Ninnananna perfetta
Thriller
Newton Compton Editori
8 aprile 2025
cartaceo e-book
320
Da quando è nata mia figlia Isa, ho vissuto dei momenti di difficoltà. Non ricordo nulla e ho la mente annebbiata. Quindi non appena mio marito Ned mi ha suggerito di assumere una tata, ho colto al volo l'occasione. Quando entra in casa le sorrido, sollevata che sia finalmente arrivata. Poi noto i suoi occhi: il colore dell'ametista. Un ricordo mi attraversa, ma prima che riesca a comprenderlo è già scomparso... Vedo Ned che le parla all'orecchio mentre lei gli tocca il braccio. Un brivido mi percorre la schiena ma cerco di scrollarmelo di dosso, certa che la mia mente mi stia giocando brutti scherzi. So che ho disperatamente bisogno dell'aiuto di quella donna. Tutto cambia il giorno in cui trovo la mia bambina a faccia in giù che fa fatica a respirare. Urlo mentre la abbraccio forte e lei piange, sotto shock. Per un attimo sono inondata dal sollievo, Isa sta bene. L'attimo dopo, però, mi paralizzo: Ned è dietro di me... Lo guardo nei suoi profondi occhi castani e me ne rendo conto subito: pensa che sia stata io. Devo capire cosa sta succedendo per proteggere la mia bambina. E' tutto solo nella mia testa o qualcuno sta cercando di distruggermi?
“Non preoccuparti, Ava. Tua figlia è al sicuro con me. Mi prenderò cura di lei come se fosse mia” da “Ninnananna perfetta” di Nelle Lamarr
“Ninnananna perfetta“, un thriller psicologico che vede come protagonisti un uomo, due donne e una neonata. Una coppia di neo genitori in difficoltà assume una tata notturna per gestire la piccola Isa durante la notte. Il parto è stato difficile e la giovane mamma è ancora sofferente. La puericultrice è una donna bella, intraprendente, assai qualificata e con eccellenti referenze. Praticamente perfetta! Ma la perfezione, si sa, non esiste e la famiglia Sinclair lo imparerà presto a proprie spese…
“Questa sarà la prima notte in cui mia figlia dormirà lontano da me. E’ pronta? E io sono pronta?”
Ned e Ava sono sposati da poco più di un anno. Vivono a Los Angeles in un quartiere esclusivo e periferico. La loro villa è immersa nel verde con vista sull’oceano.
Ned è titolare di una nota agenzia di produzione cinematografica. Lavora con Gabe, suo socio e migliore amico. Sono entrambi uomini giovani, sportivi e attraenti. Gabe è cresciuto in una famiglia numerosa e tradizionale che gli ha insegnato valori come l’onestà, l’importanza dei legami affettivi, il rispetto e la collaborazione. E’ infatti dolce e gentile. Ned invece è orfano, i suoi genitori erano ricchi e famosi, in particolar modo la madre che era una nota star di origini francesi. Avevano un rapporto molto stretto, la ricorda come una donna bellissima e di gran classe. Non può far a meno di paragonare tutte le donne che incontra a lei e nessuna regge il confronto. Idolatrato e viziato, cresciuto tra gli agi ha imparato ad amare le comodità e il lusso. E’ freddo, competitivo e ambizioso. E’ assolutamente impreparato al ruolo di padre.
“Vincere è tutto, dunque perché mi sento un perdente?”
Ava è la moglie di Ned. E’ stata un’arredatrice di interni prima di avere Isa. Una ragazza molto graziosa e creativa, dai modi eleganti e discreti. Dietro il suo dolce sorriso nasconde tanta insicurezza dovuta all’esser cresciuta con una madre anaffettiva e invadente. Tutto il suo disagio esplode con la maternità. Il suo corpo è cambiato e lei non riesce a piacersi. Il parto è stato complicato e debilitante, si sente fragile e dolorante. Non riuscire ad occuparsi di sua figlia e della propria persona la porta a dubitare di sé fino all’esasperazione.
Marley è un’esperta puericultrice. E’ disinvolta e rassicurante come può esserlo solo una persona sicura e consapevole del proprio valore. Conosce i dettami della psicologia infantile oltre che tutte le dinamiche familiari dei neo genitori. Riesce a indovinare i bisogni di ognuno di loro e risolve con semplicità quei problemi quotidiani che mettono in crisi Ava. La giovane inoltre ha sempre un sorriso luminoso sulle labbra, dei capelli biondissimi sempre in ordine e un fisico invidiabile. Gli unici momenti di disagio sono quelli in cui qualcuno le chiede di sé e del suo passato, la creatura socievole e disponibile che è lascia spazio ad un’altra più schiva e guardinga pronta a cogliere una scappatoia.
“Secondo me, sotto quell’uniforme bianca c’è un cuore nero”
Un thriller avvincente nonostante la trama non sia particolarmente originale. I personaggi si alternano nel raccontare se stessi, ciò che vivono nel presente e ciò che hanno vissuto nel passato. Sono ben caratterizzati ma si svelano poco alla volta conferendo suspense alla storia. Il ritmo è rapido anche grazie alla semplicità del linguaggio e alla fluidità dello stile privo di digressioni e con pochi ma necessari salti temporali. I ruoli sono ben chiari quasi da subito e le tematiche interessanti. Quella centrale consiste nelle conseguenze delle relazioni familiari sulla vita e sulle scelte dei personaggi.
Quanto è influente il rapporto con la madre sul destino di un figlio? La figura materna è ampiamente rappresentata in molte forme: amorevole, anaffettiva, ingombrante, irraggiungibile, protettiva, ferita e calpestata. Il tema è affrontato in modo interessante se pur esasperato, ma se così non fosse non sarebbe potuto essere soggetto per un thriller.
“Non mi autodistruggerò più, non mi lascerò più andare. Non permetterò a niente e a nessuno di annientarmi”
Ho affrontato la lettura di Ninnananna perfetta in breve tempo poiché mossa da curiosità alimentata dall’autrice che ha appositamente seminato indizi qua e là. Il finale avrebbe potuto rivelarsi scontato mentre invece, con sommo piacere, si è verificato quel colpo di scena in grado di rimettere in discussione ogni ipotesi da me formulata. Una rivoluzione della storia con risvolto inaspettato, ma non voglio dire altro per non incorrere nello spoiler.
A volte si crede di aver capito tutto per poi scoprire di essere andati in una direzione sbagliata e l’autrice mi ha colta decisamente di sorpresa.
Vi è mai accaduto?