Pesce. la piccola pesca e la sua cucina
Manuale, cucina
Slow Food
2 luglio 2026
cartaceo
256
Volti, storie, esperienze spesso dimenticate spalancano lo sguardo su un mondo antico e importante come quello che ruota intorno al pesce. Dal pescato si giunge poi alla tavola con, regione dopo regione, il meglio della cucina tradizionale che sa come valorizzare pesci, molluschi e crostacei. Il tutto con i toni di Slow Food: rispetto del mare, sostenibilità della pesca, materia prima eccellente e tecniche di cucina della tradizione. Un libro per scoprire un universo affascinante e per imparare a comprare e impiegare i tanti pesci che offre il nostro mare.
“Pesce. La piccola pesca e la sua cucina” è un nuovo volume edito da Slow Food che non si occupa solo di cucina e di alimentazione. Con questo libro si parte per un viaggio che tocca le coste italiane e attracca in 15 località marittime in cui il pesce non è solo un ingrediente da trasformare per rendere gustosi i piatti quotidiani, ma è, soprattutto, uno stile di vita.
La filosofia della sostenibilità che Slow Food insegue da sempre, è riuscita a creare, in queste piccole realtà, piuttosto lontane del turismo di massa della vacanza al mare, dei presidi e delle cooperative che vogliono valorizzare l’ambiente marino e le tradizioni dei lavoratori che per passione, per tradizione e per necessità restano legati all’attività della pesca.
Straordinaria memoria di civiltà marinara
Mano a mano che si sfogliano le pagine e si costeggia la riviera italiana entrando in ogni porto, si nota l’amore e il legame che unisce in modo indissolubile questi uomini a un’attività che riesce ad essere quasi “anacronistica”. Le piccole barche acquistate dalla famiglia, le reti da pesca rammendate alla sera, i vecchi trabocchi in legno, il mercato del pesce nella piazzetta del paese, il legame con la campagna e i prodotti tipici. Tutto molto diverso dalla pesca commerciale e dai soliti pesci che si possono trovare al banco del supermercato.

Mai avrei immaginato di scoprire quanta varietà di pesce può esserci! Per me, che vivo lontano dal mare, non è certo semplice poter beneficiare di questa varietà. Impensabile poter godere dell’acquisto del pescato appena rientrato sul molo, quando il pesce profuma di mare. Un mondo antico, che trasuda cura, amore e tradizione… e fatica. La fatica per una attività che è rimasta una piccola nicchia, resa ancora più difficile dalle normative a da un mondo che richiede velocità e quantità, più che lentezza e qualità.
Le piccole comunità di questo viaggio ci vengono descritte direttamente dai protagonisti che si occupano non solo di pescare, ma anche di tramandare una vera e propria cultura che per fortuna, grazie a realtà come Slow food, vengono in qualche modo preservate e mai dimenticate con la creazione di associazioni, di cooperative e di presidi.
Con barche dai nomi curiosi
Mi hanno meravigliato anche le “parole” del mare e della pesca. Quasi una lingua a parte per definire le tecniche, i materiali e le attrezzature.
Un volume che oltre alle parole riesce ad essere incisivo attraverso le immagini: è senza dubbio anche un viaggio fotografico. Magnifiche immagini di uomini al lavoro, sempre con un sorriso gentile e stanco. Il mare non solo nelle assolate giornate estive, ma anche di notte e quando tempesta. Le casse di pesce, crostacei, molluschi che invogliano alla sperimentazione dopo una chiacchierata sul molo per poter recuperare la tradizione di una zuppetta o di un piatto di spaghetti.
Spiedo, sale, aceto, olio e aglio
Le ricette, tradizionali, con ingredienti del territorio semplici che uniscono i prodotti tipici anche della terra come l’olio, i cereali, i funghi, i legumi chiudono ogni racconto con accenti golosi e profumati di aglio soffritto, di prezzemolo tritato e buccia di limone grattugiata. Ogni ricetta è corredata da specifiche storiche e tecniche per identificare al meglio il tipo di pesce, quando comprarlo, come trattarlo prima di cuocerlo.
Senza alcun dubbio, se capiterà una gita verso le coste italiane, il mio progetto sarà quello di camminare per il porto vecchio e apprezzare in un nuovo modo l’odore che si sprigiona dalle reti da pesca e ascoltare con attenzione i racconti dei protagonisti di una vita che sembra così lontana dalla città, ma è ben più profonda e ricca di eccellenze di quanto si possa pensare.