Arte,  Libri,  Saggio,  Storia

Recensione: Napoli Sotterranea, Giovanni Liccardo, Newton Compton

Napoli sotterranea. Una guida alla scoperta di misteri, segreti, leggende e curiosità nascoste Book Cover Napoli sotterranea. Una guida alla scoperta di misteri, segreti, leggende e curiosità nascoste
Quest'Italia
Giovanni Liccardo
Saggio
Newton Compton
19 settembre 2019
Cartaceo, kindle
416

Se di Napoli molti apprezzano la bellezza, l’arte, le tradizioni, la cultura, i colori, pochi conoscono la storia in bianco e nero del sottosuolo: la città di sotto è nata con quella di sopra e con essa si è sviluppata. Le sue eccezionali caratteristiche da una parte derivano dalla genesi e dalla natura geologica del suolo, dall’altra sono il risultato di tremila anni di interventi dell’uomo. La geologia e la topografia si intrecciano con l’archeologia, la storia, le leggende della classicità mediterranea. Esiste infatti una città segreta e oscura: grotte chilometriche, grandiose caverne, pozzi profondissimi, catacombe straordinarie attraversano Napoli in ogni direzione, intrecciandosi a quote diverse. Entrando nelle sue viscere il passo indugia tra ritrovamenti archeologici, immagini irreali, meraviglie architettoniche, opere insigni di ingegneria idraulica. Suggestive, misteriose risonanze riportano alla mente d’improvviso ancestrali paure e inconfessati desideri, mentre l’occhio è colpito dalle differenti soluzioni estrattive, dalla varietà cromatica piena di sfumature: un panorama che diventa passo dopo passo nostalgico e misterioso.

“… un luogo mistico e magico,
dove religione, culti pagani, credenze popolari e storia
si sono intrecciati e si sono confusi”

 

Ci aspetteremo che una frase di tal genere sia dedicata ad una di quelle città che, al solo primo impatto, restano impresse nella mente e nel cuore. Nel nostro caso, è così in parte! Non una città, ma una “sotto-città” o “città di sotto”, come preferisce chiamarla Giovanni Liccardo, l’autore del libro che recensiremo oggi.

Napoli sotterranea, come da sottotitolo, costituisce davvero una Una guida alla scoperta di misteri, segreti, leggende e curiosità nascoste di questa città che da secoli affascina visitatori, letterati, studiosi, archeologi, poeti da ogni dove, anche autoctoni. E da partenopea, quale sono, come dargli torto! Ma garantisco, che a prescindere dalle mie origini e dall’amore che provo per Napoli, esprimerò una obiettiva opinione dell’opera, senza lasciarmi andare in sfrenati sentimentalismi.

E lo stesso possiamo dire per Liccardo, che, originario di un comune della provincia di Napoli, archeologo e storico della tardo antichità, ha trovato nel capoluogo campano una degna culla per i suoi studi, tanto è vero che questo suo recente libro non costituisce un unicum. A lui, infatti, si devono precedenti opere su Napoli, dedicate nello specifico a Musei, quartieri, personaggi eroici, santi e tiranni che hanno “colorato” la vita della città. In Napoli sotterranea, invece, il lettore è condotto e guidato nell’underground cittadino, alla scoperta di una vita quasi parallela a quella ordinaria di città.

Trama e struttura dell’opera

Parlare di trama non è propriamente corretto: Liccardo ci racconta sì una storia, ma la storia di una vita realmente vissuta nei secoli, da 50000 anni prima della nascita di Cristo ai giorni nostri. Una storia, invero, che l’autore ha già rappresentato ai lettori nel 2002, con Le catacombe di Napoli, come non manca di ricordare del Prologo del volume. Espresso è anche l’obiettivo, che oggi, come allora, Liccardo vuole perseguire: fornire un “percorso ideale” lungo quelle strade della città che risultano nascoste agli occhi di chi le percorre.

In tre capitoli introduttivi, vengono affrontate tematiche che fungono da premessa alla conoscenza specifica dei sotterranei napoletani. In Alle origini del sottosuolo di Napoli, dopo una descrizione geologica e morfologica del territorio napoletano, si passano in rassegna le testimonianze sulla presenza umana nel sottosuolo (poche purtroppo per il periodo preistorico e protostorico), concludendo con i dati relativi all’estensione della Napoli sotterranea rispetto al “sopra-suolo”. I lavori perpetrati in tale direzione sono stati spiegati con dovizia di particolari nel capitolo su Usi e abusi delle cave di Napoli. Ma all’uso, come spesso accade, consegue (per scelta dell’uomo o per circostanza) l’abuso anche di ciò che dovrebbe essere preservato, in quanto ricchezza inestimabile della città. Non sono isolate, infatti, nascite di discariche di rifiuti in grotte o cave abbandonate, con tutto ciò che consegue ai danni dell’uomo in termini di salute e di sicurezza sociale. Liccardo, in merito, non manca di ricordare l’entità dell’incendio del 1979 ai noti “Gradoni di Chiaia”, dovuto proprio all’eccessivo accumulo di rifiuti di ogni genere nelle vicinanze. Nel capitolo, da ultimo, dedicato all’Evoluzione storica delle grotte di Napoli, Liccardo effettua dei salti temporali per illustrare al lettore in che modo i sotterranei di Napoli sono pervenuti ai giorni nostri e in quali condizioni: dall’età antica e medievale all’età moderna e contemporanea.

