Morto a domicilio
NeroDonna
Giallo, Cozy mistery
Golem edizioni
31 ottobre 2025
ebook, cartaceo
44
Carla Regis è un’arzilla pensionata che vive sola in una borgata di montagna, tra cruciverba e giornate tranquille. La sua routine serena si spezza una sera d’autunno quando davanti a casa trova una sacca piena di soldi e gioielli: da quel momento, con la sua curiosità tutta alla Miss Marple, si ritrova suo malgrado coinvolta in un intricato caso di omicidio.
“Morto a domicilio” di Emanuela Carbonelli edito Golem edizioni è l’ottavo volume della collana NeroDonna. Un racconto che si posiziona tra il giallo e il cozy mistery.
Ambientato in una borgata di montagna, dove non succede mai nulla, il ritrovamento di un cadavere sconvolge la vita tranquilla e monotona degli abitanti. La protagonista è Carla Regis una simpatica anziana che non vuole rinunciare alla propria indipendenza e autonomia nonostante l’età e l’insistenza del figlio. Carla vive in un condominio in montagna quasi disabitato e poco lontano dal paese. Una sera la sua routine viene disturbata da un ritrovamento davanti alla porta del suo garage. Carla, che ha la stoffa di un detective, decide così di prendere in custodia il bottino per evitare altre sorprese. Ma i misteri non sono finiti. Diversi eventi danno inizio alle indagini della nostra anziana protagonista, che insieme al capitano dei carabinieri Antonio Serra, formula ipotesi e cerca indizi.
«Ma come, ti trovi un morto, anzi, una morta a domicilio, e non ti spaventi, non ti fai domande?»
Lo stile del racconto è semplice e ironico, non mancano i siparietti divertenti. L’uso del dialetto locale rende la storia più realistica. Le “indagini” di Carla non sono parallele a quelle delle forze dell’ordine, la protagonista si limita a fare domande curiose (le stesse che si pongono gli abitanti del paese), ma la sua bravura sta nel formulare ipotesi strutturate e realistiche. La capacità dell’autrice sta in questo, riuscire a rendere un personaggio atipico il protagonista di un giallo cozy, senza forzature o elementi che stonano.
«Certo che vent’anni sono pochi per morire»
«Se è per quello anche morire a ottanta, l’è ‘na fregatura»
La trama è lineare, segue tutti i tasselli e i punti chiave che compongono un giallo. L’ambientazione è quella montana, ma non è approfondita. Il finale non sorprende, ma comprendo la difficoltà di Emanuela Carbonelli nel dover inserire tutti gli elementi del genere giallo in poche pagine.
Ho apprezzato il racconto ma ho dato quattro stelle perché il finale, a mio avviso, è facilmente intuibile. Essendo un racconto breve di appena 44 pagine non ha al suo interno una struttura complessa, e dunque per gli appassionati lettori di romanzi gialli può risultare banale.
In chiusura, consiglio questo racconto? Sì, ma non ai lettori di gialli!

Ciao! Sono Eleonora, appassionata di lettura fin da bambina. Nata a Catania, vivo a Parigi dove lavoro e imparo il francese. Sogno di lavorare in editoria e di vivere circondata dai libri. I miei generi preferiti? Leggo tutto tranne i fantasy! Mi piace informarmi e cerco sempre nuove opportunità per imparare e crescere. Se non sono impegnata nel lavoro o nella lettura, mi trovi ad ascoltare musica o fare attività creative. Cerco anche di essere una content creator (ovviamente parlando di libri!) su Tiktok e Instagram dove condivido le mie recensioni e riflessioni letterarie. Ho da poco inaugurato, su Substack, la mia newsletter “Mitologia in pillole”