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Recensione: “Più donne che uomini” di Ivy Compton-Burnett, Fazi Editore

Più donne che uomini Book Cover Più donne che uomini
Ivy Compton-Burnett
classico
Fazi Editore
marzo 2019
cartaceo, ebook
230

La preside di un istituto femminile, in età vittoriana, mantiene, con rigide regole, la stabilità e l'ordine tra gli uomini e le donne nella sua scuola.

Un incidente fatale porterà a galla i segreti dei personaggi, rivelando animi tutt'altro che quieti e sostanziali differenze di genere, tipiche del tempo.

 

“Ora non mi resta che ringraziarvi per la vostra ospitalità e tornare all’altro lato del mio mondo – quello degli uomini. Quale dei due avrà più bisogno di me? E a quale sarò più debitrice? Ecco la vera domanda”.

Inizio Novecento, Josephine Napier è la preside di un prestigioso istituto d’istruzione femminile di un paesino inglese. Donna austera e sempre impeccabile, la signora Napier tratta le insegnanti con parole benevole, per farle sentire a casa e trasmettere loro la sua autorità, in maniera indiretta.

I pochi uomini che girano per l’istituto, il marito Simon, il figliastro Gabriel, il fratello Jonathan e il giovane Felix Bacon, sono coloro che portano scompiglio al suo interno, a dispetto delle regole ferree e dei rigidi rituali. Sarà proprio l’incidente causato dal marito della donna a far capitolare tutto, portando a galla segreti e misfatti di ogni personaggio, incrinando il perfetto mondo creato da Josephine, retto solo da una vana apparenza.

“Ruth è così cara, ragazzo mio, a far coincidere il suo tempo libero col tuo”

Il romanzo Più donne che uomini potrebbe essere letto come un’opera teatrale poiché tutta la trama si regge quasi esclusivamente sui dialoghi dei personaggi. Con un linguaggio ricco e mai banale, il lettore è catapultato all’interno della vita dell’istituto, tramite le conversazioni della signora Josephine e le insegnanti, nonché i pochi uomini che girano intorno alla scuola. Le frasi di Josephine sono sempre benevole, anche quando vuole dire qualcosa di cattivo. I tanti sottintesi e i giochi di parole rendono le conversazioni brillanti.

“Sono così turbata che non mi riconosco più.
E non sei certo in condizioni di tollerare un’estranea”

Come già si evince dal titolo, gli eventi che accadono sono il pretesto per parlare della differenza che esiste nella società inglese in epoca Vittoriana, dove le donne aspirano a un buon matrimonio per innalzare la loro posizione. Eppure Josephine, nel suo istituto, non vuole fare differenze di genere e tenta di trattare allo stesso livello le insegnanti e gli uomini, ma le tradizioni e l’educazione, si sa, sono difficili da cambiare.

Un romanzo scorrevole, per chi vuole immergersi in un’altra epoca e interrogarsi su problematiche molto attuali. Humor inglese alla Oscar Wilde unito ai toni drammatici esistenziali simili a Shakespeare, di piacevole lettura.

Sceneggiatrice, redattrice tv, copywriter e divoratrice di libri, soprattutto romanzi.

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