Il fulcro della guida è dato dall’elenco, in ordine alfabetico, di luoghi, di personaggi, di oggetti, di materiali che sono correlati alla Napoli sotterranea. E così, dalla A alla Z, si racconta la storia di personalità che hanno offerto il loro contributo alla storia archeologica napoletana, come Hans Achelis, uno tra i più importanti ricercatore delle catacombe della città, Bartolommeo Capasso, esperto di storia napoletana, o Pietro Antonio Lettieri, topografo a cui si deve il riadattamento dell’acquedotto augusteo per incrementare la quantità di acqua necessario alla vità napoletana. Si descrivono luoghi del napoletano sia sovrastanti il sottosuolo che lì localizzati: tra i primi Agnano, i Campi Flegrei, l’Eremo dei Camaldoli, Castel Dell’Ovo; tra i secondi, i complessi di cave, grotte, catacombe e acquedotti che compongono i sotterranei di Napoli, come ad esempio Cavamonte, le catacombe di San Vito, San Severo, la cava di Sant’Antonio ai monti, i canali sotterranei di rete fognaria come quello della Pignasecca, quartiere ancora oggi scenario di storici mercatini locali. Al di là di personaggi e luoghi, questa sezione dell’opera contiene anche storie, caratteristiche, evoluzioni, descrizioni sugli impianti e i meccanismi utilizzati per i lavori nei sotterranei, sul tufo e le sue diverse tipologie, sulla mitologia che pervade la storia di Napoli, sulle credenze popolari collegate a culti esoterici e “sotterranei”, sulle associazioni del territorio che si occupano della tutela delle aree archeologiche protette e non.

Il volume si conclude con un Appendice dedicata alle Grotte e caverne della Campania, dislocate sull’isola di Capri, nel salernitano e nel casertano; e con un Glossario dei termini tecnici e non di cui l’autore ha fatto più uso.

Commento personale

Partirei da quello che ha costituito anche l’incipit della recensione, ossia il sottotitolo. Una guida alla scoperta di misteri, segreti, leggende e curiosità nascoste, infatti, descrive appieno la sostanza del libro e l’intento dell’autore. Effettivamente, Napoli sotterranea non si limita ad essere una guida ai sotterranei napoletani, bensì qualcosa in più. Svela misteri e segreti, raccontando storie reali ma anche leggendarie, e incuriosendo il lettore su tutto ciò che ruota intorno alla vita napoletana “di sotto”. Generalmente, noi abitanti del territorio, nel vivere la nostra quotidianità, difficilmente ci interroghiamo e ci incuriosiamo su ciò che non vediamo. Eppure, ogni singola strada che percorriamo rappresenta materialmente e idealmente un contenitore di storia. Questo Liccardo lo fa ben comprendere al lettore.

E lo fa con cognizione di causa: ricercata e curata, infatti, è la bibliografia che conclude il suo libro. L’apparato documentario di cui si è servito comprende studi archeologici italiani e tedeschi, atti di convegni dedicati allo specifico argomento, testimonianze tratte da episodi di guerra (spesso i nascondigli dei soldati si trovavano proprio nel sottosuolo “Non sarà mai possibile dimenticare il suono delle ‘sirene’ che annunciavano l’arrivo degli aerei ‘nemici’ che avrebbero bombardato la città), attestazioni di letterati che hanno vissuto e interiorizzato Napoli a 360 gradi. Numerose e continue sono le note che si incontrano nel corso delle pagine: non appesantiscono la lettura, essendo essenziali e limitate a fornire al lettore quella specifica spiegazione ulteriore che rende completa (o quasi) la conoscenza di quanto si sta leggendo.

Interessante è anche il materiale di immagini che Liccardo mette a disposizione: le fotografie stampate, seppur non inerenti i sotterranei in sé, permettono al lettore di immaginarsi la Napoli del ‘500, del ‘600, del ‘700, e di avere percezione dei cambiamenti che si sono avuti sul territorio, anche a seguito dei processi di escavazione.

Il tutto è raccontato con maestria e chiarezza. Utile è il glossario finale, ma ancor più lo è l’ampia premessa storica che prepara il lettore al mondo sotterraneo di Napoli. Meno comodo, invece, ho stimato essere l’elenco alfabetico che costituisce il fulcro dell’opera. Voler fornire gli appassionati di storia e di Napoli di una guida che non sia fluida in ciò che racconta è poco adeguato, a mio parere, ad un apprendimento lineare e rispettoso della cronologia degli eventi.

Ho, invece, molto apprezzato il fatto che la guida non si limiti ai soli dati archeologici e storici, ma anche a tutto ciò che vi è correlato. Penso, ad esempio, alla storia del famoso “munaciello”, a cui Liccardo dedica alcune pagine in relazione alla figura del “pozzaro”; o alla festa di Piedigrotta, risalente alla venuta di San Paolo a Napoli e ancora sentita dai napoletani e onorata l’8 settembre di ogni anno.

Concludo la recensione unendo alla previsione di Liccardo sugli usi a cui potrà essere esposto il sottosuolo (finalizzati ad una quotidianità viva sia nella “Napoli positiva” che nella “Napoli negativa”) con una nota citazione di Luciano De Crescenzo, che, a mio parere, racchiude i tesori visibili o meno del capoluogo campano:

A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: