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Recensione: “Non fidarti della notte” di Maria Teresa Steri, Self-publishing

Non fidarti della notte Book Cover Non fidarti della notte
Maria Teresa Steri
Thriller psicologico
Self-publishing
27 febbraio 2021
cartaceo, ebook
254

Con una telefonata Dalia viene catapultata nel passato.

A chiederle aiuto è Gabriele il suo ex marito, un uomo affetto da disturbi psichici che non sente da anni.

Pur combattuta accetta di incontrarlo e scopre che una donna è stata uccisa nello stesso quartiere dove vive Gabriele.

Un delitto che Gabriele ha visto nei suoi sogni. Dalia però non crede molto al marito perché conosce a fondo i suoi problemi. Nonostante i dubbi sulla sua innocenza e i fantasmi del passato che continuano a tormentarla decide di aiutarlo.

Recensione di

Non fidarti della notte

Dalia e Gabriele sono separati da quattro anni e, adesso, lei vive e lavora, come segretaria, con il fratello Pietro, che è uno psichiatra. Ma una sera, inaspettatamente, Gabriele le telefona per chiederle aiuto. Le racconta che una ragazza di nome Irene è stata uccisa e vuole che Dalia lo raggiunga perché si sente confuso.

Dalia non corre subito da lui perché sa che Gabriele, alcune volte, non distingue la realtà dalla fantasia perché ha dei problemi di natura psichica. Dopo averci pensato un po’ va da lui. Gabriele si è trasferito nella casa dei genitori, ormai defunti, in un quartiere chiamato il Borghetto. Un luogo di villeggiatura che, in autunno, è quasi deserto; dove vivono poche persone, tra cui delle suore in un convento e delle donne che, per vari motivi, si rifugiano nella “Residenza Magnolia”.

Irene, la ragazza uccisa, faceva parte di questa comunità. Dalia si fa raccontare da Gabriele l’accaduto: tra la testimonianza del marito e le “lezioni” fraterne sul significato psicoanalitico dei sogni, dovrà scoprire la verità su quanto accaduto. A rendere più accese le riflessioni e gli animi, poi, ci sarà Marta, sbucata dal nulla nella vita del suo ex marito.

Cosa dire di questo thriller?

A me, che non sono una grande appassionata del genere, è piaciuto molto. I personaggi sono molto complessi, e mi riferisco sia ai protagonisti che ai personaggi secondari.

La storia è quasi tutta al femminile: troviamo donne forti, donne cattive e donne che sembrano ingenue, ma che al momento giusto riescono a tirare fuori un bel carattere. La suspense non manca e vi posso assicurare che niente è come sembra e tutto può cambiare nel giro di una pagina…

Ma Non fidarsi della notte non è solo un thriller; è anche un romanzo, dove i sentimenti e le proprie convinzioni vengono messe a dura prova. Dalia e Gabriele sono due personaggi che ci fanno anche riflettere sul pregiudizio che si ha nei confronti delle malattie psichiche. Si pensa sempre che le persone affette da questi disturbi siano incapaci di relazionarsi con gli altri. Ma non ci rendiamo conto che, alle volte, sono gli occhi di chi si auto-definisce “normale” a dover indossare occhiali più adeguati ad osservare e comprendere l’altro.

In questo libro, Dalia parla e pensa a Gabriele, in quanto persona, oltre che alla sua malattia, che le viene ricordata solo dagli altri. Lei non vuole fare altro che rendere “normale” una persona che tale non è considerata.

Assegno cinque stelle perché per me le merita tutte.

Siete curiosi di scoprire chi ha ucciso Irene? E soprattutto perché?

I sogni possono essere premonitori?

Buona lettura.

 

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