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Recensione: Non pronunciare il mio nome (lui+lui) di Giulia Amaranto

Non pronunciare il mio nome (lui+lui) Book Cover Non pronunciare il mio nome (lui+lui)
Giulia Amaranto
Qlgbt
Self published
15 gennaio 2019
eBook e Cartaceo
70

Cosa è successo a Goran Modrić, affascinante divo della televisione, che si è ritirato improvvisamente dalle scene? Nessuno lo sa, ed è diventato un mistero di cui si parla molto.
Un giorno il giovane chef Manuel viene assunto proprio da Goran, con il compito di cucinare e poi uscire immediatamente dalla casa. Manuel, per contratto, non dovrà mai rivelare per chi lavora, e neanche potrà mai incontrare Goran, che vive segregato in una stanza. Goran e Manuel si parlano solo attraverso la porta chiusa, ma un giorno accade qualcosa che fa nascere una travolgente passione erotica fra i due. Ma ciò che è accaduto a Goran rischia di far precipitare tutto...

 

 

Io faccio il cuoco, non sono uno psicologo, per cui se ha un problema cerchi di risolverlo senza addossare le colpe agli altri!

Come sempre la  Amaranto predilige racconti lunghi che ti lasciano senza parole.
Come nel precedente “romanzo” – Amami prima che vengano a prendermi – ci troviamo davanti ad un racconto intenso con un finale troppo veloce e inaspettato.
La prima parte, nella quale l’autrice introduce i due protagonisti ma senza mai scendere in particolari fisici, è molto ricca di dettagli, sembra un controsenso ma solo leggendo potrete capire a cosa mi sto riferendo; la seconda sembra scritta di corsa, non si ha il tempo di assaporare un accadimento che subito si viene catapultati nella scena seguente e questa rincorsa toglie pathos e, secondo me, appiattisce il racconto.

 

Se pensa di prendersi gioco di me, può anche andare a farsi fottere, il bastardo!!! Non gli darò questa soddisfazione! Domani non mi presenterò, e nemmeno dopodomani e l’altro giorno ancora: lo farò cuocere nel suo brodo!

 

L’idea di utilizzare un “diario” per raccontare la storia di Manuel e Goran è interessante  ma il risultato, a causa della frettolosità del racconto, rende quasi asettico il rapporto tra i due protagonisti: il loro primo incontro, e altre scene molto importanti vengono riassunte in poche righe impedendo, a mio modesto parere, di entrare in sintonia con Manuel e Goran e a comprendere meglio quanto sta accadendo.
Come ho già scritto nella precedente recensione di un libro della Amaranto, non amo recensire questa tipologia di romanzi, a causa della difficoltà di raccontare e commentare senza accennare alla trama stessa, ma devo riconoscere all’attrice la bravura di condensare in poche pagine dei racconti con una trama molto interessante che meriterebbero di essere sviluppati.
Da segnalare che della stessa autrice esiste, e con lo stesso titolo, la versione lei+lei, dove ipotizzo la storia sia simile ma con due protagoniste femminili.

Lo so bene che mi odi perché non ti parlo di quello che mi è successo. Vorresti sapere tutto, e forse arrivati a questo punto ne avresti anche il diritto. Ma devi accettare il fatto che non lo farò. Né adesso, né mai.

Giulia Amaranto

 

Giulia Amaranto, pugliese di nascita e marchigiana d’adozione, scrive da molti anni ma ha iniziato a pubblicare i suoi lavori solo dall’aprile del 2016.

Ha pubblicato diversi racconti erotici e romance. Uno di essi, È così strano amarti, diventato un piccolo successo su Amazon, è stato ripubblicato sotto altro titolo (“Un amore senza zucchero”) da YouFeel, collana di Rizzoli.

 

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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