Qualche volta le nuvole sembrano isole
Romanzo
Readaction editrice
2025
Cartaceo
254
A Marilia, una cittadina industriale affacciata sul mare, vivono Elisa, una ragazza di diciassette anni, introversa e sognatrice, e sua madre Marta, una donna che affronta la vita con leggerezza e superficialità. Un sabato sera, madre e figlia, seppur in modi diversi, vengono scosse da eventi che cambiano le loro esistenze. Nonostante l’amore che le lega non riescono ad aiutarsi e, intrappolate nelle loro fragilità, dovranno trovare da sole la forza di emergere dal buio. Intorno a loro, si intrecciano altre storie: quella di un ex detenuto coinvolto in affari illeciti, di un giovane bullo che urla la propria vulnerabilità, di un poliziotto deluso dalla sua vita in periferia, di un immigrato invisibile, di un assistente sociale ansioso e di una professoressa esausta che cerca di comprendere le nuove generazioni. Mentre gli adulti si aggrappano alle loro fragili identità, i giovani, in balia delle onde della loro esistenza, cercano la loro isola all’orizzonte
Nicola Polizzi con il suo secondo romanzo, “Qualche volta le nuvole sembrano isole,” Readaction editrice, ci porta a Marilia cittadina industriale affacciata sul mare.
Qui ha inizio la storia di Elisa, diciasettenne un po’ introversa, secchiona, e di sua madre Marta, più superficiale e disattenta.
Entrambe durante il racconto vivono delle difficoltà, delle situazioni anche pericolose che minano il già debole equilibrio personale e di famiglia che si sono costruite. Nonostante l’amore forte che le lega, non riescono ad essere di supporto l’una per l’altra per le difficoltà a comunicare e a comprende il vissuto emotivo dell’altra.
Nel frattempo tra le fila della loro storia entrano diversi personaggi, che in qualche modo, verso la fine del libro, arrivano tutti ad intrecciarsi.
Tutti i personaggi descritti da Polizzi vivono delle situazioni di disagio più o meno intenso, come del resto ognuno di noi. C’è Jacopo, il compagno di classe di Elisa, il bullo della situazione, c’è Roberto, il fidanzato di Marta, invischiato in una brutta storia di truffa, Enrico l’assistente sociale un po’ depresso. Durante la lettura si svelano tutti piano piano e ognuno di loro cerca di rimanere a galla.
Quello che ho apprezzato di “Qualche volta le nuvole sembrano isole”, è la scrittura molto scorrevole, si legge velocemente, perché ha un linguaggio molto fruibile.
Tutta la trama ha una sua coerenza nei vari intrecci dei personaggi, nell’introduzione degli stessi. Il ritmo è sostenuto e non annoia.
Il tema centrale è questa distanza comunicativa tra generazioni, ma anche tra coetanei, questa difficoltà nell’entrare in relazione emotiva con l’altro, di mostrare la propria vulnerabilità. Ma il sentimento finale che emerge è la speranza, che si percepisce proprio quando riescono ad abbassare la corazza che indossano.
Personalmente la presenza di così tanti personaggi e tutti con una loro storia complicata, hanno un po’ distolto la mia attenzione dai protagonisti e da alcune vicende che accadono loro che avrebbero forse potuto avere più spazio narrativo.
Alcuni di loro poi mi sono apparsi un po’ stereotipati, troppo banalizzati, soprattutto gli adolescenti. Per esempio Jacopo, il bullo della situazione o anche Elisa la secchiona. O forse è una mia speranza che gli adolescenti di oggi non rientrino in queste due categorie caricaturali.
Voi bottegai, per esempio, che adolescenti siete stati??
In conclusione è un libro che consiglierei ad un pubblico giovane, perché parla di loro, con un linguaggio semplice e attuale.