Non lasciar cadere il cielo
Narrativa contemporanea
IoScrittore
dicembre 2018
ebook, cartaceo
264
Sopportare ogni avversità, riempire ogni vuoto, annullare ogni distanza; afferrare la propria esistenza con dolce tenacia, senza farsi atterrire dagli strappi della vita e dalle vicende della Storia. Tanto può una donna quando ama. Agata è stata rapita dagli occhi e dalla voce di Carlos, brillante diplomatico brasiliano di vent'anni più grande, nel sole di Napoli, durante gli anni fatui, appena prima della catastrofe della Grande Guerra. Accetta con entusiasmo di seguire quest'uomo avvenente e determinato a Rio de Janeiro, in un mondo lussureggiante e sensuale, per costruire una vita che non potrà che essere ricca e baciata dalla fortuna. Ma proprio con la fortuna Carlos ama troppo giocare; in una notte di gennaio, la bella casa, i giorni quieti e agiati precipitano in un vortice scuro e tutto si spezza. Carlos ha perso, Carlos deve fuggire per non essere ucciso, per non mettere in pericolo la sua famiglia, portando con sé il figlio maggiore Joao. Nello spazio di una notte un destino si compie: Agata, con i due figli più piccoli, dovrà riannodare uno per uno i fili recisi della sua trama. Sarà costretta ad attraversare, di nuovo e a ritroso, il grande oceano che aveva bagnato i suoi sogni e la sua speranza. Napoli tornerà a essere il suo mondo, dove crescere i figli rimasti e provare a dare un senso a quel vuoto così grande. Carlos e Joao verranno invece inghiottiti dalla grande foresta, il Mato Grosso, dove lo spirito del mondo è ancora primordiale. A cavallo di un'epoca crudele, foriera di guerre e terribili sofferenze, sospesa tra due mondi tanto lontani quanto simili per vitalità e ricchezza umana, una potente saga familiare, descritta e sorretta dal grande cuore di una donna.
“Perdonatemi amore mio se il senso di colpa è stato più forte dell’amore. Se mi ha vinto un mondo senza tempo dove io potevo essere di nuovo buono. Sono stato un primitivo in una natura immensa.”
La trama è interessante, una donna che cerca di superare avversità, distanze e imprevisti senza lasciarsi sopraffare dall’angoscia e dalla tristezza.
Una donna che sorregge tutta la storia grazie al suo grande cuore e all’amore incondizionato che prova verso un uomo e la sua famiglia.
La prospettiva era decisamente buona: trama che attira, ambientazioni interessanti, curiosità alle stelle.
Apri il libro… anzi, no.. accendi l’e-reader e inizi la lettura.
L’inizio è interessante, le pagine scorrono bene, non ci si perde in troppe descrizioni che restano per buona parte del libro essenziali ma non scarne; l’episodio che fa capire la piega della storia è scritto bene, anche se non ho compreso (e non l’ho compreso tutt’ora a fine romanzo) il motivo per cui Carlos, il marito di Agata porta con sè il figlio maggiore ma è un mio punto interrogativo a cui non avrò risposta.
Poco a poco scopri la vita di Agata, parte del suo presente e sempre più parti del suo passato e ti rendi conto che è sia una donna forte che delicata, perchè le vicende che si susseguono la portano ad essere forte, ma è solo grazie all’amore che conserva quel suo lato dolce e delicato che la caratterizza.
Da Napoli si ritrova in Brasile per poi dover tornare a Napoli con i due figli rimasti ma senza aver abbandonato la speranza di poter rivedere suo marito e suo figlio, speranza che porterà avanti per tutto il romanzo.
Carlos è un uomo particolare, innamoratissimo ma allo stesso tempo tanto debole quando si tratta di giocare; non pensando ai rischi, quando avrà fatto la più grande delle cavolate, si ritroverà a fare i conti con la realtà e con ciò che realmente perderà ritrovandosi nel nulla più assoluto per anni e anni.
L’amore di Agata è qualcosa che alcune potrebbero definire “ingenuo” o addirittura senza senso perchè “come fai ad amare ancora un uomo che perde tutto e sparisce?”, ebbene, lei ci riesce, lei continua a farlo anche quando nessuno attorno a lei (figli compresi) ci spera più.
Il tempo passa, i figli crescono e lei va avanti, crea una piccola attività, coltiva amicizie, aiuta i figli oramai cresciuti e mantiene sempre la sua naturalezza e speranza anche quando la guerra oramai sta distruggendo Napoli.
La parte in cui si parla della guerra l’ho trovata molto ben descritta, dà una visione realistica ma non cruda di ciò che accadeva in quegli anni e mi ha colpita la descrizione dei bombardamenti e delle sensazioni che provavano i personaggi, oltre alla totale diversità di chi era in Brasile e non conosceva affatto la realtà della guerra.
Tutto questo rende il romanzo scorrevole, leggibile anche da chi come me predilige altri generi, ma posso dire che è una storia interessante.
Ma.. eccomi con i miei soliti “ma”… manca qualcosa, se la narrazione è scorrevole, la storia è interessante, i personaggi e le ambientazioni sono descritti bene e senza troppi fronzoli, il fulcro della storia è presente e si capisce… il contorno ha qualcosa che manca, oltre a qualche buco (uno detto sopra e l’altro che non posso dirvi per non svelare troppo).
Per tutto il romanzo ho aspettato arrivasse quel momento che ti fa sospirare o ti smuove qualcosa, una sensazione qualsiasi, invece è mancato.
La conclusione invece quasi me la aspettavo anche se un pò frettolosa secondo il mio punto di vista.
Lo consiglio come lettura piacevole e interessante ma non posso dare più di 3 stelle (e mezzo) perchè quel qualcosa che secondo me è mancato lo avrebbe fatto schizzare a 5 stelle.
Buona lettura!

Vera Puoti, nata a Napoli, laureata in lettere, è stata redattrice presso l’Istituto Geografico De Agostini. Pittrice (www.verapuoti.it), blogger (www.ilgiornochece.blogspot.com) e scrittrice (Cuoreparlando, raccolta di poesie e immagini digitali; qualche racconto, come Trincea per Famiglia Cristiana). Vive a Roma con il marito. Questo è il suo primo romanzo.