Quando il ponte si spezza
romanzo contemporaneo
Argentodorato Editore
aprile 2024
cartaceo
199
Nel maggio del 1990 un solo tratto di penna guarisce contemporaneamente milioni di persone nel mondo: l’omosessualità viene eliminata dal manuale diagnostico delle malattie mentali.
Riccardo ha sedici anni e quando questo accade si trova nelle mani di uno psicologo senza scrupoli, il quale per i propri fini personali lo convincerà che la sua passione per il compagno Fabio è un grave disturbo dal quale deve guarirlo.
Riccardo è il protagonista di questo romanzo, “Quando il ponte si spezza”, dell’autrice Greta Cerretti. È un giovane adolescente, sedicenne, che si affaccia a questa fase della vita nell’estate del 1990, estate magica per l’Italia.
Riccardo, attraverso le pagine di Cerretti, è alla ricerca di se stesso, della sua identità, del suo ruolo, in famiglia, con gli amici e in amore.
È fidanzato con Roberta, ma sente che tra di loro qualcosa non va, o meglio, che dentro di lui qualcosa non va. Infatti prova attrazione per il genere maschile, in particolare per Fabio, suo compagno di classe.
A casa è silenzioso, non parla con la madre, troppo pressante nei suoi confronti. Quest’ultima decide di portarlo da uno psicologo, col quale Riccardo inizierà un percorso di terapia.
In quegli anni l’omosessualità è ancora considerata una malattia, ma qualcosa sta cambiando, da lontano. I cambiamenti sono lenti, come si sa, soprattutto quelli dentro la testa delle persone, quindi Riccardo, complice anche Fausto, lo psicologo senza etica professionale, vivrà con grande difficoltà la consapevolezza sempre più ingombrante del suo orientamento sessuale.
“Poi si butta sul divano con la testa tra le mani e finalmente cede al pianto. Il dottore ha ragione, è malato. Quella passione è sbagliata, distorta. Un male dal quale bisogna guarire per tornare a essere una persona normale”
Il libro si svolge in un arco temporale che va dalla metà di marzo alla metà di settembre del 1990. Ad ogni capitolo è assegnata una data, in ordine cronologico. Rimandi al passato dei protagonisti sono dati dagli stessi, attraverso i loro pensieri.
Il protagonista principale è Riccardo, ma attorno a lui ruotano altre figure importanti. Queste diventano anche voce narrante, in particolare la madre Giulia e lo psicologo Fausto, che servono sia a delineare meglio lo sviluppo del personaggio principale, ma hanno anche una loro storia personale da raccontare.
Questa pienezza, precisione e profondità dei personaggi di “Quando il ponte si spezza” è il punto forte del romanzo. Riesce ad acchiappare il lettore e ad accompagnarlo con curiosità fino alla fine del libro.
La trama è molto lineare, semplice, ma porta comunque ad un finale non scontato e per me anche non sperato.
L’autrice è stata molto brava nella scrittura, che risulta pulita, essenziale. Riesce a restituire tutti gli stati d’animo di Riccardo, con le parole giuste e il ritmo narrativo giusto. In particolare, io ho avvertito sempre presente la sua angoscia e questo mi ha permesso di entrare in empatia con lui e viverlo appieno durante la lettura il libro.
È un romanzo che si divora, che offre spunti di riflessione e punti di vista diversi su un passato non così distante da noi e che ancora in qualche modo è presente oggi.