Oci ciornie e altri frammenti
Raccolta
Self-publishing
2025
Cartaceo, ebook
139
“Oci Ciornie e altri frammenti” è il secondo lavoro di Luciana Cerreta, autrice anche di “Bellanima” che abbiamo avuto il piacere di recensire.
Il libro può essere definito una raccolta di pensieri, un racconto di riflessioni ed emozioni.
Inizialmente la voce narrante ci accompagna lungo un viaggio in treno, che sembra essere metafora tra quello che c’era prima e quello che invece ci aspetta.
C’è una suddivisione tra i pensieri di prima, di qualche mese prima e i frammenti del dopo che si snodano invece nel tempo di un’estate.
“Se hai sofferto e non mi hai più cercata a cosa è servita questa sofferenza? Se ri sono mancata e mai, mai hai cercato di dirmelo, tutto il resto non ha più importanza. Noi non ne abbiamo mai avuta veramente.”
“Oci Ciornie e altri frammenti” è un libro che prova ad accompagnarti dentro la testa e l’anima della protagonista che affronta un abbandono, una delusione amorosa.
Ondeggia fra concretezza, presa di coscienza, e ancora speranza, bramosia per qualcosa che ha perduto, che non ha compreso ed elaborato.
“Che colpa ne ho io dell’amore? È che poi mentre parlo e mentre ascolti, mentre muovi e io ti guardo.”
La scrittura di Luciana Cerreta è piacevole, scorre, fila, usa bene le parole. Si parla di pensieri, emozioni, sensazioni che con la sua penna diventano quasi tangibili.
È stato interessante leggerlo nella maniera classica, dall’inizio alla fine, per dare al racconto una cornice temporale e vedere l’evoluzione del flusso emotivo; è stato altrettanto piacevole nella seconda parte poter zampettare da una pagina all’altra e comunque trovarci lo stesso filo che scorre.
Io ho avuto anche la fortuna di leggerlo nella stessa stagione in cui è ambientato, l’estate, e mi è capitato di trovare parole che riflettevano quello che stavo vivendo io in quel momento, come un temporale estivo. Questo per sottolineare la capacità dell’autrice di farti entrare nel vivo del racconto.
Per ultimo c’è un tema che torna ricorrente, la solitudine. Ho trovato interessante i vari modi in cui è stato declinato, una scelta, una necessità, una tortura.
Un libro profondo, da gustarsi nel momento giusto, con il giusto setting mentale che ti permetta di apprezzarlo a pieno.