Piccole vite infelicci Book Cover Piccole vite infelicci
Stefano Labbia
Narrativa metropolitana contemporanea
Maurizio Vetri Editore
settembre 2018
ebook
90

Giorni nostri. Quattro personaggi in cerca di pace nella quotidianità caotica del mondo (a)sociale del nuovo millennio. Quattro persone si incontrano, si sfiorano, collaborano, vivono, si amano. Poi si perdono di vista, perdono opportunità, occasioni, fanno scelte (talvolta opinabili), si maledicono. Come se niente fosse. Come se tutto ciò che hanno condiviso nel passato recente non avesse alcun valore. Ne emotivamente, nè lavorativamente. Piccole vite infelici parla delle esistenze di Melina, Marco Marcello, Caio Sano e Maya in una Capitale d'Italia glaciale, non per il freddo ma per la nuda e gelida umanità che la anima. Una Roma multiculturale nel 2015 che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti bramosi di essere finalmente valorizzati dall'altro e maledettamente insicuri e complessati nei loro confronti al contempo. Una città, Roma, che sa amarli per poi nascondersi tra le pieghe della sua imponente fragilità, raggomitolandosi su sé stessa per giocare al gatto con il topo con i suoi cittadini tutti. Che l'abitano, la visitano, la colorano. E poi la violentano brutalmente senza alcuna pietà.

“Aveva appena compiuto quarant’anni e da tutti era soprannominato Caio Sano. Caio perché ricordava, seppur di origini toscane, un romano verace, sguaiato, contraddittorio e pigro. Sano perché si professava un ateo – che ce l’aveva col mondo intero – e dunque, secondo la sua coscienza, era uno dei pochi sani in un pianeta di pazzi.”

“Piccole vite infelici” è il primo romanzo di Stefano Labbia, giovane autore romano, anche poeta e sceneggiatore.

Siamo nella Roma del duemila, descritta dalla penna dell’ autore come cinica, fredda, individualista,  incarnazione dei tratti peggiori della società contemporanea, tratti che emergono con molta forza e maestria. Su questo sfondo si intersecano le storie quotidiane dei quattro personaggi protagonisti, vite caotiche, a volte disilluse, a volte apatiche, altre accecate dal guadagno facile, ma tutte vite amaramente “infelici”.

Linguaggio chiaro, lineare, lettura assolutamente scorrevole e coinvolgente.  Un po’ meno a mio avviso per quanto riguarda la sinossi, con un incipit lento e  di non sempre chiari passaggi da un personaggio all’ altro. L’ aggiunta continua, soprattutto nella prima metà del romanzo, di personaggi secondari più che arricchire il testo rischia di confondere il lettore. Anche gli stessi protagonisti vengono a volte descritti con dovizia di particolari eccessivi. Nonostante queste imperfezioni, in “Piccole vite infelici” Stefano Labbia riesce a dare al lettore una ricostruzione spiazzante e disarmante della nostra società “…era semplicemente una donna del nuovo millennio, libera e cosciente di poter agire come gli uomini. Con la possibilità di prendere quello che vuole, quando vuole, come vuole….”, dominata da una continua ricerca di un qualcosa che puntualmente non arriva o meglio non siamo in grado di cogliere.

 

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