Narrativa,  Recensioni

Recensione: “Oggetti in terapia” di Giovanna Fileccia, Scatole Parlanti

Oggetti in terapia Book Cover Oggetti in terapia
Giovanna Fileccia
Narrativa
Scatole Parlanti
novembre 2019
cartaceo
108

Armando Fieravalli è uno psichiatra affermato. Una sera, ritrova un’agenda su cui anni prima aveva scritto alcuni racconti sulle patologie psichiche di alcuni oggetti quotidiani.

Così si presenta al lettore Penna a sfera, segretaria dello psicoterapeuta Orologio a Pendolo. Il suo datore di lavoro, nelle notti in cui si verificano particolari condizioni, riunisce diversi oggetti per una terapia di gruppo.

Ecco allora, nella forma del flusso di coscienza, le lamentele degli oggetti tra cui Frigorifero, che viene aperto troppo spesso, Divano, su cui i proprietari non fanno che mangiare, e Lavagna, che assiste ad atti di bullismo. Ma poi un oggetto infrange il vincolo di segretezza raccontando la seduta al suo proprietario.

Da qui una serie di avvenimenti porterà il dottor Pendolo e il dottor Fieravalli a incontrarsi, e decidere di avviare una cooperazione tra uomini e oggetti.

 

“«È tempo di andare avanti. Prego, parli pure».

«Dici a me, dottore?»

«Sì, a lei, si presenti e ci racconti perché si trova qui»”

 

Un contesto un po’ bizzarro è quello in cui il lettore si troverà leggendo “Oggetti in terapia” di Giovanna Fileccia. Bizzarro, invero, è già il titolo che, inevitabilmente, fa pensare che ad essere analizzati, per questa volta, non saranno essere umani, ma inanimati. Anche se, forse, il termine “inanimato” non è propriamente corretto. I protagonisti del romanzo, infatti, sono molto più animati degli essere umani. Può sembrare paradossale, lo so. Ma andiamo con ordine.

Un dottore, specializzato in psichiatria, effettua periodicamente delle sedute di gruppo con pazienti che vengono invitati a dare sfogo ai propri problemi e fisime mentali, con il fine di, condividendo il patema con altri che si trovano in simili situazioni, trovare una soluzione e superare la difficoltà. Nulla di diverso, insomma, dalle sedute psicologiche di gruppo. La particolarità della vicenda di cui discorriamo, però, è che i partecipanti alla seduta sono “oggetti” e che chi coordina e gestisce la seduta è un Orologio a pendolo.

Orologio a pendolo antico in quercia di Hermle in vendita su PamonoPosso dire? Un’idea geniale!

Sono quasi convinta che se il racconto avesse avuto come protagonisti degli uomini, non sarebbe stato così magnetico per il lettore. Il paradosso e l’assurdità, misto alla verità e realtà dei problemi che si affrontano, sono stati un abile strumento per appassionare un incredulo lettore. E il fatto che la struttura narrativa sia quasi completamente basata su discorsi diretti, rende la lettura anche scorrevole, piacevole e mai statica.

Le difficoltà in cui sono incappati gli Oggetti (e userò la maiuscola ogni volta che parlerò di loro o di uno, in ossequi alla personificazione presente nella storia) sono molto attuali e, se ci pensiamo, veritiere. Ci sono Frigorifero, che non sopporta di essere aperto in continuazione dagli umani di casa, anche senza motivo, per il sol gusto di guardare cosa abbia al suo interno; Cintura, che è terrorizzata dal fatto di non essere più utile al suo padrone diversamente magro, non avendo più spazio per mettergli a disposizione nuovi buchi che circondino la pancia che cresce a dismisura; Divano, che non tollera il fatto che si stia sempre seduti su di lui, dinanzi ad un televisore, a discapito del dialogo e del rapporto personale in famiglia (per non parlare delle briciole dei pop-corn, che lo esasperano alquanto); Telefonino, che soffre il solletico continuo, provocato dalle dita del suo padrone sul suo schermo…

Poltrona in Stile Luigi XIV - Sedie Poltrone Divani - Antiquariato -  dimanoinmano.itCome noterete, cari Bottegai, ogni Oggetto sottolinea la conseguenza di un nostro agire che, per quanto non crediamo nella possibilità che “anche le cose hanno un’anima”, ci fa riflettere eccome. E vi ho fatto menzione di solo alcuni dei personaggi che incontrerete nella lettura. Una nota di menzione, poi, va a Penna a sfera, fidata e pignola assistente del dottore, che funge anche da narratore della storia, nel momento in cui si passa da un rintocco all’altro,

Eh si, perché ogni capitolo è suddiviso in rintocchi: proprio quelli che fa il Pendolo (dottore) per segnare la fine del tempo dedicato ad un paziente e il passaggio della parola all’altro. 12 rintocchi, ma non 12 capitoli: infatti, dopo aver partecipato alla seduta, veniamo proiettati nel mondo parallelo a quello inanimato, ossia proprio il nostro, dove un altro dottore psichiatra sta lavorando proprio sulla vicenda degli Oggetti in terapia e su una possibile collaborazione tra i due mondi. Possiamo crederci, amici lettori?

Il filo conduttore materiale di tutto è un diario, ma non posso svelarvi il suo ruolo in tutta questa vicenda che vi invito davvero a leggere, sia per gli spunti di riflessione che offre sia per lo stile narrativo, originale rispetto alla classica narrazione. L’autrice è molto agile nel destreggiarsi all’interno del dinamismo che caratterizza l’intero libro.

Attenzione al tempo della narrazione: fate attenzione alle date che troverete come incipit di alcuni capitoli, per comprendere appieno il dipanarsi della vicenda. E attenzione al messaggio, forte e chiaro, che emerge dalle pagine: imparare a prendersi cura dell’altro. Leggendo, apprenderete che l’altro non è solo un nostro amico, parente, conoscente o sconosciuto, ma anche questo smartphone o questo pc che state utilizzando per leggere la recensione.

 

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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