Narrativa Contemporanea
PAV Edizioni
22 ottobre 2025
cartaceo
119
Cosa successe sul passo Dyatlov il 27 gennaio 1959 dove due ragazze e sette ragazzi furono trovati morti senza una spiegazione logica? Cosa nascondono le viscere della terra nel Kola Superdeep Borehole? C’entra qualcosa il Picchio Russo con il disastro di Chernobyl? Esistono ancora città nascoste in Russia? Quali segreti nasconde la metropolitana di Mosca? Il lago Baikal è l’area 51 dell’est? Per anni, all’ombra del Cremlino, misteri, fatti inspiegabili, dossier di persone scomparse sono rimasti celati negli archivi segreti dell’ex Unione Sovietica, i personaggi di questo libro cercheranno di far luce su alcuni di quegli avvenimenti seguendo le tracce di chi, prima di loro, ha provato a trovare una spiegazione plausibile. Occhi sul colbacco è una raccolta di racconti interconnessi tra loro su eventi inspiegabili e leggende metropolitane che, partendo da fonti certe, si svilupperanno in storie parallele dalla forte contaminazione classica.
Filippo Medici e Stefano Medici sono scrittori che hanno vinto numerosi premi letterari, tuttavia quest’opera targata PAV Edizioni, “Occhi sul Colbacco – Ombre sul Cremlino”, non mi ha convinta per svariate ragioni, che ora spiegherò.
Il romanzo ha un intento chiaro: ripercorrere vicende misteriose e leggende metropolitane legate a vari luoghi, per trattare di come la curiosità umana sia sì un propulsore per le scoperte, ma di come possa, talvolta, sfociare nella hybris, trascinandoci in avventure pericolose e incaute.

Analisi
Gli autori ambientano le vicende in località molto differenti, dagli innevati e freddi monti Urali, alla zona radioattiva di Chernobyl.
Anche se le vicende risultano interessanti da un punto di vista narrativo, ho provato una certa difficoltà a proseguire con la lettura. L’elemento più disorientante riguarda l’uso (o il non-uso) della punteggiatura: sono presenti proposizioni molto lunghe senza l’accenno di una virgola o di un punto.
In alcune parti del libro il registro linguistico non risulta adatto alla storia raccontata, con lemmi molto colloquiali che spezzavano la sensazione di mistero che gli autori si erano proposti di creare.
“Tutti gridarono in coro in pieno slang milanese: “Uè bagai, allora andaam, tac, no zdorovje tac e che lo show abbia inizio, tac”
Durante la lettura di “Occhi sul Colbacco”, ho notato anche diversi errori grammaticali che, in un’edizione curata, non dovrebbero comparire (il “gli” riferito a una donna, per esempio).
I personaggi, inizialmente promettenti e interessanti, perdono progressivamente struttura a causa della mancata analisi emotiva e psicologica, che li rende macchiette superficiali e senza una caratterizzazione profonda.
Trovo che la storia avrebbe potuto giovare molto di un’esplorazione della dimensione introspettiva dei caratteri presentati.
Quest’opera presenta diversi momenti drammatici, la cui presenza è naturale, data la tematica, ma le reazioni dei personaggi risultano talmente superficiali e innaturali da suscitare stupore e una certa ilarità.
L’impressione generale è di storie raccontate con una certa fretta e poca cura, nonostante la base narrativa avesse potenzialità per essere sviluppata in modo più coerente e avvincente.
Consiglierei questo titolo?
In conclusione, consiglierei questo libro? Per come è impostato al momento non mi sento di dire che lo consiglierei, la struttura, il linguaggio e i vari errori grammaticali rendono la lettura poco coinvolgente e, a tratti, difficile.