Nel cuore dei giusti
Romanzo storico
LifeBooks
2 aprile 2025
cartaceo e-book
200
Elisabetta Zoller è una giornalista di origini ebraiche e non vuole che il passato vada dimenticato, così decide di scrivere un articolo per raccontare la storia di alcune donne che, durante la Seconda Guerra mondiale, salvarono bambini e famiglie ebree dalla sterminio nazista. Il viaggio di Elisabetta inizia a Bruzelles, dove incontra la centenaria Anée Geerts, una maestra di scuola elementare in pensione, che salvò un centinaio di bambini ebrei dall'Olocausto durante l'occupazione nazista in Belgio tra il 1940 e il 1944. Elisabetta si trova catapultata nei ricordi e immersa nel racconto della donna, che la trasporta in un mondo di dolore, stenti e terrore che hanno patito anche i nonni della giornalista. Elisabetta deve affrontare i propri demoni e cerca di capire in cosa tornare a credere. Successivamente il viaggio continua tra le dolci colline emiliane, nel paese di Costabona, dove Elisabetta incontra i parenti di Maria Bertolini Fioroni, una maestra di scuola elementare che salvò la famiglia Padoa dall'internamento a Fossoli e la successiva deportazione ai campi di sterminio nazisti.
“Le storie dei Giusti parlano della bontà dell’essere umano verso un altro a discapito della propria libertà e sicurezza” da “Nel cuore dei Giusti” di Stefania P. Nosnan.
“Nel cuore dei Giusti” c’è coraggio e umanità. Persone comuni che misero a repentaglio la propria vita per salvarne altre. Una giornalista di origini ebraiche, desidera che siano ricordati. Vuole scrivere un articolo e raccogliere alcune testimonianze poiché è anche parte della storia dei suoi nonni. Un doloroso viaggio nella memoria che sarà anche un modo per fare chiarezza dentro di sé.
“Non conosceva la parola arrendevolezza“
Elisabetta è una giornalista, ha trentotto anni ed è bella e indipendente. Ama il suo lavoro, le piace scrivere e cercare la verità. Sa di essere brava ed è piuttosto ambiziosa. Lavora con tenacia e caparbietà, a discapito della vita privata. Non ha molto tempo per sé, vive da sola e non è sicuramente alla ricerca di un compagno. E’ cresciuta in un ambiente familiare amorevole, ma senza i genitori medici accanto, che partirono per terre lontane e disagiate per salvare vite umane. Elisabetta era piccola all’epoca e furono i nonni ad occuparsi di lei. Due persone amorevoli e per bene, ma assai riservate sul passato, entrambi ebrei rimasti orfani durante l’occupazione nazista.
Achille Piergiacomi è il nipote del direttore del giornale presso il quale lavora Elisabetta. E’ uno psicologo e, pur essendo attratto da lei, si mostra assai discreto e rispettoso. Essendo un uomo equilibrato e di piacevole compagnia, riesce ad infonderle quella tranquillità che manca al suo spirito inquieto.
Année Geerts è un’ex insegnante quasi centenaria. E’ belga e ha vissuto nel doloroso periodo della Seconda Guerra mondiale durante la persecuzione degli ebrei. Amava moltissimo insegnare e credeva nell’istruzione come mezzo migliore per combattere ignoranza e disparità. Si dedicava al lavoro con passione e grande senso etico. Non tollerava l’emarginazione e i soprusi, cercava di combatterli come poteva tenendoli quantomeno fuori dalla sua classe. Quando le fu chiesto di fare di più, non ci mise molto ad accettare. Era troppo doloroso e insopportabile assistere a certe scene di forte violenza. Riteneva doveroso aiutare dei bambini innocenti a nascondersi, dimostrandosi per loro, una guida affettuosa e gentile sopperendo come poteva alla mancanza delle loro madri.
“Le vicende dei Giusti fra le Nazioni e il loro immenso amore dovevano continuare a infondere speranza, vita e rinascita”
Maria Fioroni Bertolini è stata un’insegnate in una scuola elementare di un paese sui colli emiliani. Vedova di guerra e madre di cinque figli, era una persona forte, schietta e coraggiosa. Incredibile pensare che quella donnina piccola e minuta potesse avere tale ferrea volontà ed energia inesauribile. Aveva offerto rifugio e protezione ad una famiglia ebrea e ad alcuni soldati inglesi, consapevole dei rischi che avrebbe corso. Possedeva un’inventiva e un’intelligenza fuori dal comune e le metteva a servizio degli oppressi.
“Le ragazze dell’anagrafe” erano giovani dipendenti comunali in un paese del centro Italia, così chiamate per il loro ruolo. Giovani, coraggiose e dotate di profondi valori. Senza alcuna richiesta, cancellavano l’anagrafica delle famiglie ebraiche a rischio deportazione regalando loro una nuova identità. Avevano un cuore generoso e umano, credevano nella giustizia e nell’amicizia, ,erano molto unite in questo rischioso compito e cercavano di proteggersi vicendevolmente.
“Era consapevole del rischio a cui andavano incontro, ma non potevano assistere a quello scempio senza agire”
“Nel cuore dei giusti” un altro bel romanzo di Stefania P. Nosnan
Apprezzo sempre i romanzi di Stefania P. Nosnan perché scrive in modo coinvolgente, attraverso parole semplici costruisce mondi interessanti dai profondi contenuti. Questo credo sia il suo romanzo più bello. La protagonista è colei che funge da filo conduttore tra le tre storie con al centro personaggi diversi di differente provenienza, ma mossi dai medesimi sentimenti. Si tratta di storie realmente accadute, se pur con qualche nome modificato. L’autrice è stata ricevuta, come la sua Elisabetta, dalla famiglia di Maria Fioroni Bertolini. Ha potuto intervistare i suoi discendenti e coloro che la conobbero.
Stefania P. Nosnan si dimostra molto preparata dal punto di vista storico, cita sempre dopo l’epilogo, i fatti storici e le fonti dalle quali ha tratto informazioni. E’ altrettanto brava nel caratterizzare i suoi personaggi e le situazioni che vivono. Anche le ambientazioni e i dialoghi sono sempre coerenti con il periodo storico in cui si sviluppa la trama. Questo è indice di cura, attenzione e studio.
E’ una storia travolgente dal ritmo molto rapido. In corso di lettura, a tratti, vi batterà il cuore. A volte a causa della drammaticità delle situazioni descritte, altre per indignazione e altre ancora a causa di una sorta di tensione emotiva che vi accompagnerà dall’inizio alla fine. Le riflessioni contenute sono profonde e condivisibili. Quelle che sorgeranno in voi, saranno numerose e frequenti poiché è una storia che invita a pensare e a porsi delle domande.
“La storia è piena di grandi azioni eroiche che hanno coperto quelle piccole fatte da gente comune”
Se desiderate leggere storie tratte dalla realtà, create da una penna bella, incisiva e mai superficiale, leggete “Nel cuore dei Giusti” e non sarete delusi! Coinvolgente, interessante e commuovente!
Conoscevate le storie dei Giusti fra le Nazioni? Avete letto altri romanzi di Stefania P. Nosnan?