Ombra in attesa di sole
raccolta di poesie
Infinito edizioni
5 giugno 2026
ebook, cartaceo
100
Affonda le sue radici nella poesia classica persiana questa silloge migrante, che pure arriva a spingersi fino a una modernità assoluta: versi che sono narrazione, riflessione, dialogo, in testi a volte brevissimi e a volte più ampi, a segnare, questi ultimi, la necessità di dire con vastità e lentezza quello che urge da dentro. La vita nella sua terra di provenienza, la decisione della partenza, l’arrivo in una “città straniera”, la condizione di estraneità, le ripetute possibilità di un amore e di una rivoluzione (nel passato), i luoghi della violenza bellica ma anche dell’indifferenza e della precarietà sono i temi – liberi, tanto semplici quanto complessi – trattati in questa raccolta che, come ha fatto il suo autore, percorre il corso del sole, dalle sue sorgenti fino alle nostre terre, per via della ferocia umana. Poesia di migrazione ma allo stesso tempo di uscita dallo stato migrante, per conquistarsi una patria nuova, senza bandiere né nazionalismi.
Credete che la poesia possa veicolare il rimpianto per una terra lontana e farla percepire quanto o più di un racconto?
“Ombra in attesa di sole”, la raccolta poetica di Fazal Rahim Farahi, edita Infinito, è un viaggio emozionale, seguendo la strada battuta del migrante che lascia spesso pezzi di sé nel cammino che lo porta al sicuro, ovunque quel “sicuro” possa diventare casa. La penna dell’autore di origini afghane è intrisa di struggente malinconia, e affonda le radici nella poetica persiana classica.
Sono liriche di fulminante immediatezza, versi che raccontano una storia, a volte in pochissime parole, altre in frammenti più lunghi e articolati. Ma la lunghezza non influisce sul valore: bastano poche parole a Fazal Rahim Farahi per fare arrivare l’eco della sua terra, di strade percorse a fatica, di orizzonti lontani, e poi la meta di quel viaggio tortuoso e difficilissimo che ha portato lui, come tanti altri emigranti, a cercare una nuova geografia che si potesse chiamare casa, senza mai abbandonare le radici. Partire è sì abbandonare il luogo di origine, la propria patria, ma è anche una sequenza di faticosi passi verso un nuovo inizio, doloroso e straziante lo strappo, ma obbligato dalle circostanze.
“Ombra in attesa di sole” è un effluvio di parole che circoscrivono legami, emozioni, momenti, attimi di un passato lontano e speranze per un futuro da ricostruire, senza dimenticare mai chi o cosa si è lasciato indietro. 
“I versi del mio cuore
bruciano l’anima
distruggono il mondo
uccidono i cuori
rovinano i giovani.
Se parlo la lingua si brucia
se mi nascondo nel cuore
temo che le mie ossa brucino
se esco dalla bocca
temo che tutto il mondo bruci.”
La costruzione puramente letteraria delle liriche non ha una metrica prestabilita, sono racconti che si uniscono al dialogo, un far parlare il cuore, o affidare ciò che alberga nell’ anima alla parola scritta, affinché arrivi, penetri, metta radici, in chi le legge. I temi trattati sono semplici eppure intrisi di dolore e distacco, ogni frammento è chiaro, ogni lirica è lo specchio di un’emozione, ma nonostante questo sono argomenti complessi e articolati, dolorosi e toccanti. Il viaggio, intenso come cambiamento, l’Oriente dell’ autore che si incontra e scontra con l’Occidente del suo arrivo, e in mezzo ciò che è stato, ciò che non sarà più, ciò che potrà essere.
Viaggiano le parole dall’ Afghanistan all’ Italia, ci raccontano quanto difficile sia il lasciare andare il passato per cercare un futuro in cui libertà, giustizia, umanità, non siano utopia, o parole bellissime da usare solo in una poesia da affidare al vento, ma radici di una vita che può aspirare alla normalità. “Normalità”, una parola questa non poetica, ma che per chi è in fuga, viene cercata come un’oasi da raggiungere ad ogni costo.
” Chi ha detto che siamo felici qui nel mondo,
chi ha detto che siamo vivi qui,
chi ha detto che l’emigrante è vivo?
L’emigrante è solo un fantasma.
Chi ha detto che solo i morti non tornano indietro?
A volte anche i vivi non tornano indietro.”
Le ombre in attesa di sole diventano emblema, metafora, di chi vive di repressioni, in terre martoriate, e agogna la libertà e la possibilità di esprimersi e decidere, di lasciare l’oscurità per vivere alla luce, e l’autore afgano è riuscito a farmi arrivare l’eco di disperazione, di perdita e anche di ricerca che palpita dalle sue liriche così intense.
” Ombra nostra va’ via da noi,
fa’ di me un viandante di quel mondo.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.