Resilient. Anime fragili
Romance
Newton Compton Editori
1 settembre 2026
Kindle/cartaceo
448
Amore, coraggio e seconde possibilità: la storia che ha già incantato Wattpad.
«Potevo sentirla, quella voglia di vivere che giorno dopo giorno si faceva sempre più grande. Potevo sentirla, quella voglia di scoprire il mondo accanto a lui.»
Lei ha smarrito il suo sogno. E se fosse il suo rivale di sempre ad aiutarla a ritrovarlo?
Amelia Reed ha dedicato tutta la sua vita al pattinaggio artistico a rotelle. Per diciassette anni ha inseguito un solo sogno: conquistare il titolo mondiale. Allenamenti massacranti, sacrifici incessanti e un’ossessione per la perfezione che l’hanno portata sempre più vicina al traguardo, fino al giorno in cui il suo corpo ha deciso di fermarsi. Il crollo arriva all’improvviso, strappandole tutto ciò che conosce: le gare, i riflettori, la sua carriera e persino la persona che credeva di essere. Ricoverata in una clinica specializzata per disturbi alimentari, Amelia è costretta ad affrontare la battaglia più difficile della sua vita: quella contro sé stessa. Come se non fosse abbastanza, il destino le riserva un’altra crudele sorpresa. Si trova faccia a faccia con Jordan Davis, campione imbattuto, suo eterno rivale e fratello della nuova compagna di stanza. Quando la notizia del ricovero di Amelia finisce sulle prime pagine dei giornali, lei è convinta che sia stato proprio Jordan a tradirla. E lo odia. Lo odia perché rappresenta tutto ciò che sta perdendo: il successo, la forza, il futuro che le sta scivolando tra le dita. Ma dietro l’immagine del campione perfetto si nasconde un ragazzo segnato da ferite che il mondo non vede. Tra fughe notturne, confessioni inattese e momenti di fragile sincerità, Amelia scoprirà che Jordan non è il nemico che ha sempre immaginato. E forse il rischio più grande non sarà tornare a pattinare. Forse sarà lasciarsi amare da qualcuno di inaspettato…
“Resilient. Anime fragili” di Amélie Q., edito Newton Compton, non è solo una storia d’amore, ma di guarigione e riscoperta.
La nostra protagonista Amelia a seguito di un malore scopre di essere affetta da un disturbo alimentare, ed è così che comincerà il suo cammino verso la guarigione all’interno di una clinica.
Il sacrificio e la passione sono alcuni dei temi principali che il lettore si troverà ad affrontare. L’autrice descrive con chiarezza cosa accade a chi si lascia trasportare dal vortice dell’ossessione, che si nasconde sotto il nome di passione, un amore che diventa malato.
“Il pasto, che per la maggior parte delle persone era un momento naturale e conviviale, per noi era il momento in cui i nostri corpi feriti venivano buttati in un mare infestato dagli squali.”
Amelia, però, ci dimostra anche che è possibile non farsi più trasportare da questa corrente distruttrice.
Sarà proprio con il suo arrivo alla clinica che avrà l’occasione di incontrare più volte Jordan, il suo più grande rivale sportivo, grazie all’amicizia con sua la sorella, anch’essa in lotta contro di disturbi alimentari. Dopo alcuni giorni dal suo ricovero, però, verrà spifferato ai giornali della sua malattia, e Amelia come può non incolpare proprio il suo rivale di tale crudeltà?
Per dare conferma ai suoi sospetti Amelia si troverà a passare sempre più tempo con Jordan, il quale la aiuterà a ritrovare la spensieratezza, un lato dello sport che aveva ormai rimosso. La accompagnerà mano nella mano in questa riscoperta, scaturendo la nascita di forti sentimenti, che Jordan covava già dentro di sé.
Le difficoltà della guarigione e la forza dell’amore
Di questa storia ho apprezzato il realismo con cui viene rappresentato il processo tortuoso della guarigione. Amelia, al suo arrivo in clinica mostra fin da subito di voler collaborare con l’equipe di professionisti e rimettersi in sesto, ma non mancheranno i momenti di sconforto in cui la realtà dei fatti le scatenerà sentimenti bui che la faranno sentire chiusa in una gabbia.
“Il Chrysalis si stava dimostrando una camera blindata di regole e imposizioni, e mi era sempre più chiaro il motivo per cui Jordan mi chiamava Galeotta”
I lettori, quindi, assisteranno a un processo molto lento, fatto di alti e bassi, in cui la nostra protagonista riuscirà a scoprire come vivere la sua passione con il sorriso, lasciandosi, man mano, alle spalle i meccanismi autodistruttivi alimentati da un’allenatrice che vede i suoi allievi come meri trofei da esporre.
“I bambini portavano sulle rotelle i colori delle emozioni. Le stesse emozioni che in me erano sparite per un periodo lasciando posto al nero dell’apatia”
Il cammino che intraprende Amelia non ci viene presentato come un viale ricco di fiori rigogliosi ed alberi dove ripararsi dal sole. E’ un cammino in cui vi sono ostacoli nascosti in ogni angolo. Ma nonostante ciò lei ci dimostra che è possibile saltare tutti i singoli ostacoli con la forza di volontà e con la forza dell’amore. L’amore che è il centro di questo racconto, anche se non l’unico. Un sentimento che non proviene solo da Jordan, ma anche dal resto del gruppo delle ragazze pronte a mostrare empatia e a fare da spalla a tutte le altre. Così come l’amore che l’equipe medica dimostra di avere nei confronti del loro lavoro e delle ragazze della clinica.
A essere lento però non è solo il cammino di Amelia, ma anche il rapporto che si instaura con Jordan, infatti parliamo un romance slow-burn, altro elemento che ho apprezzato.
Il rapporto si crea gradualmente e diventano fondamentali l’uno per la rinascita dell’altro, aiutandosi in questo arduo cammino.
Lo sport: non solo una cornic
e
L’altro elemento dominante del racconto che è lo sport, che non fa solo da contorno, è rappresentato a 365 gradi, senza nascondere i suoi lati più cupi.
Se ci concentriamo sul titolo notiamo che parla di anime fragili, due anime. Infatti, anche il nostro Jordan nasconde delle cicatrici non solo emotive.
Passando, invece, agli aspetti della storia che non ho gradito mi trovo a citare la scrittura che ho trovato infantile, così come alcuni sviluppi narrativi che sono finiti per essere dei grossi cliché ben poco elaborati.
Attenzione trigger
Concludo con un piccola nota di avvertimento. Si tratta sì, di una storia di amore, ma sono presenti molte routine alimentari malsane, si riflette molto sui disturbi alimentari, quindi è un libro che sconsiglio a chi potrebbe considerare un trigger tale tematica.
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