. Nonostante le difficoltà incontrate nel corso della vita, mantiene alta la propria dignità. È determinata, tenace, amorevole… ma ha tanta paura di cadere in quel vortice da cui ha sempre cercato di stare lontana. Perché lei sa che lasciarsi andare equivale a sprofondarvi.

“Mentre scendiamo dalla limousine per entrare nella caffetteria, mi aspetto che Dax nasconda i capelli, il suo segno distintivo, all’interno del cappellino nero e si copra la testa con il cappuccio, come ha fatto quando siamo andati all’ospedale pediatrico di Los Angeles”

Un altro aspetto di cui non si può non tener conto è l’intensità con cui l’autrice ci mostra i personaggi nelle loro debolezze; riesce a rendere reale quanto si legge e non è una cosa facile e scontata. Tuttavia, mi sarebbe piaciuto che, con la medesima intensità, sarebbero stati affrontati i sentimenti e le vicende che sono alla base del processo di crescita del personaggio. Come ho detto all’inizio, viene dato spazio soprattutto alla storia passionale tra i due protagonisti (essa copre più della metà del libro, per questo diventa alle volte noiosa); quando poi si tratta di soffermarsi sull’Io, tutto va a scemare o il nodo viene sciolto in poche pagine.

“Sento il cuore gonfiarsi. È da parecchio che qualcuno non mi presenta facendo riferimento alla mia famiglia e non alla mia band. Da piccolo, odiavo essere presentato ogni volta come il fratello minore di Keane, quando lui era un celebre atleta e io non ero altro che il fratellino introverso con i capelli lunghi che andava sullo skateboard, fumava erba e preferiva chiudersi in camera a suonare la chitarra che essere l’anima di una festa. Ma ora, tutt’a un tratto, essere presentato come il fratello minore di Keane mi piace. Come se fosse un motivo di vanto. Forse persino un balsamo per la mia anima”

Lo stile dell’autrice è, senza dubbio, scorrevole, chiaro, privo di refusi. Il punto di vista della narrazione è dinamico: le vicende ci vengono raccontate alternativamente da Dax e da Violet. Questa tecnica narrativa permette al lettore di avvicinarsi ancora di più ai pensieri e alle emozioni dei personaggi e di avere una panoramica generale su quanto sta accadendo e perché (non mancano comunque i momenti di tensione, dovuti al dover mettere insieme dei tasselli mancanti).

Belli i momenti musicali. Non sono una esperta di rock, ma gli inframezzi musicali, seppur solo scritti, creano in modo naturale dei sottofondi che accompagnano la lettura e avvicinano al lettore al mondo del rock che è ben presente nella storia. E i nostri lettori sono appassionati di rock?

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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