"Non ti innamorare degli amanti"
Narrativa contemporanea
Bompiani
19 marzo 2025
Cartaceo, ebook, audiolibro
272
“Quando si soffre non c’è tempo per stupirsi, per riflettere. Quando si soffre si soffre e basta.” E nulla sembra poterci salvare, nemmeno i libri: lo sa bene Eva Marsili, che sta lavorando a una nuova traduzione del Conte di Montecristo ma è continuamente distratta dalla sua fame d’amore, che la porta a cercare ciò che desidera nelle persone sbagliate. Quando si soffre si avrebbe bisogno di qualcuno che guidi, ascolti, protegga... Forse è per questo che quando lo incontra, una sera d’estate, nel parco di Villa Sciarra, Eva non ha dubbi: è un Angelo, ed è lì per lei. A differenza di tutti gli altri non vuole nulla se non ascoltarla, appassionarsi alla sua vita, esortarla a cercare, a volere di più. Le dà solo un consiglio, che suona come un ordine: non ti innamorare degli amanti. E lei, ovviamente, non sa rispettarlo... Perché Eva è una donna coraggiosa, disposta a percorrere le tappe del cammino che dall’inferno della dipendenza e della gelosia ci riporta alla cura di noi stessi. È un cammino difficile, ma l’Angelo ancora una volta le dà un consiglio prezioso: leggere poesia. “La poesia non giudica e concede spazio a tutti. La poesia si può comprenderla solo dopo che le cose si sono rotte. Prima no. Prima scivola. Ci vogliono le crepe per farla entrare.” In queste pagine Anna Dalton gioca con le parole e con gli archetipi, scrive un apologo lieve e affilato sul desiderio, sull’amore, sui nostri corpi dei quali non possiamo fare a meno e sulle nostre anime che nonostante tutto anelano a qualcosa di più grande. E mette in scena un Angelo che ha i tratti faustiani di un Lucifero innamorato, capace di salvare dalle onde del disamore la giovane donna che incontra perché “ci sono delle cose che un Angelo fa e che non sapevi si potessero fare. Le fa al tuo corpo ma anche alla tua anima e scopri che, forse, sono la stessa cosa.”
“Non ti innamorare degli amanti” è il nuovo, bellissimo romanzo di Anna Dalton, edito da Bompiani.
È l’ultima sera di luglio, una di quelle sere romane “gravide di possibilità nascoste.”
Recatasi a un concerto senza il suo lui, Eva Marsili incontra lo Sconosciuto che le dà un consiglio:
“Ho detto non ti innamorare degli amanti. È un errore.
Rimasi qualche secondo senza parole.
Poi pensai a uno scherzo di cattivo gusto.
Grazie. Lo terrò a mente. Ma tu chi sei?
Mi stava guardando senza sorridere, calmo. Era uno sguardo curioso, antico.
È importante.”
In questo estratto ho riprodotto esattamente la metrica che utilizza l’autrice per dare ritmo, cadenza e forma poetica al suo testo. I capitoli sono relativamente brevi, alcuni brevissimi, composti solo da alcune frasi, come se la protagonista annotasse i pensieri su un diario.
Lo Sconosciuto ed Eva iniziano a parlare dando l’impressione di conoscersi da tempo e il loro scambio di parole rimane impresso nella mente della ragazza.
Eva Marsili, segno zodiacale Vergine, perfezionista, traduttrice presso La Ladra Editrice, diretta da Enrica, la quale è una grande appassionata di astrologia e, con i suoi consigli astrali, non sbaglia mai.
Qual è il vostro momento preferito della giornata?
Quello di Eva è la mattina presto, quando tutto deve ancora incominciare. Ma dopo un’ora dall’alba e due caffè, la pace è già terminata: “Lui si era svegliato.”
Quante cose si fanno per piacere più agli altri che a noi stessi. Dopo l’incontro con lo Sconosciuto, la protagonista inizia a pensare solo ciò che la fa stare bene. Per caso, in un bar, lo incontra di nuovo e riprendono a parlare esattamente da dove si erano fermati due sere prima, come se non si fossero mai lasciati.
