Purgatorio
autobiografia
Alter Ego
2025
cartaceo, ebook
212
Purgatorio è un memoir struggente e poetico che narra la personale esperienza dell'autrice con il tentativo di suicidio e la successiva rinascita. Ilaria Palomba ci porta dentro il suo mondo interiore, descrivendo i mesi trascorsi in un'unità spinale, dove il dolore mentale si sovrappone a quello fisico.
Con uno stile lirico e un lessico aulico, l'autrice esplora temi come l'amore, la letteratura, la droga, l'angoscia e la speranza. Il libro è un viaggio emotivo che invita i lettori a riflettere sulla fragilità e la resilienza della condizione umana.
Vi piacciono i romanzi autobiografici? Li avete mai letti? “Purgatorio”, edito Alter ego, è un romanzo autobiografico scritto da Ilaria Palomba.
Ilaria Palomba ci consegna un memoir crudo, poetico e profondamente destabilizzante. Un’opera che non si limita a raccontare, ma che travolge, con un linguaggio ipnotico e frammentato, il lettore in una spirale di dolore, riflessione e rinascita.
Il libro si apre con un evento traumatico: il tentativo di suicidio della protagonista, che si lancia nel vuoto dopo aver ingerito benzodiazepine. Il corpo si frantuma, ma la vita, contro ogni previsione, non la abbandona.
Seguono mesi interminabili in un’unità spinale, dove il dolore fisico si sovrappone a quello mentale, in un’alternanza di tormento e apatia.
“Ti bacio, come i baci nella chiusa endecasillabica di una meravigliosa poesia di Beppe Salvia. I baci sono bellissimi doni. Fossi vissuto ancora a Roma t’avrei portato un fiore, sei il settenario imperituro che canta. Non so se io sia un eletto, semmai il piccolo fanciullo che piange dell’amato Sergio Corazzini. Sei spesso nei miei pensieri, il segno acceso dove alto e profondo s’incidono. Ti abbraccio forte, lasciandoti in dono questa perla chiaroscurale di Brahms”
La narrazione non si limita a una cronaca del trauma, ma diventa un’indagine profonda sulle radici del malessere esistenziale.
Palomba mette a nudo le proprie ferite, portando il lettore dentro il labirinto della mente della protagonista. Gli uomini che si sono succeduti nella sua vita, il rapporto tormentato con la letteratura e la filosofia, la lotta contro se stessa, l’angoscia e la ricerca di senso.
La struttura del testo è caratterizzata da un movimento spiraliforme, dove ogni frase sembra contenere il tutto, costringendo il lettore a soffermarsi e a riflettere.
“La cura diventa abuso quando oltrepassa il limite dell’identità. La madre non mi ha permesso di tornare alla vita dopo l’ospedale, è la furia che si muove nella mia casa. Il padre è diventato assillante, perciò abbiamo interrotto le letture proustiane, pretende attenzioni che dovrei riservare a un amante. Mi hanno sequestrato, e non posso fuggire, non posso evadere dall’ombra della mia condizione” – Purgatorio
Questo stile non è una scelta casuale, perché va a rispecchiare la condizione della protagonista; il suo oscillare tra lucidità e allucinazione, tra il bisogno di aggrapparsi alla realtà e il desiderio di sfuggirle.
La narrazione si sviluppa attraverso immagini potenti e incubi a occhi aperti, creando un’atmosfera di costante sospensione tra vita e morte.
La protagonista di Purgatorio è un’anima inquieta, intrappolata tra il desiderio di annientamento e l’istinto di sopravvivenza.
La sua storia non è solo un percorso individuale, ma un racconto universale sulla fragilità umana, sulla difficoltà di trovare un equilibrio tra il dolore e la speranza.
L’autrice affronta temi estremi senza filtri: la depressione, il suicidio, la ricerca disperata di un senso nell’arte e nella scrittura.
Il purgatorio di cui parla non è solo quello fisico della riabilitazione, ma anche e soprattutto quello mentale, quel limbo in cui ci si ritrova dopo aver toccato il fondo e prima di riuscire, forse, a risalire. Proprio quel limbo, descritto e raccontato da Dante Alighieri.
Un libro che non fa sconti, che non cerca la consolazione facile.
“Purgatorio” è un memoir che si legge con il fiato sospeso, con il cuore pesante, ma che allo stesso tempo ha una forza viscerale e un’urgenza espressiva rara.
Ilaria Palomba riesce a trasformare il dolore in letteratura, creando un’opera capace di scuotere e interrogare chi legge.
Non c’è autocommiserazione, non c’è retorica.
È soltanto una scrittura sincera, brutale e bellissima, che riesce a dare forma a un’esperienza al limite tra disperazione e rinascita.
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.