Non chiamatemi Jessica Fletcher
No serie
giallo
Rizzoli
29 aprile 2025
e book e cartaceo
324
«Chi potrebbe avere interesse a rubare qualcosa che come valore più grande ha quello affettivo?» Un nuovo mistero avvolge Mestre. Dopo un primo furto "illustre", impensabile e rocambolesco, che coinvolge acrobati ungheresi e monaci tibetani e che scardina gli equilibri internazionali, gli abitanti della città vengono investiti da un'ondata di altri furti - piccoli, ma inarrestabili. Dalla zia Rosanna a Piercoglione, non si salva nessuno. E tutti, prima ancora di rivolgersi al commissario di polizia Salvatore Lo Cascio, chiedono aiuto ad Alice Guerra, influencer mestrina con un passato (recentissimo e turbolento) come investigatrice improvvisata. Ma questa volta Alice non ne vuole sapere di vestire i panni del suo idolo Jessica Fletcher perché, orgogliosamente muso da can, vorrebbe stare sola e tranquilla sul suo divano. E invece prima viene travolta dall'arrivo inaspettato della sua ex migliore amica d'infanzia, Vespasiana - in piena crisi dopo essere stata abbandonata da una famosa popstar con cui è stata fidanzata per anni - e poi, suo malgrado, nella vicenda dei furti ci finisce in pieno. Lo Cascio ha comunque parecchio da fare. Con i capelli sempre più fuori controllo, ha il terrore di rispondere al telefono, preoccupatissimo che a chiamarlo possa essere il Dalai Lama, l'FBI oppure Alice... Intanto lei, in bilico tra una fortissima attrazione nei confronti del bel commissario siciliano e la più grande incazzatura degli ultimi anni, fa di tutto per aiutare Vespasiana e in qualche modo accetta anche di occuparsi dei misteriosi furti. Perché sa cosa significa perdere ciò a cui si tiene di più. Che sia un amore, un'amica o un pacco di Pan di Stelle. Tra incontri imprevedibili e vecchie conoscenze, una commedia esilarante, un giallo arguto, una storia profondissima.
Mestre sta per avere finalmente il suo momento di gloria di fronte al mondo intero. La famosa Monna Lisa sta per arrivare proprio a Mestre e l’intera città è in gran fermento. Anche Alice, Vespasiana, la Zia Rosanna e le sue amiche maranteghe con i vecchietti del bar sono pronti. Dov’è finita la Gioconda? C’è un ladro che si aggira per le vie di Mestre e bisogna capire chi è. Lo scopriremo in “Non chiamatemi Jessica Fletcher”
Torna con il suo secondo libro la fantastica e irresistibile Alice Guerra.
La storia è narrata in prima persona da Alice stessa e questo contribuisce notevolmente a rendere l’intero libro molto personale. Il linguaggio utilizzato è semplicissimo e comprensibile da tutti anche nei vari momenti in cui esce il dialetto veneto. Il ritmo è abbastanza veloce e di certo non annoia.
Alice Guerra, influencer veneta di successo, ci conduce ancora una volta tra i viali della sua Mestre.
Dopo aver risolto il caso della scomparsa del povero Luigino, non vede l’ora di spaparanzarsi in divano in compagnia dei suoi gatti e del cane Ettore a guardare Netflix e mangiare Pan di Stelle.

Alice, però, non può mai stare tranquilla. Vespasiana, un’amica di infanzia la contatta all’improvviso dall’America e ben presto Alice si troverà a condividere la casa con lei.
Mentre la convivenza continua, una serie di strani furti vengono commessi in città. La Monna Lisa, i bovoletti della zia Rosanna, le foto della Ornella e della Teresian e molto altro.
Non si tratta di semplici e innocenti furti, o meglio all’apparenza sembra così, ma non lo è. Il ladro che si aggira per Mestre sta rubando oggetti personali, importantissimi per le vittime. Sta rubando pezzi di vita e ricordi.
Alice non può proprio stare ferma a guardare e con l’aiuto di tutti inizia nuovamente ad indagare.
A proposito di indagini, anche il Commissario Lo Cascio è coinvolto in queste indagini anche se con il furto della Gioconda ha ben altro a cui pensare.
Una storia ironica, ma soprattutto autoironica che aiuta davvero a riflettere e a guardare dentro di noi.
Alice con i suoi libri, ma anche con i suoi video ci fa vivere un pezzetto della sua vita ed è proprio questo che piace di lei. E’ autentica, vera, mai costruita.
“<< Dai un cazzo. Mi hai fatto male. Tu non capisci che questi per me non sono dei video di merda. Io ci metto il cuore in quello che faccio, la mia ironia è stata l’unica cosa che mi ha aiutata a sopravvivere e a non finire ricoverata per un TSO. Non sono Belen Rodriguez, in amore sono sfigata come non so cosa, ho un sacco di altri problemi che non sto qua a dirti, almeno non rompermi i coglioni sul mio lavoro che è l’unica cosa che mi va bene… E tu ci hai sputato sopra, senza preoccuparti di nulla.>>
Fiera delle sue origini Venete, non perde occasione per sfoggiare il nostro meraviglioso dialetto (siiii sono venta pure io!!!) e parlare della nostra bellissima terra.
Un giallo non giallo, molto comico e introspettivo che vi conquisterà fin dalla prima riga Ma Jessica Fletcher? Lo scoprirete leggendo.
5 stelle.
E voi lettori, riuscite ad essere ironici, ma soprattutto autoironici?