Morto a sua insaputa
Narrativa
Giraldi Editore
11 settembre 2023
Cartaceo e eBook
179
Morto a sua insaputa, sesto racconto poliziesco con protagonisti il commissario Amareno Fabbri e la città di Bologna. Amareno muore sul colpo andando a sbattere contro un camion in via Stalingrado. La sua è una dipartenza così improvvisa che non si rende conto di essere passato a miglior vita e continua le sue indagini con successo. Ricco di sorprese e colpi di scena, Zap e Ida superano sé stessi mescolando immaginazione e fantasia. In comune con gli altri cinque romanzi, la descrizione dei personaggi, dei luoghi e degli avvenimenti strettamente legati alla Turrita.
“Bologna vanta la più antica università del mondo. Studenti da ogni parte d’Europa facevano a gara fin dalla scoperta delle Americhe per formarsi nella Turrita. In contemporanea, o quasi, nacque la goliardia, un’associazione di giovani universitari con diritto a scranni del Senato Accademico ma che spesso preferiva le comode poltrone dei vari casini, o lupanari.”
“Morto a sua insaputa” di Zap & Ida edito da Giraldi Editore è un libro che vi farà sorridere (anche se meno dei precedenti) mentre cercate di capire il senso del romanzo. Se la trama è il motore della storia, i personaggi e lo stile di scrittura ne sono la “carrozzeria”.
In questo libro ritroviamo quella dinamica di coppia (professionale e non) che abbiamo imparato a conoscere nei capitoli precedenti della serie. Zap & Ida non creano supereroi, ma personaggi profondamente umani, spesso un po’ strampalati, che affrontano l’assurdo con una logica tutta loro.
La premessa di “Morto a sua insaputa” mi ha catturato subito perché tocca una paura molto moderna: la cancellazione dell’identità.
Il protagonista si ritrova a combattere contro un sistema che lo ha dichiarato defunto per errore. Ma se in un romanzo di Kafka questo porterebbe all’angoscia, nelle mani di Zap & Ida diventa un’opportunità per scatenare un carosello di situazioni esilaranti.
La trama parte da un presupposto tanto assurdo quanto geniale. Immaginate di svegliarvi una mattina e scoprire che, per il resto del mondo, siete passati a miglior vita. È quello che accade al protagonista, che si ritrova incastrato in un paradosso burocratico ed esistenziale: come si fa a dimostrare di essere vivi se “le carte” dicono il contrario?
La trama non è solo un pretesto per le battute; è un ingranaggio ben oliato. Mi ha colpito come gli autori riescano a mantenere alta la tensione del mistero (chi ha causato l’errore? È stato davvero un errore? Amareno è realmente morto?), mentre ti portano a sorridere delle reazioni assurde di vicini, parenti e funzionari statali di fronte a un “morto che cammina”.
Da qui scatta un meccanismo narrativo che mescola il giallo classico alla commedia degli equivoci. La ricerca della verità diventa un viaggio tra personaggi bizzarri, situazioni grottesche e quel pizzico di satira sociale che non guasta mai quando si parla di istituzioni e malintesi, anche se non sempre condivisibile.
“L’amore è una cosa meravigliosa. Quando due corpi e due anime si incontrano e legano la perfezione state sicuri che la coppia sarà felice in eterno. Amareno e Marisa questo fenomeno lo hanno toccato con mano, o meglio lo vivono da qualche tempo. Creare un rapporto idilliaco fra due persone non è possibile, deve nascere da solo. Certo, la coppia potrà essere felice che anche grazie alle convenzioni, a regole accettate che soddisfino entrambi. Però non sarà mai Amore con la A maiuscola.”
La scrittura di Zap & Ida è figlia della loro esperienza nel mondo dell’illustrazione e dell’umorismo grafico. Leggere questo romanzo è come guardare una striscia di fumetti che prende vita.
Rispetto ai primi capitoli della serie, dove forse la ricerca della “battuta a tutti i costi” era più evidente dando origine a momenti di puro divertimento, qui ho trovato meno umorismo.
La narrazione scorre via che è un piacere, senza intoppi, quasi come se gli autori stessero chiacchierando con te davanti a un caffè. Le descrizioni sono rapide, quasi cinematografiche: non ti dicono com’è fatta una stanza, ti fanno sentire l’odore o l’assurdità di un particolare, lasciando che sia la tua immaginazione a fare il resto.
Mentre i volumi precedenti potevano essere letti come gialli più “standard” (sebbene sempre ironici), in questo capitolo c’è meno noir e molta più satira, anche se, a mio modesto parere, non totalmente comprensibile in alcuni passaggi.
Non ci sono tempi morti (ironicamente parlando). La curiosità di vedere come il protagonista uscirà da questo pasticcio ti spinge comunque a voltare pagina dopo pagina.
Non è un giallo ma è un invito a prendersi alla leggera, anche quando il mondo sembra aver deciso che non esistiamo più. È un elogio dell’ingegno e della forza d’animo, condito con quel pizzico di “follia controllata” che è ormai il marchio di fabbrica del duo.
“Morto a sua insaputa” è un’ottima prova di come si possa fare intrattenimento intelligente partendo da un’idea paradossale. È un libro che non si prende troppo sul serio, ma che proprio per questo riesce a colpire nel segno, regalando qualche ora di relax.
Ringrazio sentitamente Giraldi Editore per avermi fatto trascorrere delle ore liete tramite i volumi di Amareno.
“Morto a sua insaputa” possiamo definirlo “un libro pigro”. Per chi si avvicina per la prima volta a Zap & Ida, potrebbe risultare un passatempo leggero e surreale, ma per chi ne ha seguito l’evoluzione, il confronto con i volumi precedenti lascia un po’ di amaro in bocca. È come ritrovare un vecchio comico che ripete i suoi sketch migliori: sorridi per nostalgia, ma sai che il meglio è già passato.
Buona lettura!
“Ti rendi conto, Amareno? Ma come sarebbe bello che quando due si amano follemente lascino questa vita nello stesso momento!“

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.
