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Recensione: “Nagottville” di Massimo Baraldi, Gilgamesh Edizioni

Nagottville Book Cover Nagottville
Massimo Baraldi
thriller
Gilgamesh Edizioni
2021
cartaceo, ebook
208

Nagottville è un grumo d'asfalto e cemento spalmato tra il fianco delle colline e uno strano mare, tanto stretto e piatto da sembrare proprio un lago.

Maceo Manin, lì in cerca di fortuna, incontra la bella Neve Gronchi e subito scocca la scintilla dell'amore, tra gli abitanti che si interrogano su una misteriosa serie di decessi e la leggenda di un tesoro.

Maceo e Neve sembrano essersi ritrovati e riconosciuti, al dì là di ogni ragionevole dubbio: due metà della stessa inquietudine pronte a mettersi in viaggio verso un personalissimo paese delle meraviglie. "Nagottville" è una scanzonata escursione nei territori del noir, genere qui declinato da Massimo Baraldi in assoluta libertà, sul filo di una scrittura dai tratti intensi, ma anche comici ed emotivi.

“Portami via da Nagottville, lontani io e te. Erano forti, insieme”

 

Nagottville, un nome facilmente riconducibile all’America Latina; invece, più si va avanti con la lettura e più notiamo che la descrizione dei luoghi, ci conduce con la mente in Italia, magari  in un paesino del nord dell’Italia, dove tutto è magico: laghi, boschi e il profumo dell’aria.

Ed è qui che incontriamo il nostro protagonista: Maceo Manin. Un giovane uomo che è alla ricerca di tanta fortuna, ma anche del suo posto nel mondo. Arrivato in paese, si mette subito alla ricerca di un Bed and breakfast, dove poter soggiornare, e di un lavoro. Ed è a questo punto del racconto che si imbatte in una ragazza: Neve, giovane, dolce, timida e dallo sguardo che scalda il cuore. I due ragazzi, a primo impatto, sembrano essere destinati a stare insieme; sembra che l’uno sia la metà dell’altro. Così, decidono di progettare una fuga e di cercare il loro posto nel mondo, lontani da Nagottville. Ma non tutto è così roseo e tranquillo in questo paese. Un giorno, iniziano ad accadere dei delitti all’interno di una casa di riposo. Misteri e omicidi iniziano ad infangare quel posto così meraviglioso.

Ma di cosa si tratta? Perchè tutti questi delitti? Cosa nasconde mai Nagottville?

Siete pronti a fare un’escursione in Nord Italia?

Nagottville non è il classico noir che siamo abituati a leggere. Questo romanzo viene caratterizzato da personaggi sarcastici, ma anche, a tratti, comici. I personaggi sono descritti nel dettaglio, sia dal punto di vista fisico che psicologico; subiscono, inoltre, un’evoluzione nel corso della storia.

La trama è ben sviluppata e avvincente: non a caso, il romanzo si legge tutto d’un fiato, soprattutto perchè i capitoli sono molto brevi e non stancano il lettore. Lo stile, poi, è scorrevole, privo di rallentamenti.

Nonostante il finale può sembrare prevedibile, tenetevi pronti perchè sono rimasta molto sorpresa per l’epilogo in cui, poi mi sono imbattuta. Che dire… un thriller ben riuscito!

 

L’autore

Massimo Baraldi è originario della Bassa Modenese, cresciuto a Imperia e, nel tempo diventato comasco. E’ nato nel 1966. Nel 2002 ha pubblicato un’apprezzata traduzione dal russo dell’opera di Vladimir Majakovskij: “Per la voce” ed è autore di alcuni romanzi e testi teatrali. Scrive per la rivista russa “Ozero Komo”. Affascinato dalla contaminazione tra forme espressive, collabora con fotografi, scultori e musicisti. Tra i suoi lavori “ibridi” è di particolare interesse il cortometraggio “Urban Dream” (2010), realizzato sull’asse Como- Roma- Atlanta con la regista Carola De Scipio e il compositore Giovanni Bataloni : “Tre giorni nella vita” è la sua prima pubblicazione con la Multimedia Edizioni.

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