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Recensione!!! “Riflessi in Solitudine” di Federica Voi…

Oggi cambiamo registro e vi parliamo della raccolta di poesie di Federica Voi…


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Titolo: Riflessi in solitudine
Autore: Federica Voi
Editore: Self Publishing
Genere: Raccolta di Poesie
Formato: Ebook
Prezzo: 1,99 €
Pagine: 31
Data di uscita: 12 Dicembre 2013
Link d’acquisto: 

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Trama e Recensione per voi…




Trama

“Riflessi in solitudine” è un “viaggio” all’interno della propria personalità, del proprio “essere fino in fondo” attraverso cui scoprire piccole sfumature delle proprie emozioni. È la tristezza il tema dominante e con il quale si intraprende questo viaggio dove si lascia spazio anche al dolore che lacera l’animo, all’indifferenza verso se stessi, alla riflessione, vista sia come essenziale per poter vivere sia come artefice della sofferenza poiché è riflettendo che si viene a conoscenza dei propri pensieri, dunque della propria condizione di essere umano. È così che si conosce la propria sofferenza che arriva a tramutarsi in pianto, alla fine. Ed è il pianto una forma estrema della sofferenza stessa, un punto di non ritorno ma dal quale si può sempre ricominciare, grazie al quale si riesce a liberarsi di ciò che ci logora l’animo, da ciò che ci angoscia. Lungo questo cammino è possibile anche incontrare le illusioni e le speranze ostili entrambe, in fondo, all’essere umano. Ma se le illusioni rispecchiano ciò che non esiste, le speranze aiutano almeno a dare fiducia in ciò che verrà, inducono a porsi la domanda “E cosa accadrà domani?”. Un viaggio, un cammino forte dove a tratti ci si sente anche smarriti, confusi, incapaci, addirittura fragili; un viaggio che termina con la pesantezza della solitudine, quella solitudine in cui non si riconosce niente di ciò che ci circonda: nessun volto, nessun suono. Smarriti, appunto.


Recensione

È vero, lo ammetto, le Muse non mi parlano. Sono completamente mute al mio cospetto: non so dipingere né disegnare, non so suonare e a stento strimpello il campanello dei condomini della mia città. Tanto meno sono in grado di comporre versi.

Questo però non significa che non sia in grado di apprezzare l’arte in ogni sua forma e declinazione e molte volte sono incappata in poesie che hanno fatto vibrare le corde del mio cuore suscitando ricordi nostalgici o strappandomi un palpito di felicità.

Eppure leggendo questa raccolta non ho sentito il cuore battere più forte tanto che ho pensato che queste poesie siano veramente troppo profonde per la mia sensibilità basica. Il viaggio  che propone l’autrice, del tutto intimista e incapace a mio avviso di coinvolgere il lettore in un sentimento comune, calca la mano su una tristezza assoluta, una disperazione continua, quasi adolescenziale,  che non porta a nessuno sbocco preciso, o per lo meno ben delineato.  Il lettore rimane lì, spettatore passivo come è successo a me, incapace di provare gli stessi sentimenti dell’autrice e impossibilitato ad intervenire su uno stato d’animo così devastante. Una tristezza quasi fine a se stessa, con le sue lacrime, i pianti e le illusioni viste come nemiche, che non lascia neanche uno spiraglio di speranza.

Non è trattata come un ponte, un percorso per arrivare ad una migliore consapevolezza di sé o un mezzo per conquistare la felicità.
È lì, statica, immobile tristezza.
Immagino che sia proprio questo lo scopo della raccolta che rispecchia il titolo “riflessioni in solitudine”, tuttavia ritengo che la poesia possa fare molto di più, possa regalare molto di più che l’immagine di una fumosa fotografia della tristezza perenne.
Sebbene l’autrice offra un ottimo uso della punteggiatura capace di costringere a rallentare la lettura della raccolta, ho trovato piuttosto semplice invece gli accostamenti di parole. Nessuna espressione che possa evocare immagini particolari, nessun abbinamento fantasioso che induca a visioni oniriche come spesso succede nelle poesie che fanno vibrare.  Una scelta in contrasto dunque con i tempi che l’autrice impone nella lettura. La lentezza le serve soltanto per immobilizzare ancora di più il sentimento angosciante che vuole descrivere e non a far riflettere il lettore sulle parole che propone.
Concludo queste brevi  considerazioni con una riflessione che a qualcuno potrà sembrare superficiale. È davvero necessario essere tristi per essere poeti? La poesia del mondo che ci circonda ha moltissime corde da pizzicare, moltissimi temi da esplorare. La tristezza è solo una piccola sfaccettatura a cui il nostro mondo moderno, infarcito di tutto quanto si può desiderare, ha dato troppa importanza.

(Recensione a cura di Pitti)




VALUTAZIONE

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L’AUTRICE

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Federica Voi

Federica Voi nasce a Scicli nel 1989 e vive a Floridia – un paese in provincia di Siracusa – dove ha studiato e conseguito la maturità scientifica. Timida, riservata e sensibile, da sempre nutre la passione per la lettura e la scrittura. Importante è un episodio che risale alle scuole medie, quando l’insegnante diede un compito da svolgere: scrivere una poesia sul Natale. Da qui, infatti, Federica Voi comincia a scrivere le sue prime poesie e ad approcciarsi anche al mondo della prosa, scrivendo qualche racconto breve. Nonostante le numerose poesie scritte, solo nel 2013 decide che è giunto il momento di pubblicare il suo primo libro “Riflessi in solitudine” e lo fa con entusiasmo e passione. Nelle sue poesie Federica Voi cerca sempre di conoscersi per conoscere gli altri e tutto quello che la circonda, con l’intento di migliorarsi e, perché no, migliorare gli altri condividendo le proprie emozioni. Perché è importante ascoltarsi e ascoltare, per meglio comprendere. E lo fa con semplicità, scrivendo di emozioni dove tutti possono riconoscersi. 


Leggo per diletto qualsiasi genere; è sempre stata una mia grande passione. Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia... fantasy! Il mio primo libro è... Eterno

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