Morte e usignoli
romanzo storico
Fazi Editore
1 gennaio 2004
ebook, cartaceo
236
L'amore spinge la protagonista Beth ad abbandonare la fattoria del padre, BiIIy Winters, non prima di averlo derubato del suo oro. Ed è un sentimento d'odio altrettanto radicale a far opporre il suo amante, l'ambiguo Liam Ward, a Billy Winters. È a sua volta un torbido miscuglio di attrazione e rancore a legare quest'ultimo a Beth, sua figlia per legge, ma in realtà concepita al di fuori del letto coniugale. Al momento della resa dei conti la violenza compressa per troppo tempo esploderà senza più nessun argine. Ed è fino all'attimo irreparabile dell'esplosione che McCabe conduce i suoi lettori senza concedere loro un momento di tregua, avvolgendoli nella spirale di questa partita all'ultimo sangue, dall'esito perfetto e lancinante.
“Morte e usignoli” di Eugene McCabe, Fazi Editore, è un romanzo sul destino e sull’impossibilità di liberarsi dalla violenza e dal passato.
Ambientato in Irlanda alla fine dell’Ottocento, il libro racconta la vita di Beth Winters e del padre Billy. I due vivono soli dopo la morte della madre, e Beth passa le sue giornate a mandare avanti la casa sognando un futuro diverso. Il rapporto col padre è contorto e complesso. Quando lui si ubriaca diventa violento e talvolta le riserva attenzioni per nulla degne di un padre. Finchè un giorno alla loro porta arriva un uomo, Liam Ward. Beth si innamora di questo strano ragazzo, taciturno e ambiguo, e le sue fantasie di una vita diversa cominciano a prendere forma. Ma la vita riserverà un brutto scherzo alla ragazza, che la aiuterà a buttare fuori tutta la sua rabbia e il suo rancore.
Leggere questo libro non è stato facile. La trama ci presenta un’atmosfera inquieta e malinconica, quasi gotica. Molto cupo e intenso, dove violenza repressa, rancore familiare e desiderio di fuga sono gli elementi principali.
La scrittura non è di facile lettura, il ritmo è volutamente lento e opprimente, e rende il tutto un po’ pesante. Allo stesso tempo però, l’autore riesce a creare un’ambientazione essenziale ma potentissima, capace di rendere una tensione emotiva forte che però non diventa melodrammatica. L’Irlanda descritta nel libro è straordinaria: gli ambienti naturali come le paludi, le campagne isolate diventano quasi personaggi della storia, riflettendo così il tormento che vivono i protagonisti.
I personaggi sono ben delineati e costruiti. Beth Winters è una protagonista tragica e complessa, che vive momenti di paura, ribellione e bisogno d’amore. Il difficile rapporto con il padre la fagocita, e l’impossibilità di staccarsene la rende insofferente e incapace di qualsiasi felicità. L’odio che prova è profondo, viscerale, ma sempre trattenuto e questo fa di lei una persona rigida e controllata. Dentro di sé però c’è anche una parte più fragile. Il suo disperato bisogno di essere riconosciuta e amata la fa essere gentile e disponibile verso il prossimo, dandogli un’aura più delicata.
“Morte e usignoli” non è un romanzo che offre consolazione o speranza, il tono rimane tragico fino alla fine. La lettura è forte e crudele, ma se vi piacciono i romanzi incentrati sulle vicende familiari e su come non ci si possa sottrarre al proprio destino, questo libro fa per voi.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.