Milioni di farfalle
Biografia
Mondadori
21 ottobre 2024
Cartaceo - Digitale
204
«Mi ritrovai in un mondo completamente nuovo. Il mondo più bello e più strano che avessi mai visto. Luminoso, vibrante, estatico, stupefacente … Eravamo circondati da milioni di farfalle, ampi ventagli svolazzanti che si immergevano nel paesaggio verdeggiante per poi tornare a volteggiare intorno a noi.» Così Eben Alexander, neurochirurgo e professore alla Medical School dell’università di Harvard, descrive il Paradiso. Il dottor Alexander è uno scienziato che non ha mai creduto alla vita dopo la morte; eppure è toccato a lui esserne testimone. Nel 2008 ha contratto una rara forma di meningite e per sette giorni è entrato in uno stato di coma profondo che ha azzerato completamente l’attività della sua corteccia cerebrale. Il suo cervello si è completamente spento, ma una parte di lui era ancora vigile e ha intrapreso uno straordinario viaggio verso il Paradiso. Al suo risveglio il dottor Alexander era un uomo diverso, costretto a rivedere le sue posizioni profondamente razionali sulla vita e sulla morte: perché ora sa che esiste una vita oltre la vita, esiste il Paradiso ed è un luogo d’amore e meraviglia. Milioni di farfalle è la testimonianza di questa incredibile esperienza. È un libro rivoluzionario in grado di mettere in discussione anche il più scettico dei lettori.
“L’allegria e l’ironia ci ricordano che non siamo prigionieri in questo mondo, ma viaggiatori che lo attraversano” – Milioni di farfalle di Eben Alexander

Avevo riposto grandi aspettative in “Un milione di farfalle”, spinta sia dal titolo evocativo che dalla tematica trattata: una storia vera che affronta l’esperienza premorte e il misterioso tema dell’aldilà. Sono argomenti profondi, delicati e, se ben raccontati, capaci di toccare corde emotive molto personali. Purtroppo, devo dire che il libro non è riuscito a coinvolgermi come speravo.
La narrazione mi è sembrata piuttosto piatta e priva di quella intensità che un tema del genere avrebbe meritato. Ho trovato la storia un po’ banale, quasi sbrigativa, e incapace di trasmettere la profondità dell’esperienza vissuta. Anche i personaggi mi sono sembrati poco caratterizzati, piuttosto noiosi e distanti. Non sono riuscita a creare alcun legame emotivo con loro, il che ha reso la lettura ancora più faticosa.
Mi aspettavo una testimonianza che sapesse scuotere, emozionare, far riflettere — e invece mi sono trovata davanti a un racconto che, pur trattando di un argomento tanto straordinario, non riesce mai davvero a toccare il cuore. C’è una certa freddezza, quasi un distacco nel modo in cui gli eventi vengono raccontati, e questo impedisce al lettore di immergersi e sentire davvero ciò che viene descritto.
“Ci sono due modi per essere ingannati. Uno consiste nel credere ciò che non è vero; l’altro nel rifiutarsi di credere ciò che è vero” Soren Kierkegaard
Anche lo stile di scrittura non mi ha aiutata ad entrare nella storia: è semplice, forse troppo, e in alcuni punti addirittura ripetitivo. Nonostante il libro sia di poche pagine, ho fatto fatica a terminarlo proprio perché non riusciva a catturare la mia attenzione o stimolare la mia curiosità.
In definitiva, Un milione di farfalle è stata per me una lettura deludente. Un’occasione mancata, soprattutto considerando il potenziale emotivo e narrativo del tema. Non metto in discussione la sincerità della testimonianza, ma da un libro del genere mi aspettavo molto di più — più profondità, più emozione, più verità raccontata con l’anima.
