Prima pagina
romanzo contemporaneo
Gaspari Editore
2025
cartaceo
264
Una lettera dimenticata riemerge dal passato e trascina Luigi Moras, scrittore disilluso di oggi, in un’indagine che intreccia memoria e aspirazioni interrotte.
Un romanzo sul potere dei sogni e sul dialogo tra generazioni che, pur lontane nel tempo, si ritrovano di fronte allo stesso bivio: quale futuro immaginare.
“Prima pagina“ di Antonella Fiaschi, edizioni Gaspari, ha inizio dal ritrovamento di una lettera da parte del protagonista, Luigi Moras, scritta dal lui del passato, per sviluppare, poi, il classico tema del rapporto tra memoria e identità.
I capitoli, infatti, sono ambientati, alternativamente, nel presente e nella Udine del 1910.
Luigi è uno scrittore con un vuoto interiore, che si riflette anche sulla sua mente e sul suo estro narrativo. Teme il fallimento e non riesce a farne a meno. Lo scritto ritrovato, però, lo risveglia dal torpore in cui si era rintanato fino a quel momento. Questo, forse, antenato del passato, anche lui scrittore, più precisamente giornalista, ha voluto lasciare un messaggio, chissà se proprio a lui.
La storia è molto introspettiva. La narrazione dei fatti è in prima persona, sia nelle pagine dedicate al presente che in quelle dedicate al passato. Luigi vuole ricostruire la storia della sua famiglia perché sa, dentro di lui, che deve farlo anche per se stesso, per le cose lasciate in sospeso, per le occasioni mancate, per le scelte prese o non prese, o fatte male. E per il suo lavoro.
Emblematico, in questo, è il sottotitolo del romanzo: “Una storia dal passato per cambiare il presente” e per scrivere quella “Prima pagina” che porta alla rinascita di sé.
Luigi, in questa sua ricerca, per lo più, esistenziale, può contare su un entourage di amici: Martina, Mirko e Lorenzo. Personaggi non principali, ma importanti nel percorso formativo del protagonista, in modo particolare Martina, con le sue uscite poco incoraggianti l’autostima, ma cariche di affetto.
Le descrizioni degli ambienti sono precise e vivaci. Lo stile narrativo è fluido, semplice e lineare. Una lettura piacevole.
Le alternanze tra i fatti del passato e quelli del presenti vogliono sottolineare, credo, che a prescindere dalle epoche, le difficoltà che si incontrano sul proprio percorso sono le medesime. Il passato, però, può servire a plasmare il presente proprio come accade quando si vuole imparare dagli insegnamenti e dall’esperienza dei saggi che ci hanno preceduti o, semplicemente, da chi gli ostacoli li ha affrontati prima di noi.
Ma non solo: si vuole sottolineare anche, da sognatori (come si ritiene l’autrice stessa), che è possibile dare voce anche a chi la voce non può più levarla, grazie ai posteri.
L’autrice ha reso vivo un passato nel presente, ricordandoci che fare ciò può mobilitarci nell’animo e nella vita
4 stelle ⭐⭐⭐⭐☆

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.
