#1
Mistery
Edizioni MEA
2020
cartaceo/ ebook
234
Giovanni, bancario con la passione per gli altri e per i viaggi, viene assegnato alla filiale di Procida. Un evento casuale lo avvicina a Moulay, un ragazzo saharawi che studia sull'isola, e alla sua fidanzata "Favola."
L'incontro tra questi due mondi lontanissimi favorisce la nascita di un'intensa amicizia, rafforzata dal tentato omicidio di zia Vittoria, anima autentica e recondita di questo "scoglio incantato."
Giovanni impara a vedere l'isola con gli occhi di questo giovane apolide del deserto e sarà questa nuova prospettiva ad aiutare gli inquirenti nella soluzione del caso. Perché zia Vittoria è essa stessa Procida e.... non deve morire!
“Procida è come una bella donna attempata che non si preoccupa dello scorrere dei mesi, dell’ingrigirsi dei capelli, del viso solcato dalle rughe e dei tessuti che non riescono più a contrastare la forza di gravità” – #Procidanondevemorire
“#Procidanondevemorire” di Ciro Bruno Linardo, edito da Edizioni Mea, è il primo romanzo d’esordio di questo bravissimo autore! Il romanzo è ambientato nella capitale della cultura 2022, Procida. Il protagonista principale è un giovane banchiere, Giovanni, il quale viene assegnato proprio alla filiale di Procida.
Ogni mattina prende il traghetto che lo condurrà sull’isola ed è proprio durante i suoi viaggi che farà amicizia con Moulay e la sua fidanzata Betta, soprannominata “favola.”
Proprio grazie all’incontro con queste due persone si avvicinerà alla popolazione d’origine di Moulay, i saharawi. Attraverso le parole e la spiegazione di Moulay scoprirà un nuovo mondo. Un mondo fatto di sacrifici, di guerre, la rinuncia delle cose essenziali e, la lotta nell’andare avanti e, sopravvivere.
Giovanni, attraverso il racconto di Moulay, inizierà a guardare le cose, le persone e l’isola con un’altra prospettiva. L’isola darà a Giovanni una nuova vita e nuove amicizie. Purtroppo, dovrà fare i conti anche con la vera realtà, una realtà diversa da ciò che aveva immaginato sin dal primo giorno. Da quando è stato assunto in banca, ogni mese, consegna la pensione sino a casa a una signora, Vittoria, che poi scoprirà essere la zia di Moulay, fino al giorno in cui… verrà ritrovata in una pozza di sangue. Qualcuno ha tentato di uccidere zia Vittoria, chi? Perché? Una corsa contro il tempo per cercare di salvare la vita a Vittoria e, per cercare il vero colpevole.
Siete mai stati a Procida?
“La donna è mamma, dona la vita ed è capace di amare e non solo di amarsi. La donna è moglie e amante al contempo, capace di ardere di passione e di accudire compassionevolmente. La donna è angelo e diavolo all’occorrenza, spesso per necessità e mai per pregiudizio. La donna sa aspettare, mentre l’uomo è impulsivo. L’uomo ha sete di vendetta, mentre la donna conosce il perdono” – #Procidanondevemorire
Ho conosciuto l’autore per puro caso; lui mi propose subito la lettura del suo romanzo, anche perché ha uno scopo ben specifico: tutto il ricavato andrà a favore del popolo Saharawi e… come potevo rifiutare di leggere un romanzo con una cotale missione?! Avrei tantissime cose da dire, ma inizio dalla location data al romanzo, che mi è piaciuta molto. Un’isola che amo particolarmente, con i suoi colori, il suo mare cristallino e l’atmosfera che si respira.
Si nota tra le righe che l’autore è molto legato a quest’isola. Mi hanno colpito la copertina e la quarta di copertina, poiché non ci troviamo di fronte alle classiche cover che si trovano nei libri. Sono dei disegni, realizzati da un bravissimo disegnatore di Procida.
Ho apprezzato i dettagli che Linardo ha dato alla storia, le menzioni al popolo Saharawi, un popolo che non conoscevo, ma che grazie a lui ho imparato ad amare e ad apprezzare.
Un passaggio che mi ha colpito particolarmente è stato quello del the. Il popolo in questione ha l’usanza di bere il the, un po’ come gli inglesi che alle 17:00 di ogni pomeriggio bevono il the con dei biscotti. Ma qui, il significato è più importante: il rituale del the prevede tre giri. Il primo giro di the è amaro come la vita, il secondo è dolce come l’amore e il terzo è soave come la morte. Ora c’è da chiedersi il perché il popolo dei Saharawi considera amara la vita e soave la morte?! Non voglio svelarvi nient’altro, poiché con l’acquisto del libro riuscirete ad avere la risposta a questa domanda.
Il romanzo è ben strutturato, lo stile è fluido, intrigante, dettagliato, tutto curato nei minimi dettagli. Niente è banale e scontato di questa storia, persino il titolo ha il suo perché, grazie all’utilizzo dell’hashtag.
Ringrazio l’autore per avermi dato la possibilità di leggere “#Procidanondevemorire” e di avermi fatto avvicinare nuovamente all’arabo. Lingua che ho iniziato a studiare e che, prima o poi, riprenderò e farò mia. Non vedo l’ora di leggere il continuo.
Mi auguro che questa recensione abbia scaturito in voi una tale curiosità nell’acquistare il libro, non dimenticatevi che ha uno scopo ben preciso!

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.