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Recensione: “Parole che danzano” di Roberto Bolle, Rizzoli

Parole che danzano Book Cover Parole che danzano
Roberto Bolle
autobiografia
Rizzoli
2020
cartaceo
240

La storia intima e profonda di Roberto Bolle.
Una storia narrata in prima persona da uno dei più grandi ballerini del nostro tempo, raccogliendo – in un vocabolario inedito, coinvolgente, appassionato – le parole che hanno dato e danno senso alla sua vicenda artistica, personale e umana.
Una “coreografia” di pensieri, ricordi, sogni, desideri, paure ed emozioni, composta dagli assolo di alcune straordinarie “parole che danzano”.

 

Roberto Bolle: il più grande ballerino di danza classica presente al mondo.

 

Etoile per eccellenza e colui che ha calcato i più prestigiosi palcoscenici del mondo. Un perfetto gentleman come non si vede da tempo nel nostro panorama. Uno showman innovativo poiché ha saputo unire la danza classica allo spettacolo.

Non a caso il suo programma, Danza con me, è un perfetto esempio di come la danza possa armonizzarsi con le più svariate sfaccettature e situazioni della vita. Infatti, a mio avviso, Roberto Bolle, è stato capace di adattarsi non soltanto alla musica della danza classica e alle sue composizioni, ma si è messo in gioco ballando diversi stili, rendendo la disciplina unica nel suo genere.

Tutto questo è Roberto Bolle ma anche molto di più: e ha voluto raccontarlo in un libro che è una sorta di “coreografia”, come egli stesso ama definirlo. Parole che danzano racconta in maniera inedita e particolare i suoi pensieri, desideri, fatiche, rinunce, duri allenamenti e molto altro ancora.

Proprio le parole, che per lui hanno un’importanza enorme, ci guidano in questa sorta di vocabolario dal profondo significato; esse danzano con lui, pagina dopo pagina.

E pagina dopo pagina, parola dopo parola, riscopriamo un inedito Roberto Bolle che si mette a nudo davanti ai suoi lettori e fan: egli esprime tutto se stesso, facendoci comprendere che le rinunce fatte sono state molte, ma che non si è mai pentito di aver scelto la danza come suo unico scopo di vita.

Il suo libro ci ha insegnato, e mi ha insegnato personalmente, che grazie ai sacrifici si può realizzare anche il sogno più impossibile che abbiamo e custodiamo dentro il cuore. Tutto grazie alla forza di volontà, alla tenacia e al coraggio: tutto è possibile! Dobbiamo crederci naturalmente, con ogni fibra del nostro corpo, e lottare per realizzare i nostri sogni.

Roberto ne è un classico esempio: grazie alla sua danza e al suo impegno, costante, ha raggiunto l’eccellenza.

Tra le tante parole che mi hanno profondamente colpito, una in particolare ha per me un grande significato ed è la parola “angelo”. Quello che lui stesso scrive, riferendosi a ciò, combacia appieno con il mio pensiero: infatti dice “… poiché l’angelo rappresenta la luce che combatte il buio, l’energia che combatte l’inerzia. È dentro di noi, è la nostra battaglia interiore, la spinta ad arrivare ad un domani migliore, senza perdere mai l’amore che abbiamo nel cuore“.

Cosa fareste voi pur di raggiungere il vostro sogno?

 

L’autore

Roberto Bolle è nato il 26 marzo 1975 a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Suo padre, Luigi, è meccanico e sua mamma, Maria, una casalinga. Fin da piccolo manifesta la sua passione per la danza mentre guarda i balletti in televisione ed esprime il suo sogno di diventare ballerino. I suoi genitori lo incoraggiano, soprattutto sua mamma, che a sei anni lo iscrive ad una scuola di danza a Vercelli. Quando Roberto ha 11 anni, lo accompagna a fare l’audizione alla scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano, che supera. Nonostante questo non smette di studiare e, grazie a tanti sacrifici, riesce a prendere la maturità scientifica.Dopo aver sostenuto l’esame, entra nella scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e a quindici anni viene notato dal famoso ballerino Rudolf Nureyev, che lo sceglie per il ruolo di Tadzio in “Morte a Venezia“.

Nel 1996, in seguito allo spettacolo Romeo e Giulietta,viene nominato primo ballerino dall’allora direttrice Elisabetta Terabust e ottiene sempre più ruoli da protagonista. Tra i vari balletti lo troviamo in La bella addormentataIl lago dei cigniDon Chisciotte, lo Schiaccianoci e Giselle. Roberto Bolle inizia anche a danzare all’estero e ha l’opportunità di esibirsi al Royal Ballet di Londra, al Balletto nazionale canadese, a quello di Stoccarda e gira i teatri di numerose città europee.

Nel 1999 diventa ambasciatore dell’UNICEF e partecipa a due viaggi, uno in Sudan e l’altro nella Repubblica Centrafricana. Nel 2000 riceve il premio letterario Galileo e nello stesso anno inaugura la stagione del Covent Garden con Il lago dei cigni. Nel 2002 danza per la Regina Elisabetta a Buckingham Palace, in occasione del Giubileo.

Per la stagione 2003/2004 gli viene riconosciuto il titolo di Etoile del Teatro alla Scala.

Nel 2004 balla davanti al Papa Giovanni Paolo II, in occasione della giornata della Gioventù e nel 2006 si esibisce alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Torino, con una coreografia creata da Enzo Cosimi.

Nel giugno 2007 debutta al Metropolitan di New York per l’addio alle scene di Alessandra Ferri e la critica americana rimane molto entusiasta del suo talento. Nel 2009 viene nominato “principal” dell’American Ballet Theatre, dove lavora per la stagione del 2010.

 

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