Nella casa delle ossa
Thriller
Newton Compton Editori
11 novembre 2025
Cartaceo e eBook
512
La città di Aberdeen è pronta a bruciare, e tutto ciò che serve è una sola scintilla... L’ispettore Logan McRae deve fare in modo che questo non accada.
Non alimentare le fiamme a meno che tu non voglia bruciarti…
Nel calore di un’estate torrida, la polizia di Aberdeeen sta lottando: metà degli agenti è in malattia, tutti i congedi sono stati cancellati, qualcuno ha dato fuoco a un hotel pieno di migranti e c’è una massiccia marcia di protesta in corso. Gli agenti cadono come mosche e l’ispettore Logan McRae è costretto a destreggiarsi tra i casi e a gestire un’importante indagine per omicidio con uno staff ridotto all’osso. Non aiuta il fatto che l’«Aberdeen Examiner» sia stato appena acquistato da Natasha Agapova, una magnate dei media scandalistici decisa a incolpare la polizia locale di tutto. E che sembra più che felice di spargere benzina sul fuoco. Ma, per quanto già lo scenario sembri terribile, tutto sta per diventare molto, molto peggio...
Un sole implacabile soffocava il parcheggio alle spalle della Tillydrone Library, facendo luccicare l’asfalto appiccicoso e l’erba, di una tinta inaridita tra il giallo il verde verdastro. Gli alberi parevano sfiniti dal perdurare di un’insana estate di Aberdeen. C’era quell’odore intenso di polvere surriscaldata.
“Nella casa delle ossa” di Stuart MacBride (traduzione di Paola Vitale), edito da Newton Compton Editori, è un thriller cupo e “disturbante” che conferma lo stile duro e senza compromessi dell’autore.
La narrazione non sempre riesce a mantenere un equilibrio efficace tra tensione e costruzione della storia. È un romanzo che colpisce, ma che lascia anche spazio a diverse riserve.
Fin dalle prime pagine si percepisce che non sarà una lettura rassicurante: l’atmosfera è opprimente, carica di tensione e di un senso costante di pericolo che accompagna il lettore fino alla fine.
La storia prende avvio da un’indagine complessa e inquietante, legata a una serie di eventi violenti che sembrano avere radici profonde e oscure. Gli investigatori si trovano a confrontarsi non solo con un caso difficile da decifrare, ma anche con un ambiente ostile, fatto di segreti e verità scomode. Man mano che l’indagine procede, emerge un quadro sempre più inquietante.
Uno degli elementi più riusciti del romanzo è senza dubbio l’atmosfera. MacBride costruisce un mondo freddo, a tratti soffocante, in cui la violenza è cruda. L’autore è estremamente abile nel creare ambienti soffocanti e nel trasmettere un senso costante di disagio. Tuttavia, questa
scelta stilistica diventa anche uno dei limiti del romanzo. L’insistenza su toni cupi, violenza e degrado rischia a tratti di appesantire la lettura, rendendo l’esperienza emotivamente monotona invece che crescente.
Esisteva qualcosa di più eccitante che non fosse entrare in casa di qualcuno in piena notte? Andare di stanza in stanza, al buio. Toccare i loro oggetti speciali, segreti e privati…
Ovvio che non c’era.
Andrew si fermò sull’ultimo gradino, in ascolto.
La trama, pur interessante nelle premesse, procede in modo talvolta prevedibile. Alcuni passaggi sembrano allungati più del necessario, con ripetizioni di situazioni e dinamiche investigative che non aggiungono molto allo sviluppo della storia. Il ritmo ne risente: alterna momenti di buona tensione a fasi più lente che spezzano il coinvolgimento.
Anche i personaggi, sebbene realistici e ben caratterizzati, finiscono per rientrare in archetipi già visti nel genere: sarcasmo come difesa emotiva, conflitti interiori accennati più che davvero approfonditi.
“Nella casa delle ossa” è un thriller solido, ma imperfetto. Funziona bene per chi cerca un noir duro, senza concessioni e con un forte impatto emotivo, ma potrebbe risultare eccessivamente cupo o ripetitivo per chi desidera una trama più dinamica o personaggi più originali. È un romanzo che convince più per l’atmosfera che per la struttura narrativa, lasciando la sensazione di un potenziale non del tutto sfruttato.
Non troppo lontano, il suono dei fischietti e il battito del tamburo in avvicinamento diventavano sempre più forti, mentre la manifestazione si snodava lungo l’estremità occidentale di Union Street. A cinque, forse dieci minuti di distanza.
“Okay“. Logan si sistemò il cappello a visiera. “Andiamo“.
Dopotutto, avevano altra scelta?
Stuart McBride, scrittore scozzese numero uno nel Regno Unito, è tradotto in tutto il mondo. La Newton Compton ha pubblicato i thriller Il collezionista di bambini (Premio Barry come miglior romanzo d’esordio), Il cacciatore di ossa, La porta dell’inferno, La casa delle anime morte, Il collezionista di occhi, Sangue nero, La stanza delle torture, Vicino al cadavere, Scomparso, Il cadavere nel bosco, Strade insanguinate e Appuntamento con la morte, con protagonista Logan McRae; Cartoline dall’inferno, Omicidi quasi perfetti e Il giardino dei delitti, che seguono le indagini del detective Ash Henderson; Apparenti suicidi Il ponte dei cadaveri, La teoria dell’assassino e Il cadavere sotto la neve. MacBride ha ricevuto il prestigioso premio CWA Dagger in the Library e l’ ITV Crime Thriller come rivelazione dell’anno.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.