“Quindi, dicevamo, questi amanti?
Sbottai a ridere. Forte. Ogni volta mi prendeva di sorpresa.
Ancora? Non ne ho, ti ho detto.
Ho capito ma pensavo che nel frattempo avessi rimediato.
Ridacchiai ancora. Davvero bizzarro. Non ci ero più abituata. A ridere.” – “Non ti innamorare degli amanti”
Quello Sconosciuto è una ventata di freschezza e di allegria nella vita di Eva prima di perdersi di nuovo nella nebbia della vita di coppia.
La narrazione in prima persona permette al lettore di entrare nei pensieri e nel mood della protagonista.
La sua capa, Enrica, le fa notare che la luna è piena in Vergine, ciò significa che è il momento propizio per dare una svolta alla sua vita. Ma Eva non ascolta il consiglio, continua a vivere la sua monotona esistenza, al fianco di un Lui con un umore altalenante.
“Perché mai avrei dovuto distruggerla? Perdere l’unico legame che avevo? Le uniche sicurezze? E poi aveva ragione lui: non avevamo nessun problema.”
Questa è la convinzione di Eva, anche se lo Sconosciuto le ribadisce che “non sei fatta della stessa sostanza dei martiri.”
Anna Dalton fa una attenta riflessione su quei silenzi, carichi di parole taciute, che popolano una famiglia quando si convive con l’incubo della violenza domestica. L’autrice tratta il tema delle relazioni tossiche, dalle quali non è facile liberarsi ma, quando ci si riesce, si incomincia finalmente a rinascere.
Lo Sconosciuto chiede ad Eva di esprimere un desiderio, che lui lo avrebbe fatto avverare.
“Vorrei che sparisse.
Sicura?
Sì.
Va bene.
Sorrise, come se avessimo firmato un patto.”
Finalmente la ragazza capisce chi è quello Sconosciuto: il suo Angelo.
L’autrice, volutamente, non dà dei nomi ai personaggi maschili. Li distingue dando loro degli epiteti: lo Sconosciuto, l’Angelo, l’Amante.
Il romanzo si compone di tre parti. La prima, Amore, è incentrata sul rapporto di assoluta fedeltà e sottomissione al suo Lui. Nella seconda, Ossessione, Eva riesce ad uscire, non senza difficoltà, dalla relazione, perdendo tutti i suoi punti di riferimento e le sue abitudini. Fa esattamente quello che l’Angelo le aveva consigliato di non fare: si innamora degli Amanti. La terza parte, Desiderio, parla di quell’amore bruciante, insaziabile ma impossibile.
“Guarda i disastri di cui sei capace, Eva.
Tutto da sola sei riuscita a fare.”
Ho trovato in questo libro una vena filosofica. La morale che affiora e che fa riflettere è che “si vive tante volte e si muore tante volte.”
Ogniqualvolta cambiamo lavoro, città, ci separiamo da un nostro caro, muore la persona che eravamo prima e rinasciamo diversi, cambiati. Durante la vita passiamo attraverso tante fasi di morte e di rinascita.
L’esergo di ciascuna delle tre parti è la strofa finale di ognuna delle tre Cantiche della Divina Commedia di Dante. Ciascuna di esse termina con la parola stelle e, forse, il motivo di questa scelta viene spiegata dall’Angelo:
“Sai cos’è il desiderio?
Sì.
La mancanza di stelle.
Allora no, non lo sapevo.
De sideribus, senza stelle. Il desiderio non è la tensione verso una stella sola, ma verso un numero sconosciuto di stelle.”
Chi era davvero l’Angelo? Era come uno specchio nel quale la protagonista vedeva riflessi i suoi pensieri e i suoi desideri.
“Prometti di non abbandonarmi. Io senza di te non posso stare.
Non ti abbandono, no. Ormai sei mia, ricordi?”
Ringrazio tantissimo la CE, Bompiani, per la gradita copia cartacea.
(5 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.