Qui tutti mentono
Thriller
Bollati Boringhieri
24 giugno 2024
cartaceo e-book
256
William Wooler, sposato con due figli, ha una relazione segreta. Il giorno in cui la sua amante tronca la loro storia, William torna a casa, trova la figlia Avery, 9 anni, inaspettatamente rientrata a casa da scuola troppo presto. William perde la pazienza nei confronti delle bambina, le dà una sberla e poi esce. Qualche ora dopo la bambina scompare. La polizia indaga , concentrandosi sugli abitanti della strada dove abita Avery e da dove è sparita. Ma ricostruire quanto potrebbe essere accaduto è difficilissimo per i due detective incaricati dell'indagine: in quella strada sembrano tutti mentire. Presunti testimoni si fanno avanti con informazioni che forse sono vere o forse no. Il vicinato è sempre più in allarme. E dunque dov'è Avery? E' stata rapita?
“Il male le è appena entrato in casa, e le ha quasi tolto il respiro” da “Qui tutti mentono” di Shari Lapena
“Qui tutti mentono” parte dalla presentazione di una bambina problematica e di difficile gestione che mette a dura prova la pazienza del padre, stimato e affascinante medico dalla doppia vita. Lui non è in vena di provocazioni poiché è appena stato lasciato dall’amante così, dopo l’ennesima bravata della figlia, reagisce schiaffeggiandola. Lei fugge e da allora non farà più ritorno a casa. Partono le indagini che porteranno alla luce parecchi scheletri nell’armadio della famiglia, ma non solo, anche dei vicini di casa poiché si tratta di un piccolo quartiere dove tutti si conoscono. Il rapitore potrebbe essere chiunque, probabilmente uno di loro. Il tempo stringe e le probabilità di ritrovare la piccola incolume si riducono…
“I figli diventano come diventano, nonostante gli sforzi e le migliori intenzioni dei genitori”
Questo è un thriller scritto con una certa cura per tutto ciò che concerne la famiglia e le sue dinamiche. Si narra di figli difficili cresciuti in ambienti apparentemente confortevoli. I genitori sono persone benestanti. E’ vero, non significa essere degni educatori, ma sicuramente è garanzia di infinite possibilità di scelta per ciò che concerne percorsi di studio, realizzazione di sogni futuri oltre che desideri nel presente. Hanno tutti belle case ampie dove ognuno può avere un proprio spazio, in un quartiere tranquillo. Sono persone colte e rispettabili, nessuno di essi ha mai manifestato comportamenti violenti. Inoltre sembrano tenere molto ai propri figli poiché sempre pronti a soccorrerli e supportarli nel momento del bisogno.
L’autrice esplora il sottobosco di tanta perfetta armonia. Ci parla di figli problematici e dell’impatto che essi possono avere su un matrimonio. Ci conduce lungo le strade a cui determinati problemi possono portare: l’evasione, la negazione, l’esasperazione e lo sconcerto. Quest’ultimo quando ci si rende conto che, nonostante l’impegno, non si riesce mai davvero a conoscere il proprio figlio. In questa storia tutti dubitano di tutti.
“Il senso di colpa l’attanaglia. Sente che in qualche modo, al nocciolo di tutto quell’orrore, ci sono le loro azioni”
E’ una trama ad altissima tensione. Nonostante l’autrice approfondisca con cura e precisione il tema, lo stile è assai fluido e il linguaggio di semplice comprensione, quindi il ritmo è serrato. I personaggi sono perfettamente caratterizzati, il loro profilo psicologico è stato studiato nei minimi particolari e la suspense deriva proprio dai loro comportamenti fuorvianti. Ad un certo punto si arriva a sospettare di chiunque!
William Wooler, il bel medico fedifrago e passionale la cui vita familiare inizia a stargli stretta. Non sopporta più il clima di casa carico di tensioni a causa dei comportamenti della figlioletta. Avery ha nove anni, è oppositiva e manipolatrice. Una ragazzina difficile e problematica che non ha amici a causa del suo carattere provocatorio e beffardo. E’ ribelle e propensa a piantare grane. Sua madre Erin è molto dolce e paziente. Oltre svolgere il proprio lavoro come impiegata in uno studio legale, si occupa con amore di entrambi i figli ma prova senso di colpa nei confronti del maggiore Michael per tutto il tempo che deve dedicare ad Avery. Lui è un ragazzino maturo e responsabile, il figlio che tutti vorrebbero ed Erin teme di trascurarlo.
Poi c’è Nora, la bellissima vicina di casa. Una donna che ha smesso da tempo di amare il marito Al e che ha sofferto a causa dei problemi con la giustizia del figlio Ryan. Una madre in pena, una donna infelice e depressa rinata dopo aver iniziato l’attività di volontariato in ospedale. Il marito ha sempre provato un senso d’inferiorità nei suoi riguardi, è un uomo insicuro che pensa di non esser degno di una donna così bella. Ryan è un giovane frustrato, costretto a fare lavori socialmente utili per scontare la sua pena. Si tratta di attività pesanti in ambienti degradanti. Si è allontanato dai genitori poiché sa di averli delusi ma è deluso soprattutto da se se stesso.
“Sa che è furibondo con lei. Ma quanto furibondo? Cosa potrebbe aver fatto?” da “Qui tutti mentono”
Il tema della fiducia è spesso ricorrente, così come quello dell’errata percezione della realtà. Al centro della trama c’è il sospetto, fiamma che alimenta il fuoco degli eventi. L’ambientazione è quella di una normale ordinarietà appartenente ad un piccolo e moderno quartiere, forse è proprio questa normalità a creare inquietudine a fronte della sparizione di Avery. Com’è possibile sia successo in un luogo così tranquillo e monotono?
Penso che “Qui tutti mentono” sia un ottimo thriller, per la trama ad alta tensione, per la cura nel presentare personaggi ed evoluzione degli eventi e per la fluidità dello stile narrativo. Il finale non mi ha però convinta del tutto; l’ho trovato poco convincente, privo della grande cura utilizzata nei capitoli precedenti e molto diverso da quanto mi sarei aspettata. A mio avviso non molto credibile.
Consiglierei a qualcuno “Qui tutti mentono”? Sì. In fin dei conti mi ha tenuta incollata alle sue pagine sin dall’inizio, il resto è una personalissima opinione che altri lettori potrebbero non condividere.
VI affascina il thriller con al centro la famiglia?