Nicaredda
Thriller poliziesco
Morellini Editore
28 Novembre 2025
Ebook, Cartaceo
241
Una nuova indagine per Rosario Granata e Mario Lombardo che stavolta si svolge tra Lampedusa e Tunisi alla ricerca dell’assassino del clown Jean De Bar, artista del Grande Circo Darix Togni approdato di fortuna sulle coste dell’isola, e quello di una ragazza sconosciuta ritrovata morta sulla spiaggia. La prima cosa da scoprire è se questi due omicidi hanno qualcosa in comune; e se sì, cosa.
Siamo sul finire del 1949 e i mafiosi cominciano a tornare a prendere possesso della Sicilia a pieno, grazie anche a un radicale e più favorevole cambiamento nello scenario politico. Al contempo, gli aristocratici continuano a lasciare le terre incolte, con il favore della polizia che reprime le lotte contadine, e a interessarsi a posti apicali delle amministrazioni pubbliche per mantenere lo status quo.
E mentre sulla piccola isola di Lampedusa poveri pescatori assistono sornioni alle indagini di Granata, nella splendida Trapani, Benedetta, una giovane cameriera, riesce a farsi benvolere dai padroni di casa, muovendo i primi passi di una carriera che la porterà lontano. Nicaredda è il secondo romanzo di un ciclo ispirato agli elementi, qui ritroviamo l’acqua a permeare il racconto, così come la terra lo era per “La morte della Romanziera”. Ognuno di essi è simbolo della potenza della Natura che travalica l’umano e ne guida il destino.
“Nicaredda“, di Marcella Formenti, è un thriller poliziesco suddiviso in 34 capitoli più i ringraziamenti. Il libro è disponibile sia in formato Ebook che cartaceo; quest’ultimo si presenta con una copertina flessibile molto curata. Purtroppo, però, non posso dire lo stesso del contenuto. Per un buon 50%, la narrazione si perde in infinite descrizioni dei personaggi, dei luoghi e degli spettacoli circensi. Questo eccessivo dilungarsi porta inevitabilmente alla noia, specialmente in un thriller poliziesco dove la tensione dovrebbe restare sempre alta. Al contrario, per metà libro la lettura risulta lenta e faticosa.
Personaggi e Stile
Il Protagonista: Non sono riuscita a farmelo piacere sin dall’inizio. Non apprezzo i personaggi che tendono a piangersi addosso continuamente e il poco carattere dell’ispettore risulta fin troppo prevedibile a causa delle descrizioni ridondanti.
I Dialetti: Un punto a sfavore sono i dialoghi scritti interamente in siciliano. Hanno interrotto il ritmo della lettura, costringendomi a fermarmi su parole di difficile interpretazione e a cercare di dare un senso alle frasi, data la scarsa presenza di traduzioni.
Incongruenze: Ho notato una certa piattezza nei protagonisti. Forse il personaggio più intrigante è Benedetta, anche se avrei preferito evitare una sua specifica azione, che ho trovato fuori luogo. Inoltre, ho riscontrato una forte incongruenza tra Rosario e Mario: presentati come avversari per metà libro, si comportano in modo opposto al loro primo incontro, con una giustificazione che non ho trovato credibile.
«All’aneme e chitestramuort! Chillu strunz e patet e chella granda zompapereta e mammeta! Tutt’ ‘e ddoje song duje mmerde sicch. E tu, tu, si pegg’ ‘e lloro, pisce cornut…».
Le Indagini e il finale
Le indagini di Rosario Granata e Mario Lombardo appaiono superficiali e frettolose; manca una vera strategia d’azione e tutto sembra risolversi per pura casualità. Il finale è, a mio avviso, uno dei peggiori che abbia mai letto: non solo non lo trovo coerente con il genere poliziesco, ma concentra la risoluzione in pochissimi capitoli. In questo frangente viene inserito un tema delicato e importante come quello del traffico di esseri umani, trattato però con una superficialità allarmante.
In conclusione, purtroppo, non mi sento di consigliare questo libro. Forse potrebbe risultare più scorrevole per un lettore siciliano, che avendo padronanza del dialetto, almeno non troverebbe ostacoli nella comprensione dei dialoghi
