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Recensione: “Najima. La città fantastica. Edward Loth” di Philipe Osbourne, Zona Franca edizioni

Najima. La città fantastica. Edward Loth Book Cover Najima. La città fantastica. Edward Loth
Philipe Osbourne
Fantasy per ragazzi
Zona Franca
23 maggio 2019
Copertina flessibile
201

Philip Osbourne, dopo "Diario di un nerd", "Bomber e Gli Scaldapanchine" e "Le super avventure di Elen", si prende una breve pausa dal mondo dei kids per dedicarsi al target young adult. In questa nuova saga, l'autore americano racconta la storia di Edward Loth, un diciannovenne di New York, che viene arruolato da una confraternita di guerrieri iniziati, una nuova "Tavola Rotonda di Re Artù". Il ragazzo abbraccia i codici di purezza del suo gruppo di "resistenza", ma i suoi valori etici vengono messi a dura prova quando si innamora di Courtney, la ragazza di Arthur. Edward Loth scopre di essere un semidio con il compito di proteggere la città fantastica di Najíma e la corte del re Conchobar. Il ragazzo riuscirà a rimanere "puro", come impongono i codici della confraternita, e a non cedere all'amore di Courtney? Un romanzo moderno che, attraverso la mitologia celtica, riesce a raccontare il disagio giovanile, l'eterna lotta fra le classi, l'amore nelle sue tante sfaccettature e l'importanza delle proprie radici.

 

“Allora pensavo che le regole fossero tutto. Credevo che non potesse regnare la giustizia senza il rispetto delle regole. Dopo la sua morte compresi che la giustizia non si sposa mai con la morte di un essere umano”

Da un libro per ragazzi non ci si aspetta certamente un capolavoro di letteratura, sebbene qualcuno potrebbe obiettare – e a ragione –  che al contrario, tra i romanzi scritti per un pubblico giovane ve ne siano alcuni davvero notevoli. Ma non è questo il caso.

Nonostante le basse aspettative, questo libro è riuscito comunque a deludermi. La trama è piuttosto semplice: nella New York dei nostri giorni, il giovane Edward Loth scopre dall’oggi al domani di essere un semidio e viene immediatamente arruolato da altri giovani semidei come lui, per combattere al fianco di un fantomatico re e proteggere la città di Najima, che nessuno sa dove sia. Non si ha neanche la certezza che questa città esista realmente, ma un amuleto che Edward si ritrova inspiegabilmente tra le mani sembra invece contenere le prove che Najima sia reale.

I personaggi sono tutti molto giovani, frequentano l’università ma per motivi poco chiari vivono in case e castelli da fare invidia ai migliori divi di Hollywood, oltre a vantare fisicità altrettanto invidiabili. Le ragazze poi sono delle vere bombe sexy – eh sì, che originalità!

Ho trovato la trama inutilmente ingarbugliata e priva di un filo logico, la linea temporale è approssimativa, i personaggi sono al limite del ridicolo e i dialoghi sono di una banalità estrema. Come se non bastasse qua e là sono disseminati riferimenti alla mitologia celtica, che c’entrano davvero poco con il resto della storia; probabilmente l’autore intendeva darsi un tono e trasmettere un po’ di sostanza al libro. Tentativo fallito.

Ho pensato inizialmente che forse qualche pagina in più avrebbe reso il romanzo migliore, permettendo all’autore di approfondire alcune vicende e delineare meglio le sue idee. Ma la verità è che di idee ce ne sono davvero poche in questo libro. Per tutta la lettura mi è parso si avere sotto gli occhi tante vicende sconnesse messe insieme per caso, a creare un puzzle incoerente dall’incastro piuttosto lasco. Tanto lasco da fare acqua da tutte le parti. Pezzo dopo pezzo la storia si disgrega sempre più sino al finale, che dovrebbe essere strappalacrime, ma che ai miei occhi è parso solamente un ultimo capolavoro di banalità.

Arianna

Philip Osbourne è nato a Portsmouth, da molti anni si dedica a sceneggiature di film e comic book per il mercato USA, articoli per riviste di cinema e progetti cinematografici con il maestro Brian Yuzna. I suoi libri sono pubblicati in Italia, Francia, USA, Germania, Polonia, Russia, Romania.

Appassionata lettrice sin dall'infanzia, prediligo i romanzi storici e i saggi. Adoro l'Ottocento inglese e tutto ciò che lo riguarda. Le mie scrittrici preferite sono ovviamente Jane Austen ed Elizabeth Gaskell. Nonostante i miei hobby umanistici studio tutt'altro.

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