Recensioni,  Romanzo storico

Recensione: “Petronilla. La forza del vetro” di Cristina De Bernardis, Parallelo45

Petronilla. La forza del vetro Book Cover Petronilla. La forza del vetro
Cristina De Bernardis
romanzo storico
Parallelo45
31 maggio 2020
cartaceo
167

Una famosa famiglia di vetrai parmensi custodisce, tra i suoi antenati, una donna ribelle e intraprendente: Petronilla.

Per vent'anni condurrà la vetreria Bormioli che, grazie alla sua lungimiranza e determinazione, uscirà dalla crisi ingrandendosi al punto di doversi trasferire da doversi trasferire da San Donnino a Parma.

Rimasta vedova con una nidiata di figli, in un'epoca dove l'imprenditoria era prettamente maschile, nei luoghi e nel tempo in cui regnava l'amata duchessa Maria Luigia, come può Petronilla aver compiuto questa impresa ?

E' quello che l'autrice racconta in questo avventuroso romanzo storico, dove la protagonista affronta, coraggiosamente rivalità, rancori, intrecci amorosi e diatribe famigliari.

“Ricordate la danza dei maestri vetrai che vi ho appena mostrato. Noi facciamo parte di questa magia. Possiamo sembrare fragili…in realtà le difficoltà della vita ci rendono più forti e versatili. Siamo come il vetro: temprati e duttili. Non dimentichiamolo mai”.

 

Le vicende narrate sono ambientate a Parma, nella prima metà dell’800, quando la città era un ducato e vi regnava la duchessa Maria Luigia D’Asburgo. La protagonista, Petronilla, moglie di un imprenditore a capo di una rinomata vetreria parmense di proprietà della famiglia, in seguito ad un violento terremoto, rimane vedova, ritrovandosi completamente sola con i suoi sette figli e l’onere di un impresa da risollevare e gestire in un’epoca dove una donna non poteva esser altro che una moglie e una madre. La sua sarà una strada piena d’insidie, una delle quali avrà luogo dopo l’incontro con Gaetano Serventi, sedicente personaggio che mirerà ad impossessarsi della vetreria usando mezzi subdoli e deplorevoli per arrivare al suo scopo, come il tentativo di sedurre la giovane Virginia, figlia ribelle di Petronilla, il cui rapporto è caratterizzato da scontri ed incomprensioni.

I personaggi principali di questo romanzo sono sostanzialmente tre: Petronilla, matriarca dalla forte personalità che spesso viene scambiata per dispotismo.

“Non è cattiva, lo sai. E’ molto intelligente e determinata….non teme nulla. E se si mette in testa una cosa…”

Ella è madre, ma anche donna, ed essere donna, nella società ottocentesca, significa avere quale unico scopo della vita la cura della propria famiglia; ed è ciò che Petronilla fa, ma a modo suo. Lei vuole prendere in gestione la vetreria della famiglia, simbolo del casato dei Bormioli del quale va molto fiera, per poter garantire un futuro ai propri figli e realizzarsi in quanto imprenditrice, ruolo per il quale si sente tagliata.

Virginia, figlia di Petronilla, è una ragazza bellissima ed indomita; vive un rapporto conflittuale con la madre, caratterizzato da ribellioni, insubordinazioni e provocazioni continue.

“Ho avuto una lite con Virginia, molto più feroce del solito. Lei sta crescendo, ogni giorno si fa più bella, dovreste vederla ne sareste orgogliosa. Rivela però un carattere forte ed ostinato…ora sono io la madre che deve confrontarsi con lo spirito ribelle della propria figlia”

Gaetano Serventi, antagonista della storia, è un personaggio subdolo, che si presenta inizialmente come un amico del defunto marito di Petronilla, con l’unico scopo di indurre la giovane vedova a cedergli l’impresa di famiglia. Serventi è ambiguo, di bell’aspetto e dai modi ingannevoli che userà per tentare di sedurre la giovane Virginia, per poter entrare, attraverso il matrimonio, nella famiglia Bormioli e metter le mani sulla vetreria.

Attraverso le vicende di Petronilla, personaggio per altro realmente vissuto, dalla quale l’autrice ha tratto ispirazione, si evince un forte messaggio: un invito a seguire le proprie reali inclinazioni, ricoprire i ruoli per i quali ci si sente tagliati anziché rassegnarsi ad una vita che altri hanno pensato per noi. Un’altra tematica interessante e molto attuale consiste nella conciliazione della realizzazione professionale della donna con quella famigliare, dal momento che la protagonista è abile imprenditrice, ma anche madre attenta e avveduta di ben sette figli. Emerge, inoltre, un grande senso di appartenenza alla famiglia e l’orgoglio di portarne il nome, che poi è il medesimo della vetreria, destinata a renderlo immortale.

La narrazione è scorrevole e piacevole, i capitoli non troppo lunghi, ma dinamici ed incisivi; si nota una certa cura nella descrizione del contesto storico, frutto di evidente opera di documentazione e ricerca. L’autrice usa una metafora molto significativa ed esplicativa dalla quale poi parte tutto il racconto: il terremoto. Esso ha comportato distruzione e sconvolgimento totale nel paese così come nella vita di Petronilla, che si ritrova a dover raccogliere le macerie di quella che era stata la sua esistenza e ricostruirla daccapo.

Avete mai rinunciato a seguire quella che ritenevate la vostra vera inclinazione solo perché chi vi stava attorno non lo riteneva possibile? A cosa può condurre questa rinuncia? Alla perenne scontentezza o alla ricerca di un’alternativa che vi consenta una vita mediamente soddisfacente ?

 

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