Portofino blues
Inchieste
Voland
14 febbraio 2025
cartaceo e-book
368
Lunedì 8 gennaio 2001, verso le sette di sera, nel giardino di Villa Altachiara a Portofino, scompariva la contessa Francesca Vacca Augusta, per anni protagonista del jet set italiano e internazionale. Prendeva il via quella sera un'indagine che avrebbe riempito le cronache di giornali e tv per settimane, mesi e anni, senza soluzione né requie neppure quando, una ventina di giorni più tardi, il cadavere venne ritrovato in mare, a pochi metri da una baia in Costa Azzurra. Come e perché cadde dalla rupe la contessa? Chi c'era con lei quella sera? Qualcuno la spinse o si trattò di una fatalità? Ricostruendo come in un puzzle questa vicenda intricata e mai chiarita fino in fondo di amori e disamori, di droghe ed eredità milionarie, di yacht da sogno e flussi di denaro da incubo, che spazia dalla Liguria alla Lombardia, dalla Svizzera alla Tunisia, da Miami ad Acapulco, Valerio Aiolli scrive un romanzo inquietante come un noir e prova ad afferrare una risposta che sfugge, alternando il punto di vista dei principali personaggi coinvolti, le dichiarazioni rilasciate e gli articoli che hanno coperto la vicenda. In un serrato dentro e fuori da Villa Altachiara, rivive dunque non solo Francesca Vacca Augusta ma anche la storia industriale, politica e di costume del nostro paese.
“Portofino Blues” inizia da un ritrovamento. In una baia di Cap Bénat, in Costa Azzurra, nel gennaio del 2001, due turisti avvistano un corpo senza vita nel mare. Si scoprirà poi essere quello della contessa Francesca Vacca Agusta, scomparsa dalla sua villa a Portofino qualche settimana prima.
“Portofino è la miniatura di un sogno. Un luogo soltanto mentale. Un set messo su da un regista che non dice mai ‘Stop”
Valerio Aiolli raccoglie tutte le informazioni relative a questo tragico e increscioso fatto di cronaca facendo una precisa ricostruzione di una vicenda fatta di lusso, relazioni amorose, gelosie e rancori. Una vita brillante all’insegna del divertimento, della ricchezza, del consumo di droghe e ambite eredità. Ancora oggi ci si chiede come sia avvenuta la tragica morte della contessa. Fatalità? Suicidio? Oppure è stata spinta dalla scogliera per mano altrui?
“La contessa, prima di diventare la contessa, è stata altro”
Francesca Vacca, non è sempre stata la contessa al centro della vita mondana, la regina delle feste in yacht o nella sua lussuosa villa. C’è stato un tempo in cui era semplicemente una giovane commessa in un negozio di lingèrie, bellissima e ambiziosa. Una ragazza che non passava inosservata per la sua alta statura, i suoi capelli color rame e la sua naturale eleganza. Ha attirato l’attenzione del conte Corrado Agusta, all’epoca sposato con una ex soubrette e padre di Riccardo.
Corrado Agusta apparteneva ad una famiglia di ricchissimi imprenditori che si occupavano di costruzioni aeronautiche prima della guerra, per poi passare alle barche e ai bus per fronteggiare la crisi. Riportarono le loro aziende all’apice del successo diversificando la produzione e costruendo motociclette di grande pregio. I fratelli Domenico e Vincenzo erano grandi appassionati di meccanica e abili imprenditori. Corrado era il fratello minore che si occupava di ottenere e vendere contratti per l’azienda di famiglia, ne divenne presidente dopo la morte del fratello Domenico.
“… Mi è sembrata una persona infelice e alla ricerca di se stessa. Una persona più pedina che cavaliere”
La contessa raccontata da Valerio Aiolli
Valerio Aiolli ci presenta Francesca come una donna molto ricca di mezz’età, separata senza aver mai divorziato, diventata poi padrona del patrimonio dell’uomo alla sua morte. Era affascinante, vivace, e sempre elegante poiché aveva il culto della bellezza e del lusso. A Villa Altachiara si davano feste all’insegna del divertimento sfrenato, dove si consumavano droga e alcol. I suoi dipendenti la consideravano generosa ma anche instabile e di umore mutevole.
Accanto a lei c’era sempre l’ex amante, Maurizio Raggio. Figlio dei proprietari di un noto locale di Portofino, affascinante e ambizioso con amicizie influenti negli ambienti politici. Susanna, una giovane ex commessa di un negozio di abbigliamento dove la contessa faceva acquisti; una donna bella, appariscente nella quale forse Francesca rivedeva se stessa. E Tirso, il giovane amante messicano. Figlio di un imprenditore che lo considerava un fallito, assai soddisfatto quando pensava che avrebbe sposato la ricca ereditiera italiana. Un uomo più giovane di Francesca, dall’aria smarrita, di bell’aspetto e di una certa eleganza, ma piuttosto chiuso.
“Dà l’impressione di una persona sofferente, dotata di una timidezza rassicurante. E’ malinconico ed elegante, riservato”
Ricordavo per sommi capi la vicenda della morte della contessa Vacca Agusta, ignorando tutto ciò che vi girava attorno e che la precedeva. Valerio Aiolli ne fa un’approfondita analisi partendo dalle radici. Ci parla del luogo dove tutto è iniziato, Villa Altachiara, di chi l’ha fatta costruire e delle leggende che la riguardano. Qualcuno parlava di una maledizione simile a quella di Tutankhamon poiché i suoi proprietari furono tutti vittime di un destino avverso.
Ci parla delle origini degli Agusta e di come ottennero il titolo nobiliare, indirettamente anche di un pezzo di storia dell’Italia. Si avvale di vecchie interviste, articoli e testimonianze per darci una precisa ricostruzione della vicenda. Ci aiuta anche a riflettere sul fatto che, a partire da tale evento, iniziò anche un tipo di televisione diversa poiché nascevano trasmissioni dedicate unicamente all’approfondimento di fatti di cronaca nera. Siamo quindi invitati a pensare alle ragioni dell’interesse del pubblico in merito al crimine, fornendo un’analisi veritiera e condivisibile.
“… questi fatti criminosi generano angoscia ma, al tempo stesso, rassicurano. Ci sfiorano, ma toccano gli altri” dice Valerio Aiolli
Lo stile dell’autore è tipicamente giornalistico. Descrive i fatti con oggettività e imparzialità usando una precisione quasi chirurgica: curata nei dettagli, nella tempistica, nella descrizione dei contesti ambientali e storici. Il ritmo di lettura è lento poiché le dinamiche che si celano dietro la morte della contessa sono assai complesse e meritano spesso di una rilettura. La struttura è originale e funzionante. I capitoli si dividono in “dentro” e “fuori” dalla villa, luogo della morte di Francesca Vacca Agusta. Poiché ciò che accadde all’esterno di essa è altrettanto importante degli eventi consumatisi all’interno.
Avrei voluto conoscere maggiormente la storia di Francesca prima del suo ingresso in società. La sua infanzia, la sua famiglia d’origine e quello che era davvero mentre era ancora una ragazza modesta. Tutto il resto invece è attentamente inquadrato, sul finale è persino presente il profilo psicologico di lei con quelle che potrebbero ipoteticamente essere le ragioni di un eventuale suicidio.
L’autore ci mette al corrente della sorte delle persone coinvolte nell’indagine e, nell’ultimo capitolo, ambientato nel 2023, lascia lo spazio per una nostra personale interpretazione. Un piccolo brivido regalatoci attraverso le ultime enigmatiche, misteriose battute…
Ricordavate la vicenda di Francesca Vacca Agusta?